Perché un corporate blog? Perché un sito aziendale?

10 Maggio 2008

Mario Sundar, Community Evangelist di LinkedIn, sostiene che The Future of Corporate Blogging is the social media portal. E cita come esempio di corporate blog che ben risponde a questa missione Nuts about Southwest, della compagnia aerea Southwest Airlines.

“Before I continue, let’s step back a bit and understand that corporate blogging per se is NOT the end game in itself. It’s a tool to help users communicate effectively with the various elements of an organization.”

Il blog diventa dunque un luogo di aggregazione delle identità social-digitali dell’azienda: oltre ai post tipici di ogni blog aziendale, presenta anteprime di immagini e video - prodotti dall’azienda o dagli utenti - e contiene i link ai profili sui vari social media (Mario Sundar indica quali, secondo lui, saranno sempre più diffusi ed opportuni per la comunicazione corporate).

Ma quello che volevo dire è: se sempre di più le aziende si aprono alla conversazione, per quanto ancora ha senso il classico sito aziendale ‘io ti dico quanto sono bravo e bello, tu leggi e al massimo chiama il centralino o scrivimi una mail se vuoi informazioni?’

Search Engine Strategies Milano rimandato da fine maggio a data da definirsi

2 Aprile 2008

Volevo pubblicare questo post qulche giorno fa, poi mi sono trattenuta perché ho pensato che sparare addosso all’unico evento interamente dedicato al search marketing in Italia alla fine non faccia bene a chi di search marketing si occupa. Ma credo anche che parlarne possa servire a migliorare.

Lascio l’analisi al post di Marco (poi basta link che è il secondo di fila! :) ) e al commento di Mauro allo stesso post, dico solo che ho chiesto informazioni per l’SMX di Madrid a fine maggio - organizzato per la Spagna e l’America Latina da OME - e mi hanno risposto nel giro di mezz’ora, con gentilezza e competenza.

Invece se provi a segnalare a Incisive - organizzatori del SES - che le traduzioni del sito in italiano fanno RI-DE-RE - un assaggio, corsivo mio “La sponsorizzazione di incontri tra operatori prevede l’opportunità di ospitare in veste di anfitrioni UNO tra i seguenti:” - secondo te qualcuno si scomoda a sistemarle? Che credibilità può avere l’evento se presentato così?

Poi ognuno fa la parte che è incaricato di fare - certo criticare è facile, ma per avanzare certe critiche non serve essere delle serpi, sono veramente mancanze palesi - e per l’ottima riuscita dell’evento dovrebbe farla bene.

Ecco, auspico che l’edizione del SES Milano 2008 sia un successo e che veramente il posticipo serva a riunire le forze per arrivare a un bell’evento che dia l’immagine di un settore che va a gonfie vele, anche in Italia.

Search Engine Strategies New York 2008, 2-3-4

21 Marzo 2008

Insomma ho interrotto le trasmissioni da New York al giorno 1 e le riprendo ora, al rientro. In verità sono continuate sul blog TSW. Le giornate quest’anno sono state più piene del solito, con il lavoro e qualche bella cena ad attenderci a fine giornata, di New York abbiamo visto veramente poco e la carta di credito bloccata (grazie ad una geniale idea dell’hotel che non linko ma recensirò con veleno) non mi ha permesso di scatenarmi con lo shopping!

Ma parliamo del SES. Credo che per l’edizione di New York gli organizzatori abbiano fatto una scelta molto intelligente: sessioni di scenario e keynote (raddoppiato il terzo giorno con Gordon McLeod, presidente del The Wall Street Journal Digital Network e quel “sottile” provocatore Jason Calacanis, fondatore di Mahalo.com) + molte sessioni di base e poco tecniche per chi si sta avvicinando a questo settore o comunque non ne conosce tutte le componenti. E poi relazioni - ogni sera drink, cene e aperitivi, nel caso non ci si fosse parlati durante il giorno - e molta attenzione a Universal Search e social media optimization.

Mi è piaciuta la sessione su widget e gadget (soprannominati per l’occasione wadget; o ’stuff in a rectangle’) e Google con i suoi Google Gadgets e i Gadget Ads come prevedibile ha monopolizzato la discussione. Interessante, non lo sapevo, Google fornisce una directory di sviluppatori specializzati in Gadget Ads, fai un giro se non sai che cosa sono i gadget o se cerchi ispirazione per svilupparne uno.

Affluenza record alle sessioni sulla web analytics, sia generali che di prodotti specifici. Sarà merito del potere di divulgazione di Google Analytics o necessità, davanti ad investimenti in crescita, è certo che se fino allo scorso anno questo tema era seguito da pochi, ora interessa una platea vasta e in crescita. Certamente, come dice Avinash, la web analytics è destinata a cambiare moltissimo nel prossimo anno e mezzo: tanto per citare uno dei fenomeni che attivano questo cambiamento, ora ci concentriamo sul sito, ma sempre di più i contenuti escono dal sito (vedi i gadget di cui sopra) e le azioni di conversione possono essere compiute sulla pagina del motore (per esempio con la possibilità di vedere alcuni video direttamente sulla SERP in Google.com o il reperimento del numero di telefono di un ristorante grazie alle mappe tra i risultati, senza andare sul sito).

E il motore diventa punto di arrivo della ricerca, non più passaggio verso. Pensiamoci.

Ma anche i motori cambiano finalmente, dopo anni di elenchi di link blu. Se vincerà il modello Universal Search + personalizzazione alla Google, quello umano di Mahalo o quello dei rich abstracts ottenuto grazie all’adozione diffusa di standard condivisi disegnata da Andrew Tomkins di Yahoo! o, ancora, quello proposto da una start-up geniale che nascerà domani [condizione necessaria: start-up che Google non riuscirà a comprarsi] lo vedremo in corso d’opera.

Ho notato con un po’ di sorpresa il calo di presenze rispetto agli anni scorsi di colleghi di aziende o professionisti in-house italiani, quando il trend di crescita del settore dovrebbe invece specchiarsi in un aumento dei connazionali presenti.

Concordo con Marco quando dice che l’assenza di Danny Sullivan si è sentita ma neanche troppo, di certo non ha compromesso la riuscita dell’evento. Buona edizione!

Search Engine Strategies New York 2008, 1

18 Marzo 2008

Starbucks breakfast

Sun!

freezing air

Green, green shamrocks everywhere, it’s Saint Patrick’s day!

Hilton hotel.

Badge, SES bag

Session 1, new customer, Future Now, Inc (see blog)

Livingrooms are different: participants, not recipients

we are all connected

experience vs. advertising

spontaneous/humanistic/methodical/competitive

scent
of information

from sales function to attention function

TEA

Lucia, Avinash, John, Marco

Session 2, viral campaigns

content (you/your customers)

free, give away products or services

exclusive

microsites vs. corporate sites

the new, now

the network economy is a culture

browse –> search –>share

humans = social animals

- Telefonata in ufficio -

LUNCH. lunch? food? mmmm

Session 3, web analytics, success

room-full!!

entire-user-experience

not-just-traffic

So I think maybe we could call it ‘ONLINE EXPERIENCE ANALYTICS’? Avinash says yes, it could be

Avinash –> PPC

Integrate or die

Measure bounce rate

Go beyond ego bidding

Experiment or go home!

analytics _ action

segment

test, test, test

value proposition

24-36 months –> WA will change (data collection will be different)

AFTERNOON BREAK

Vertical search = service
structured, organized data
human_powered_search_engines_are_here_to_stay

Drinks

SEMPO Reception (Beer)

Crazy Russian Hairdresser

Indian Restaurant

Hotel, laptop

E-mails, work

Blog, posts, this one and this_one.

Un albero illuminato (NYC)

17 Marzo 2008

albero illuminato

Per coincidenze strategiche newyorkesi

14 Marzo 2008

La scrittura veloce del nuovo cellulare quando voglio scrivere “per” scrive “ses”. Quello che usavo fino a un paio di settimane fa non lo faceva, “per” era prima di tutto “per” e poi il resto.

Proprio una coincidenza.

Per dire che domani mattina si parte per New York, rotta Search Engine Strategies. Ci sentiamo da li’.

Bloggies, il concorso per i migliori blog in giro per il mondo

12 Marzo 2008

A inizio settimana sono stati resi noti i vincitori dell’ottavo Annual Weblog Award, Bloggies per gli amici, un concorso internazionale per premiare i migliori blog, divisi in categorie. Le nomination sono aperte a tutti, seguono poi due tornate di votazione, la prima a numero ristretto per arrivare ai finalisti e la successiva aperta a tutti, per arrivare ai vincitori per ogni categoria.

Fare un giro tra i blog finalisti e vincitori è un ottimo modo per scoprire le tendenze del momento e mettere qualche blog nuovo nell’aggregatore. Guardate per esempio il vincitore della categoria “Best Photography of a Weblog”, I Can Has Cheezburger?, particolarmente indicato per gli amanti dei gatti, o PostSecret, che ha vinto nella categoria “Best Community Weblog”.

Curiosità: il giorno della premiazione il sito era oscurato a causa di un attacco hacker.

Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro

9 Marzo 2008

Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.

  1. giocati bene la telefonata per l’appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l’appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti, ecc)
  2. arriva puntuale: non credo serva dire altro. Se per imprevisti - che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto :) - sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All’arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all’ora concordata
  3. presentati “a viso aperto”: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie) e sorridi a chi hai di fronte. Un po’ di emozione c’è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n’è troppa, piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d’acqua
  4. vestiti e preparati per l’occasione: quale sia l’abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall’azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d’obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell’azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)
  5. metti tutto in positivo, anche le critiche: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti… Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell’esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue possibilità di crescita. “Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione” suona molto meno promettente di “Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità, che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.” O ancora “Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto” dovrebbe diventare “Credo che l’unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi
  6. tieniti pronto le risposte per le domande più classiche: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. “Perché vorrebbe lavorare qui?“. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. “Quale è l’attività che ha gestito con meno successo e perché?
  7. studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l’azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura
  8. non contraddirti: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All’interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri
  9. se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che - se tutto va bene - toccherà a te imparare in fretta: la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Essere brillanti e ‘vendersi’ un po’ meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova - per esempio con un breve test - o se il colloquio è l’inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti
  10. parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti…: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l’argomento principale dell’incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.

Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un’esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle Seth Godin), per questo i dieci punti sono ‘consigli’. Ci metto un po’ di buon senso e un po’ di esperienza, fammi sapere se funzionano ;)

Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web

10 Febbraio 2008

Dal 7 febbraio è in libreria il nuovo libro di Luisa Carrada sulla scrittura professionale. Il titolo è quello che trovi qui sopra, l’editore è Apogeo.

Quando ho aperto il pacchetto di Apogeo con una copia tutta per me, con una bella dedica, non ti nascondo di averlo fatto con una certa emozione: ho avuto la fortuna di dare una mano - o meglio, alcune parole - a Luisa durante la preparazione del libro, per le parti che riguardano la scrittura e i motori di ricerca.

L’ho sfogliato e ho letto avidamente alcuni paragrafi. Complimenti Luisa :)

Credo che “Il mestiere di scrivere” dovrebbe stare sulla scrivania di tutte quelle persone che in azienda scrivono parole: e-mail piuttosto che case studies o testi per una brochure, tanto per fare alcuni esempi dei tipi di testi trattati.
Intanto l’ho fotografato sulla mia :)

Il mestiere di scrivere, il nuovo libro di Luisa Carrada

STATEoftheNET

2 Febbraio 2008

Venerdì e sabato prossimi (8 e 9 febbraio) a Udine c’è STATEoftheNET.

Date un’occhiata al programma, un fine settimana friulano ci sta tutto.

(Tanto per dire, qualcuno ha sentito parlare del flirt tra Yahoo! e Microsoft?)