Treni da sogno, viaggi, nuovi viaggiatori: contenuti dal primo pop-up coworking

Treni da sogno, viaggi, nuovi viaggiatori: contenuti dal primo pop-up coworking

Marketing, Un mix

E così, venerdì 12 aprile, ho aperto per la prima volta il mio studio a un ospite, per un pomeriggio di coworking. È stata una bella occasione di contaminazione, caffè in compagnia di amici e nuove conoscenze.

La prima ospite – e grazie ancora a tutte le persone che si sono proposte! A fine post ci sono le nuove date – è stata Romena Brugnerotto.

Romena ha una laurea in Conservazione dei Beni Culturali, è sommelier, ha cambiato più volte città e lavori, attualmente è accompagnatrice turistica a Venezia. Cura Rominvenice, un blog di cronache veneziane sempre ben aggiornato sugli appuntamenti da non perdere in città.

Nel format del pop-up coworking ho previsto che l’ultima parte del pomeriggio sia dedicata a condividere e “portare fuori” dal coworking qualcosa di interessante e utile; ho fatto quindi alcune domande a Romena e in questo post trovate le sue risposte.

Ciao Romena, venerdì dopo che ci siamo salutate sei andata ad accogliere dei viaggiatori in arrivo da Parigi con l’Orient Express, che è davvero un treno dei sogni: figuriamoci cosa può rappresentare per chi come me viaggia quasi solo in treno! :-). La sua storia è davvero affascinante e poco conosciuta, ce la racconti?

Certo! L’idea di questo treno nacque alla fine del ‘800: l’obiettivo era quello di unire un buon servizio alla possibilità di dormire a bordo. Nel 1864, negli Stati Uniti, George Mortimer Pullman per primo immaginò di far viaggiare un treno di lusso. Un altro George, l’imprenditore belga George Nagelmackers, durante un viaggio negli Stati Uniti incontrò Pullman e decise di portare questa idea innovativa in Europa: la sua visione era quella di cambiare il concetto stesso di viaggio in treno, in un’Europa frammentata nelle diverse compagnie nazionali.

Nel 1872 Nagelmackers fece costruire i primi vagoni letto e fondò la Compagnie Internationale des Wagons-Lits. La storia della Compagnie Internationale des Wagons-Lits si è successivamente legata a doppio filo con la Pullman Limited Express, che cominciava a operare in quegli anni in Inghilterra. Niente era facile: dal negoziare con le diverse compagnie ferroviarie nazionali dei paesi attraversati al convincere le persone a dormire in treno, al cucinare in spazi ristretti e al servire ai tavoli tante persone dando un servizio di lusso. Il 4 ottobre 1883 il treno fece il primo viaggio ufficiale, da Parigi verso oriente, a Istanbul. La stampa invitata a bordo lo battezzò “Orient Express” e Nagelmackers decise di mantenere questo nome.

Durante le due guerre molte tratte furono interrotte e con lo sviluppo dei collegamenti aerei, che riducevano drasticamente i tempi di percorrenza, il treno perse piano piano di importanza, fino alla chiusura del servizio a metà degli anni ’70.

Ma proprio nel 1977, anno dell’ultimo viaggio dell’Orient Express verso Istanbul, l’uomo d’affari James Sherwood acquistò a un’asta a Monte Carlo due vecchie carrozze originali e malridotte.

Da lì ripartì il sogno, fino al viaggio inaugurale del nuovo Orient Express, il 25 maggio 1982 con il primo viaggio da Londra, Victoria Station, a Venezia. Dopo l’acquisto delle prime due carrozze a Monte Carlo, Sherwood piano piano riuscì a ritrovare e restaurare tutte le altre carrozze necessarie a far viaggiare il treno, con uno sforzo incredibile dal punto di vista artigianale: le carrozze risalgono per la maggior parte agli anni ’20 e ’30 del secolo scorso e molte erano in pessimo stato. Una, per esempio, veniva utilizzata come serra nel giardino di una signora, un’altra era utilizzata come bordello nella cittadina francese di Limoges.

Per promuovere la rinascita del treno fu organizzata una campagna marketing incredibile che toccò anche gli Stati Uniti e il Giappone e che portò il treno attraverso la laguna, fino all’Hotel Cipriani (acquistato da Sherwood l’anno precedente).

Oggi il servizio rimane di alto standard e sono state create soluzioni nuove, come le Grand Suite, molto più grandi rispetto a una cabina normale e nate per offrire un’esperienza ancora più gradevole, in spazi più ampi e raffinati.

Passando ora alla tua professione di accompagnatrice turistica, ti faccio una domanda molto diretta: perché un turista che arriva a Venezia dovrebbe farsi guidare da una persona locale come te invece che muoversi in autonomia attrezzandosi con un’audioguida o un’app?

Secondo me nessuna app o audioguida potrà mai sostituire l’incontro con una persona che ti racconta la sua esperienza. Come assistenti turistiche accogliamo le persone che arrivano a Venezia, portandole a destinazione e raccogliamo le loro domande, e anche le loro paure (per esempio non sapersi orientare nel dedalo delle calli). Ogni incontro è ad hoc, nessun trasferimento è uguale a un altro perché si tratta di accogliere le curiosità ma nel contempo lasciar vivere le emozioni che le persone provano, per esempio entrando per la prima volta in Canal Grande.

Una volta una viaggiatrice australiana si mise a piangere entrando in Canal Grande, mi raccontò che era il sogno della sua vita e anche io ho potuto partecipare a quella emozione. Ti immagini, ehi Siri, sono a Venezia per la prima volta! E Siri ti risponde “non so bene cosa rispondere”. 😀

Allargando l’orizzonte, dal tuo osservatorio sulle abitudini delle persone che arrivano a Venezia, quali collegamenti vedi tra trasformazione digitale ed esperienza turistica?

In realtà non ne vedo molte: chi arriva a Venezia sembra quasi voler essere per qualche giorno in un mondo diverso, a cominciare dal fatto che sa che può camminare e non deve correre a prendere l’auto. Utilizzano i voucher elettronici per le escursioni o per gli hotel, ma poco altro. Al momento il mondo si divide ancora tra chi va dall’agente di viaggio a prenotare (spesso chi ha maggiore disponibilità economica e poco tempo per cercare) e chi invece fa tutto abbastanza per conto proprio, confrontando prezzi e recensioni, ma poi è spesso smarrito e ha le idee confuse.

Quello che vedo sui vari forum è comunque la ricerca costante di un suggerimento da parte del local, proprio per non cadere nelle grinfie dei posti più turistici. Ci vorrebbe una buona via di mezzo: l’affidarsi a un professionista che conosca la città ma anche il visitatore che ha di fronte.

Un freno forte a un’esperienza turistica più digitale è quello del trasporto pubblico perché chi magari compra un pass del trasporto pubblico on line deve comunque passare a farsi dare i biglietti cartacei, convertirlo quindi, un vero controsenso. Se acquisto on line secondo me devo poter utilizzare il mio biglietto senza dover fare altri passaggi. Questo sicuramente è un punto di miglioramento per usare al meglio il digitale per l’esperienza turistica a Venezia.

 

Vuoi sapere di più sui venerdì di coworking nel mio ufficio? In questo post racconto che cos’è il Friday pop-up coworking e come funziona.

Vuoi venire a uno dei pop-up coworking di venerdì 17 maggio o venerdì 28 giugno 2019? Compila il form e ci sentiamo presto!

Nessun commento