Newsletter e content strategy: cronaca di una giornata di lavoro veneziana

Marketing digitale

Venerdì ho fatto una cosa che dovrebbe essere obbligatoria, almeno una volta all’anno: ho ragionato al mio marketing. Ed è stata una giornata ancora più fruttuosa perché abbiamo lavorato a due teste: Alessandra Farabegoli è venuta a Venezia e abbiamo messo mano alle nostre nostre rispettive strategie. Per Alessandra il focus era la sua content strategy, io volevo fare un affondo sulla mia newsletter.

Perché una giornata di lavoro comune

Siamo due professioniste affermate, appassionate di quello che facciamo e con la fortuna – costruita con gavetta, chilometri, fondoschiena, olio di gomito ecc ecc – di poter scegliere i progetti a cui lavoriamo: non ci servono decine di contatti ogni mese, anzi, ci metterebbero in difficoltà. Questo rende ancora più importante avere una proposta di valore chiara e arrivare alle personas giuste. Valutare e migliorare come comunichiamo è quindi necessario e salutare.

Aggiungo. Una giornata di lavoro comune anche perché per migliorare bisogna circondarsi di gente in gamba, di chi ne sa quanto o più di noi e sa trasferire. La legge dei vasi comunicanti funziona anche per il sapere, non solo per i liquidi. Io ho scelto di specializzarmi in content marketing, Alessandra è una grande esperta di email marketing e vera Queen of MailChimp.

Poi. Perché una giornata di lavoro a quattro mani è agile e sostenibile. Poca fuffa, dritti al punto, cervello e azione. Alessandra ha raccontato la giornata veneziana dal suo punto di vista in questo post, come vedrai il segreto è un mix di preparazione, giuste priorità e organizzazione.

Last but not least. Perché ci siamo divertite. Anche durante le pause 🙂

Perché la newsletter

Ho deciso di dedicare tempo a parlare della mia newsletter perché… funziona. Ogni volta che spedisco una newsletter, succedono cose. Ricevo risposte bellissime, i contenuti di questo blog arrivano anche a chi non mi segue su Facebook e LinkedIN, ho un canale di relazione privilegiato con chi ha scelto di rimanere in contatto nel tempo.
Fin giù nel funnel. Uno dei nuovi clienti di quest’anno al primo incontro mi ha detto: “L’abbiamo conosciuta a un evento nel 2017 e abbiamo continuato a seguirla in questi anni attraverso la sua newsletter.”

Nel 2019 ho investito tempo a far crescere la lista e a scrivere con regolarità. L’obiettivo del mio incontro con Alessandra era quindi uscire con una serie di decisioni e un elenco di azioni per rendere la newsletter ancora più efficace per il mio business nel 2020.

Come abbiamo lavorato

Nelle settimane precedenti ho messo a fuoco le aree di miglioramento:

  • alcune cose molto pratiche, per esempio fare una bella pulizia della lista. Visto che ho cominciato a pagare MailChimp, meglio togliere dalla lista gli iscritti che non aprono mai le email, no? A proposito di cose pratiche, ho anche scoperto che mancava la spunta di attivazione e il messaggio di benvenuto ai nuovi iscritti non partiva; tra le cose da fare ho quindi la preparazione di una automazione per accogliere come si deve i nuovi iscritti alla newsletter
  • altre più di pensiero: come far crescere la lista verso alcuni segmenti di pubblico specifici e come aumentare la qualità (= rilevanza) dei contenuti che invio ogni mese.

A inizio incontro abbiamo condiviso i nostri rispettivi obiettivi per la giornata di lavoro e da lì siamo partite.

Abbiamo messo sul tavolo i dati di Google Analytics e MailChimp, ragionato sui nostri modelli di business e le personas, abbiamo visto punto per punto quello che ci eravamo prefissate di valutare, riprogettare e migliorare.

I prossimi passi

Quindi ora la mia newsletter è perfetta? No. Come dico ai miei clienti, il processo di miglioramento è potenzialmente infinito. Ma deve essere sostenibile, cioè deve prendermi il tempo e le risorse commisurate ai ritorni. Ho quindi preso delle decisioni e ho un bell’elenco di cose da fare: alcune le ho fatte al volo, altre le ho già avviate, altre le ho pianificate per le prossime settimane.

E se il percorso di “remise en forme” e potenziamento funziona davvero, me lo diranno i KPI che monitoro regolarmente: quelli tipici dell’email marketing e quelli di business.

Nel frattempo, se ancora non ricevi la mia newsletter, iscriviti e fammi sapere poi se la trovi utile!

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