Questo ha dichiarato Brad Jakeman, presidente di PepsiCo’s global beverage group, qualche giorno fa durante il suo intervento alla conferenza annuale della Association of National Advertising americana.
E ha aggiunto:
“Non esiste qualcosa che si chiami marketing digitale. C’è il marketing, che in buona parte è digitale.”
(L’originale in inglese: “There is no such thing as digital marketing. There is marketing — most of which happens to be digital.”)
Durante il suo intervento Jakeman non ha risparmiato critiche alla pubblicità che “inquina i contenuti”, alle agenzie che non hanno cambiato modello di business negli anni, ai sistemi di misurazione che continuano a usare categorie vecchie. Advertising Age riporta diversi passaggi del suo intervento.
Tornando a parlare di marketing digitale, la dichiarazione ha fatto naturalmente il giro del mondo e non sono mancate le discussioni, ne parla per esempio Smartinsights e c’è una bella discussione su Reddit.
Il mio pensiero l’ho espresso anche in questo post: etichette come “New Economy”o “Web 2.0” servono a definire, a dare forma a qualcosa di nuovo. Per differenza da qualcosa di radicato ed esistente, l’etichetta – completa della sua definizione più o meno condivisa – ci permette di parlare di qualcosa di nuovo e di diverso: processi, competenze, strumenti che prima non c’erano e ora stanno emergendo e portano cambiamento o lo reclamano. E quando non ci serve più – perché il nuovo smette di esistere o perché si fonde con il vecchio, trasformandolo alla radice – smettiamo di utilizzarla.
Esattamente questo è successo per il termine “New Economy” che ora è semplicemente l’economia di questi anni, sta succedendo a “Web 2.0” che è semplicemente il web di questi anni (anche se ci sono ancora dei convegni che lo portano nel titolo, eh) e succederà lo stesso a “Marketing digitale” che diventerà semplicemente marketing. Possiamo farne a meno, ora? Per il contesto che conosco io, quello delle imprese italiane, l’etichetta ci serve ancora, eccome. Non per creare barriere tra uffici e filiere di processi separati, ma per far sapere che esiste un nuovo modo di fare marketing, con nuovi strumenti, nuove regole e nuove dinamiche.
PS: facendo una ricerca ho scoperto che Jakeman aveva già espresso questa sua posizione nel 2011 durante un intervento all’edizione australiana della conferenza ad:tech, con una presentazione dal titolo “There’s No Such Thing As Digital Marketing.” Insomma sembra che nonostante la messianica provocazione, quattro anni non siano bastati a convincerci 😉