Content Marketing per e-commerce: 3 strategie per il 2020

Content Marketing per e-commerce: 3 strategie per il 2020

Eventi, Marketing

La scorsa settimana sono salita sul palco dell’Ecommerce Hub di Salerno. Grande organizzazione, relatori di altissimo livello, accoglienza calda e impeccabile come solo al Sud 🙂

Io ho parlato di content marketing per l’e-commerce, e di strategie che nel 2020 non potrai ignorare.

Ecco, riprendo qui i passaggi principali del mio intervento.

1) Efficienza

Ho aperto parlando di come spendere meglio, ridurre gli sprechi e aumentare i ritorni. In molti settori la quantità di buoni contenuti disponibili è enorme, il rischio di gareggiare – e diventare inefficienti – aumentando la quantità è oggettivo.

Contemporaneamente:

  1. gli utenti hanno a disposizione una vastissima scelta di contenuti, in vari formati e su diverse piattaforme
  2. sul versante aziendale, invece, spesso è difficile individuare un tema, un approfondimento o un’idea che non sia già stata utilizzata, e molti settori sono già saturi di informazioni.

La barriera al successo per le aziende che vogliono investire con buoni ritorni o avviare oggi un progetto di content marketing è quindi sempre più alta.

In questo scenario l’efficienza è quindi alla base di ogni strategia, soprattutto per le aziende che hanno già sperimentato e investito in passato per creare una buona base di contenuti su cui contare.

Perseguire l’efficienza passa da avere chiari obiettivi e KPI e impostare strumenti e processi per la misurazione. Qual è il mio obiettivo? Views? Quante? Lead? Quanti? Vendite? Quante? Come raccolgo e analizzo i dati?

Grazie a Umberto Livello per la foto.

Un esempio di miglioramento dell’efficienza è quello del blog dell’e-commerce Birre da Manicomio che nel 2019 ha deciso di ridurre la quantità dei post pubblicati, aumentarne la qualità e contemporaneamente investire in UX in modo da rendere i contenuti più facilmente fruibili dai clienti, e molto più performanti.

Efficienza non è sempre spendere meno, ma spendere anche in modo diverso: meno budget per la componente editoriale e più budget per migliorare l’esperienza utente.

2) Shoppable content

Gli shoppable content aumentano l’engagement, il CTR e il tasso di conversione. Il customer journey, infatti, diventa molto più breve: il contenuto di presentazione del prodotto/servizio è a un solo click di distanza dal carrello del cliente.

L’esperienza di acquisto online a volte può essere davvero povera e triste: ci manca poter toccare i tessuti, prendere in mano gli oggetti, capirne davvero le caratteristiche e la qualità…
Per mitigare queste frizioni il contenuto è un formidabile alleato. Poter interagire con un’immagine su Instagram grazie a Instagram Shopping e procedere direttamente all’acquisto, contribuisce a rendere l’esperienza più veloce e piacevole.

Un bell’esempio di shoppable content “fatto in casa” è quello di Bianco Concept Store – negozio fisico e store online di abbigliamento, gioielli e accessori – che sfrutta al massimo tutti gli strumenti a sua disposizione e unisce Instagram Stories e IGTV, sito e Whatsapp, dando un senso di vicinanza, e semplificando l’acquisto. Per promuovere le Bianco Box (selezione di prodotti) crea una serie di video che mostrano chiaramente l’abbigliamento indossato, è disponibile a rispondere a tutti i dubbi, suggerisce abbinamenti, rimanda alla landing del sito dove acquistare il prodotto.

 

3) Contenuto data-driven

Grazie alle statistiche, ai CRM, agli analytics, ai tool che registrano il comportamento dei visitatori, abbiamo sempre più informazioni sulle persone che visitano il nostro sito, acquistano i nostri prodotti, abbandonano o completano il carrello, leggono il blog, fanno domande in chat, al telefono o via email. Analizzando questi dati possiamo capire quali sono i temi di interesse, quali sono i contenuti che piacciono di più, indagare le difficoltà che le persone incontrano e quindi focalizzarci sul dare loro contenuti davvero rilevanti.

I contenuti data-driven sono efficaci ed efficienti – per tornare al punto 1 – perché mettono le persone al centro: rispondono direttamente ai loro bisogni e ci aiutano a rendere il processo di acquisto più rapido e soddisfacente.

Qui ho portato come esempio la revisione della content strategy del portale turistico della destinazione Bibione, su cui sto lavorando in collaborazione con gli amici di Time2Marketing.

Nel processo di revisione abbiamo analizzato, tra gli altri elementi, che cosa cercano e quali contenuti preferiscono i turisti italiani rispetto ai turisti di altre nazionalità, in modo da segmentare l’offerta tematica per paese; abbiamo individuato criticità o punti di grande interesse attraverso l’analisi delle recensioni online; abbiamo studiato i social insights per capire quali sono i temi che interessano maggiormente durante l’anno. Sulla base di queste informazioni abbiamo ridisegnato la strategia di contenuti del nuovo portale, facendola naturalmente dialogare con i contenuti negli altri canali di contatto (email, social media, ecc).

Ecco la presentazione completa:

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