Content marketing con effetto “Galline!”

Un hotel al mare, diciamo Alto Adriatico, può puntare su tanti elementi per farsi scegliere e ricordare. Il family hotel in cui ho soggiornato a inizio luglio con la mia famiglia aveva due belle piscine, una vasca idromassaggio, una pineta attrezzata con giochi e aree relax, uno staff davvero amico dei bambini, la spiaggia naturalmente, un’area miniclub con animazione… ma a mio figlio, fin da quando apriva gli occhi al mattino, interessavano le galline. Un piccolo pollaio, meno di 10 galline – alcune davvero bizzarre – e qualche coniglio. Ma prima di colazione, dopo cena, di rientro dal mare: “galline!”. Le galline erano la calamita potente, la sorpresa, l’interazione, l’osservazione, qualcosa da raccontare, un luogo per socializzare.

Ho pensato allora a come riprodurre l’effetto “galline!” in una strategia di marketing basato sui contenuti. Ecco tre aspetti secondo me importanti:

Know your audience

Più facile a dirsi che a farsi bene. O meglio, chi affermerebbe oggi di fare content marketing senza tenere conto delle caratteristiche e degli interessi dell’audience a cui si rivolge?

I bambini hanno sempre meno occasioni per vedere e interagire dal vivo con animali da cortile, mentre li ritrovano spesso nei libri e nei cartoni animati. Sapere che sono incuriositi dalle galline, sceglierne di comuni ma anche di bizzarre, fare due piccoli buchi nella rete perimetrale del pollaio per permettere ai bambini di dargli l’erba o un pezzetto di pane, disporre dei ricoveri a vista per poter assistere al magic moment dell’uovo… tutto parte da una conoscenza dei gusti e da un’osservazione precisa dei comportamenti dei bambini.

Venendo al content marketing, per esempio, in un progetto di redesign dei contenuti del portale di una destinazione turistica, abbiamo analizzato le recensioni sulla destinazione (che cosa interessa principalmente? ci sono riscontri su temi che dovrebbero venire trattati di più o meglio? ci sono aree di servizi indicate come poco chiare?) e il traffico ai contenuti attualmente online, per guidare la selezione e l’organizzazione dei contenuti del nuovo portale (e non solo).
In particolare, ci sono dei comportamenti salienti? In questo progetto per esempio era importante verificare come varia l’interesse per i principali cluster tematici di contenuti al variare del paese di provenienza dei visitatori.

Una sorpresa, ogni tanto

Una mattina le galline stavano mangiando mele. Tante belle mele verdi, tagliate a metà. Il diversivo, la sorpresa rispetto alla routine o a quanto mi posso ragionevolmente attendere. Wow!

Un progetto di inbound marketing che sto seguendo, per esempio, prevede un corso gratuito a puntate via email.
Dopo le prime due email con contenuti formativi ho previsto un Numero speciale, tutto centrato sulle principali “false credenze” attorno all’argomento oggetto del corso. Questo numero speciale non è presentato durante la fase di iscrizione, non è anticipato nei primi appuntamenti del corso, semplicemente sorprende con un tema forte e un appuntamento inatteso. Ha l’obiettivo di mantenere alto l’open rate degli invii successivi e di scaldare la relazione.

Distribution as content

Il piccolo pollaio era nella pineta, a metà strada tra la piscina e il mare. A pochi passi dalla piscina, dunque, e passaggio quasi obbligato di andata e ritorno dal mare. Se fosse stato nascosto dietro al parcheggio sarebbe stato molto meno interessante, sicuramente meno facile da trovare, meno avvincente da visitare. Oltre al cosa, la chiave di una buona content strategy è il dove.

L’importanza di precise strategie di distribuzione, del far arrivare il contenuto a destinazione, cresce al crescere del contenuto disponibile e della frammentazione dei customer journey.
Mi spingo a dire che ci sono progetti per cui la distribuzione è il contenuto.

Scritto il:
in: Marketing digitale

1 commento

  • Irene

    Io, fossi stato in lui, avrei fatto la stessa cosa #effettogallina

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