Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro
9 marzo 2008Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.
- giocati bene la telefonata per l’appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l’appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti, ecc)
- arriva puntuale: non credo serva dire altro. Se per imprevisti – che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto
– sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All’arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all’ora concordata - presentati “a viso aperto”: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie) e sorridi a chi hai di fronte. Un po’ di emozione c’è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n’è troppa, piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d’acqua
- vestiti e preparati per l’occasione: quale sia l’abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall’azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d’obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell’azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)
- metti tutto in positivo, anche le critiche: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti… Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell’esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue possibilità di crescita. “Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione” suona molto meno promettente di “Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità , che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.” O ancora “Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto” dovrebbe diventare “Credo che l’unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi“
- tieniti pronto le risposte per le domande più classiche: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. “Perché vorrebbe lavorare qui?“. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. “Quale è l’attività che ha gestito con meno successo e perché?“
- studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l’azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura
- non contraddirti: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All’interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri
- se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che – se tutto va bene – toccherà a te imparare in fretta: la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità . Essere brillanti e ‘vendersi’ un po’ meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova – per esempio con un breve test – o se il colloquio è l’inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti
- parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti…: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l’argomento principale dell’incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.
Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un’esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle Seth Godin), per questo i dieci punti sono ‘consigli’. Ci metto un po’ di buon senso e un po’ di esperienza, fammi sapere se funzionano
9 marzo 2008 alle 3:36 am
al punto 5 non mi abituerò mai, le cose che vedo sono troppo grandi per non essere narrate nella loro integra negativitÃ
per il punto 7, ne ho fatto uno l’estate scorsa in cui ho chiesto al ragazzo “l’hai fatto tu il sito dell’azienda?” “si” “lo sai che non si vede bene su firefox? se hai 3 minuti ti dico cosa correggere, ora, subito” ma non ne ha voluto sapere. Ho elargito anche un consiglio gratis sul posizionamento dello stesso sito, ma all’affermazione “tanto i clienti non li cerchiamo sul web” ho desistito. Non mi hanno mica chiamato, mi sa che son stati più furbi loro
Per il resto ottimo post!
9 marzo 2008 alle 3:14 pm
è tutto molto giusto, condivido in pieno!
per la cronaca, io odio le mani di stracchino (e anche le tenaglie…)!
Baci
Tengi
10 marzo 2008 alle 10:23 am
Aggiungerei: “… e se proprio arrivi tardi, non tirare fuori la scusa del traffico, che ad uno che non riesce a prevedere il traffico, non affiderei neanche la pulizia delle scale!!!”
10 marzo 2008 alle 6:26 pm
Come sempre chiara e pragmatica
Il 5 è un consiglio d’oro con i selezionatori esperti.
12 marzo 2008 alle 2:04 pm
C’è una domanda alla quale bisogna bene prepararsi: “Come si vede lei fra 5 anni?”
31 marzo 2008 alle 3:39 pm
Ottimi punti tuttavia aggiungerei una nota:
Impara a fuggire come una gazzella da sedicenti offerte di lavoro, e ancora più ambigui datori di lavoro, quando dopo il colloquio si attiva tutto il set mentale dei campanelli d’allarme…
Ciao
3 giugno 2008 alle 2:31 pm
[...] Pochi incisivi consigli. http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/dieci-consigli-per-un-buon-colloquio-di-lavoro/ [...]
5 giugno 2008 alle 12:45 am
Ho letto i tuoi 10 consigli, ma io te ne chiedo un ‘altro se non ti disturbo. la mia e’ una situazione particolare.Grazie ad un amico ho avuto modo di essere contattato da una azienda dislocatta a livello nazionale con un buon marchio. Tale azienda maturava gia da un po’ la possibilita’ di espandersi nella mia regione ,quindi quando gli e’ arivata la mia mail con le mie proposte di collaborazione,sono stato subito contattato la sera dello stesso giorno.Nel primo incontro ho evidenziato nel titolare una grande determinazine nel voler iniziare al piu’ presto una collaborazione,infatti mi ha stupito molto il fatto che non si e’ soffermato molto sulla parte che riguardano le mie attitudini lavorative,apparte le solite domande che si fanno in queste circostanze, ma continuava a chiederdmi in che maniera potevamo collaborare.Abbiamo fissato un’altro appuntamento per la prossima settimana,ora la mia difficolta’ sta nel proporle qualcosa.Avendo induito che io per lui pottrei diventare un refferente di fiducia vista che la sede centrale della azienda dista circa 1500 KM dalla mia regione, la mia domanda per concludere , nel caso in cui lui vuole una proposta da me cosa li propongo 1′ una collaborazione in cui ho un ruolo anche legale , ho 2′ una collaborazione da dipendente con un ruolo di coordinatore che abbia magari uno sipendio base e’ una provigione in percenuale su i lavori effettuati. spero che mi rispondi prima del mio prossimo colloquio e grazie mille.
8 giugno 2008 alle 11:02 pm
[...] per i colloqui di lavoro si trovano un po’ ovunque in internet, come gli ottimi dieci consigli per un buon colloquio di lavoro di Miriam [...]
9 agosto 2008 alle 4:45 pm
La mia esperienza di numerossissimi colloqui m iha portato a tali conclusioni, purtroppo mai smentite:
1 il selezionatore non capisce un’acca: ti candidi per A, lui ti chiama per B;
2 il frasario usato dal selezionatore è semplicemente demenziale, parole al vento per mascherare il nulla;
3 le domande poste sono solo ridicole: questo è il risultato dell’opera di psicologhi che non possono fare il loro mestiere (psicoterapeuta verso un paziente, studio professionale proprio) e si riciclano nelle cosiddette Risorse Umane in azienda o agenzia di ricerca e selezione. Vedere uno psicologo che seleziona un laureato in discipline scientifiche è come vedere un cartomante che seleziona un medico: i risultati si vedono sempre, e sono disastrosi.
Quando vi propongono idiozie quali “colloquio di gruppo” o “giochi di ruolo”: alla larga, e in fretta. Quando si sente l’uscita “come si vede fra 5 anni?”, l’unica risposta è “come nè io nè lei oggi riusciamo certamente a prevedere, salvo capacità divinatorie ancora ignote! Scusi, ma il mio tempo è prezioso, arrivederci!”
3 settembre 2008 alle 12:50 pm
Proprio veri i consigli.. e per la mia esperienza.. a volte ho incontrato dei colloqui sulla mia strada che non vi dico.. mancava solo “la corsa coi sacchi”.!!!!
22 ottobre 2008 alle 3:25 pm
[...] Suggerimenti per i colloqui di lavoro si trovano un po’ ovunque in internet, come gli ottimi dieci consigli per un buon colloquio di lavoro di Miriam [...]
13 novembre 2008 alle 7:55 pm
Ciao a tutti
….
Volevo chiedervi una cosa a riguardo.
Ho effettuato un collquio circa 10 giorni fa però l’azienda non mi ha fatto sapere più nulla.
Alla fine del coloquio mi hanno detto le faremo sapere per effettuare quello tecnico. Vabbe già qui mi puzzava
Ma ora mi chiedo è normale che non mi abbiano fatto sapere niente???
Se mando una mail può sembrare brutto??
ciao e grazie e speriamo che il prossimo vada bene x tutti
ciaoo
23 gennaio 2009 alle 8:00 am
…consigli, buon senso ed un pò di esperienza…
congratulazioni per la sua semplicità e per la sua modestia. Lei potrebbe riuscire ad ottenere successo scrivendo per riviste di qualità , o qualsiasi cosa possa essere inerente alla vita individuale e collettiva.
le porgo distinti saluti , le auguro una vita serena e un futuro in cui si possa sentire bene e soddisfatta di se stessa.
p.s. se desidera scrivermi ne sarei onorato Orlando Nale
24 gennaio 2009 alle 12:53 am
Qualsiasi persona che vi esamina capirà che vi siete preparati “meccanicamente” al colloquio, ma questo rimarrà per voi un punto a favore poichè sicuramente non risulterete superficiali, ma al contrario persone che non sottovalutano nulla e che si preparano anche per una “chiacchierata”.
26 marzo 2009 alle 1:25 am
Complimenti per gli ottimi consigli e l’interessante forum!
Quanto al punto 5 avrei dovuto leggerlo 3 settimane fa, prima dell’ultimo colloquio sostenuto… Ah ah!
5 novembre 2009 alle 5:01 pm
11° consiglio!!!!!!
Ma dopo il colloquio se non si è certi di come è andata quanto si dovrebbe aspettare per farsi vivi ?!?
caso pratico:
Arrivi al collquio finale con il DRU per una posizione di rilievo nel suo staff.
1 ora di colloquio esci e non ne sei soddisfatto…parli con il tuo head hunter che ti ha selezionato e ti dice 3 opzioni
1° sei tu il migliore e sarai preso
2° è l’altro candidato e sarà lui il fortunato
3° nessuno dei due e si riapre la selezione
che comunque (visto anche il fatto che ha sostenuto 3 interviste!!!) le notizie che lui avrà dal DRU saranno le tue notizie…sparisce per due settimane…prendi coraggio…lo contatti con una scusa…risponde che non ha ancora avuto un feedback conclusivo(borderline tra soluzione 1° e 3°…penso!?!) dal DRU e la selezione sta andando avanti…attendo…passano 1, 2, 3 settimane.
ora il dubbio è :
Mi calo le braghe lo ricontatto e chiedo notizie?
Mi calo le braghe e contatto direttamente l’Azienda??
tengo alto l’onore e aspetto?
qualcuno ha suggerimenti…che ne pensate????
17 novembre 2009 alle 9:06 pm
la mia è una questione diversa ma altrettanto delicata…..lavoro da 20 anni presso un’azienda….sono sempre stata apprezzata dai miei responsabili….tranne per questi ultimi arrivati l’uno da 5 anni e l’altro da 1 anno…..nonostante il mio modo di lavorare non è cambiato loro hanno avuto per me solo brutti atteggiamenti e parole cattive…..il tutto mi ha portato a fissare un appuntamento con il servizio risorse umane per chiedere il trasferimento d’ufficio…….ci sono consigli su come comportarsi e su cosa dire anche per questo caso???
11 dicembre 2009 alle 4:57 am
E’ un post di una banalità assoluta. Lo letto pensando di leggere qualcosa di intelligente Sono dieci consigli di una stupidità disarmante.. Sono convito però che l’autrice sia convinta di aver scritto qualcosa di utile. Sorvolando di commentare i 10 consigli poichè si commentano da soli direi questo.
Non si tiene mai e dico mai conto che oramai le selezioni vengono svolte da donne con meno di 30 anni, con un percorso di studi ridicolo a cui si è affidata la gestione della vita delle persone.
La mia domanda è questa? Ma siamo sicuri che i selezionatori siano in grado di fare il loro mestiere? La risposta è no, non siamo sicuri, e ragionevolmente con molta probabilità la risposta è che non sanno fare il loro mestiere.
Quando a 33 anni, dopo una laurea e un master e un percorso professionale manageriale ci si presenta ad un colloquio di lavoro e si viene intervistati da una ragazza di 27 anni “hr specialist” con una laurea in lettere (su internet si trovano molte info sui selezionatori) e un master da fustino del dash la cosa migliore è girare la scrivania e fare l’intervista a lei. Al 100% gente cosi non è in grado di valutarti.
Il problema è gravissimo perche oramai anche le mulinazionali assumono ste persone e le fanno svolgere il mestiere di selezionatore pagandole 1200 euro al mese. Cosa vorranno valutarti mai?
Motivazione, come si vede tra 5 anni, pregi e difetti, perché dovremmo scegliere lei sono tutte baggianate; una persone di buon senso conosce tutti le motivazioni per le quali vengono poste queste domande e conseguentemente puo raggirale e mentire. Lasciate stare la lettura del linguaggio del corpo perche sono cose che sanno fare in pochi e magari qualche ricercatore di psicologia in qualche mega università americana.
Il problema quindi è che non ci sono tecniche e consigli, ma solo il buon senso. L’essere scartati in un colloquio di selezione non significa di NON ESSERE in grado di svolgere quel determinato lavoro o di non essere adatti ecc; significa solo e soltanto (e qui non ho paura di essere smentito) che il selezionatore CREDE che tu non sia la persona giusta, CREDE, PENSA che tu non lo sia.
Conclusioni? Preparazione e buon senso, sperando che dalla parte opposta della scrivania sia uguale.
16 dicembre 2009 alle 4:36 pm
Ciao Giuseppe,
devo concordare con te sul fatto che capita che le “selezionatrici” siano incompetenti (ma questo è un’aspetto positivo se lo sai sfruttare a tuo vantaggio*), non concordo invece sulla banalità disarmante: è vero che i 10 punti non sono nient’altro che buon senso comune…
ma molto spesso manca proprio quello
Quindi ripetere consigli giusti e un’ottima cosa.
M
PS se siete curiosi su 30 domande tipiche che fanno ( e le rispettive risposte… http://www.cocooa.com/95/2009/domande-al-colloquio-di-lavoro.html )
28 gennaio 2010 alle 6:36 pm
Ciao Giuseppe
Bè sul fatto che ci siano persone incompetenti a fare cooloqui sono d’accordo, ma non sempre e certo non perchè sono ragazze con una laurea in lettere…ci sono professionisti con lauree spaziali che non sanno relazionarsi, metterebbero a disagio chiunque e certamente non saprebbero giudicare la persona oltre che per le comptenze tecniche (che sono importanti, ma non sono tutto)….forse sarebbe corretto avere una persona che chiede la parte tecnica e un altra che cerca di carpire altri lati della personalità …
Poi vorrei chiedere…com’è che essendo donna e relativamente giovane, una delle prime domande è:lei è sposata? e alla risposta si, la domanda seguente è “come vede la sua vita anche privata fra qualche anno”oppure, “ha intenzione di avere figli?”ma non è illegale?su 20 colloqui che ho fatto almeno 15 me lo hanno chiesto, chiedo alle altre donne se succede solo a me o è comune? come rispondete (è ovvio che nessuna dirà mai “se mi fa un contratto decente rimango incinta domani”), ma come la raggirate la domandona?
Inoltre…alla fine del colloqio quando viene detto la ricontaremo…io oramai non ci credo più, ma perchè non viene detto subito “guardi crediamo che Lei non sia la figura adatta” almeno uno si mette l’anima in pace.
ciao.M
28 gennaio 2010 alle 7:02 pm
Purtroppo, Monica, a chi fa selezione una delle prime cose che si insegna è che non si deve mai dare alcuna indicazione dell’esito alla persona esaminata. Giusto o sbagliato che sia, sotto il profilo morale, comunque si fa così.
Purtroppo molte delle regole sono fatte per favorire l’azienda, non certo l’esaminato (e qui ci sarebbe molto da dire).
Ricordo ancora una ipotetica assunzione mia in una azienda come Direttore IT. Si fecero tre colloqui, tutto sembra andato benissimo, poi una persona che nei tre colloqui non aveva mai parlato, mi chiese se c’era qualcosa che io non avrei mai voluto fare.
Gli risposi che io non volevo usare il PC! Mi guardò come se fossi stato un alieno. Mi chiese come potevo così dare assistenza… gli risposi che dovevano decidere se volevano un Direttore IT o un assistente per le stampanti…
Ovviamente non mi assunsero :p :p
28 gennaio 2010 alle 7:07 pm
Ciao Monica.
Tutte le domande che presuppongono una risposta sul “come si vede tra” sono rivolte a scoprire la chiarezza di intenti e la motivazione a raggiungere un risultato, qualsiasi esso sia, anche un figlio. Dunque non esiste una risposta giusta, anche dicendo che “non voglio avere figli” determina una posizione particolare su un determinato argomento futuro. I selezionatori (quelli bravi) devono comprendere la capacità di una persona nel breve e nel medio lungo periodo di raggiungere un obiettivo con chiarezza di intenti. Tutte le risposte devono necessariamente essere motivate e argomentate; questo serve per far capire le proprie capacità di ragionamento.
Quindi non si tratta mai di “ficcare il naso” nei propri affari ma cercare di capire se una persona ha le idee chiare su se stesso e la determinazione a raggiungere e mantenere nel tempo le proprie idee. A tal proposito è noto come le persone che raggiungono successo nella professione ( o nella vita) prendono le decisioni molto velocemente e le cambiano molto raramente.
Quando si raggiunge la consapevolezza di se stessi e su quello che si vuole fare automaticamente si risponde a queste domande con tranquillità , tranquillita che è avvertita dal selezionatore ed è un fattore molto positivo. Al contrario chi non ha chiarezza di intenti dimostra insicurezza nella risposta.
Nel caso ti dovessero di nuovo fare una domanda del genere adesso sai cosa rispondere e dare la giusta motivazione alla tua risposta. Mi permetto di consigliarti una risposta molto persuasiva e penetrante: “ha intenzione di avere figli”risp: assolutamente si, è un mio obiettivo molto preciso, voglio avere figli ma li avrò solo quando avrò raggiunto una posizione stabile. Capisci adesso la parte invisibile di questo tipo di risposta.
Ricordati che una delle cose fondamentali è quella di inspirare positività e fiducia in se stessi. Le tue ultime righe scritte denotano il contrario. Solo le persone che ci cradono arrivano, le persone negative e pessimiste arrivano solo con la fortuna che come sai è una merce rara.
Cmq ti posso dire, cara monica, che gia sei un pezzo avanti, perche il fatto stesso che hai deciso di intervenire su un blog del genere denota la tua voglia di capire e di migliorare; hai raggiunto il tuo obiettivo attraverso il fatto di aver trovato me e la mia risposta.
Per il resto niente in bocca al lupo e buona fortuna ma soltato “credici che ce la fai”.
Ciao e grazie.
Giuseppe
28 gennaio 2010 alle 7:23 pm
Ciao Fradefra.
E’ assolutamente ovvio e normale che non ti abbiano assunto. Con una risposta del genere nessuno lo farebbe, perchè è una risposta totalmente errata per via dell’autoreferenza e egoismo che traspare da tale frase.
Se il tuo obiettivo è di farti assumere devi modulare le risposte in base alla posizione, con intelligenza e logica. Un direttore è tale proprio perchè si mette a diposizione degli altri con responsabilità impegno e leadership; deve essere un esempio e deve venire stimato dai colleghi. Se tu fossi Direttore IT quale sarebbe la tua considerazione di un assistente per le stampanti? Se la risposta è lo considero un essere inferiore, ignorante che fa un lavoro umile diventerai tu stesso un asistente per le stampanti.
Al contrario se sai essere una giuda e un aiuto per i tuoi colleghi, senza considerare le proprie posizioni, diverterai un bravo direttore it.
Ciao.
28 gennaio 2010 alle 7:56 pm
Giuseppe, io non volevo farmi assumere. O meglio, io non volevo farmi assumere da una azienda che cercava un Direttore IT per fargli fare l’assistente alle stampanti
Non si tratta di denigrare un lavoro. Solo che se voglio fare una cosa, non ne voglio fare un’altra.
Piuttosto che farmi assumere e poi cambiare, meglio mettere in chiaro subito, no? In fondo, facendosi assumere nel posto sbagliato, si perde solo tempo.
Ovviamente io spiegai la cosa, loro capirono, non mi assunsero, ma i rapporti rimasero ottimi e li sento tutt’ora.
Per inciso, Direttore IT lo sono stato per tanti anni, sia prima, sia dopo
e quando smisi, fu per mia decisione, non per decisione di altri
17 febbraio 2010 alle 12:57 pm
ho 17 anni sto facendo una ricerca per la scuola sui colloquio di lavoro..il mio punto di riferimento sarà in qst sito…condivo le teorie
16 aprile 2010 alle 4:20 pm
Ciao!Io sono alle prime armi e ai primi colloqui!!!!al primo alla fine mi hanno chiesto : “ha qualche domanda da farci?” in quel caso quale sarebbe la giusta domanda da porre????
17 aprile 2010 alle 4:22 pm
Valentina, io chiederei:
- quanta formazione prevedete ogni anno? Esiste un budget fissato di formazione?
- esiste un piano di incentivi basati sulla qualità o sulla produzione del reparto?
22 aprile 2010 alle 1:12 am
Grande Carlo! “Vedere uno psicologo che seleziona un laureato in discipline scientifiche è come vedere un cartomante che seleziona un medico: i risultati si vedono sempre, e sono disastrosi.”
Hehehe… vero! A me è capitata questa scena:
“La contatto per conto di un’azienda chimica.”
“Cosa producono?”
“Prodotti chimici.”
“Sì, ma quali? Detersivi? Vernici? Esplosivi?”
“…Ma, qua c’è scritto prodotti chimici per l’industria… Ora che me lo chiede mi rendo conto che è un po’ vago… chiederò.”
Ora, mi chiedo: un’azienda che ha affidato la ricerca del personale a degli incompetenti è un’azienda incompetente? Se mi ricapitasse, potrò mandarli a stendere senza rimpianti? O magari i “prodotti chimici” li producono benissimo, e sono solo stati infelici nella scelta dell’agenzia di selezione?
P.S: Giuseppe, dici cose sensate. Ma anch’io, come Monica, ho avuto un vago fastidio leggendo la parola donne nella frase “oramai le selezioni vengono svolte da donne con meno di 30 anni, con un percorso di studi ridicolo a cui si è affidata la gestione della vita delle persone.” Oh, magari sono ipersensibile io.
I 10 consigli non sono rivoluzionari, ma sono meglio di robe come “Cura la tua igiene personale. Sembra scontato, ma molti non lo fanno. È una questione di rispetto. Niente forfora nei capelli, niente rimasugli di cibo tra i denti. Profuma l’alito (niente gomme da masticare durante il colloquio!), ed elimina i cattivi odori.”
7 maggio 2010 alle 2:19 pm
Volevo fare un commento a monica che scrive: “se mi fa un contratto decente rimango incinta domani”. Premesso che per me e’ sbagliatissimo discriminare le donne per il solo fatto che possano rimanere incinte; secondo me se tutte le donne facessero il tuo ragionamento sarebbe ragionevole per le aziende fare questa domanda. Cosa ne penseresti se un uomo pensasse: “se mi fa un contratto decente mi metto in malattia domani”? Io cerco un lavoro e non cerco di fregare l’azienda che mi dara’ da “mangiare” per i prossimi anni.
18 maggio 2010 alle 1:39 pm
Buongiorno a tutti.
Mi permetto di postare questa domanda: per quale ragione durante i colloqui presso le agenzie per il lavoro la selezionatrice spesso chiede grazie a quali altre agenzie si sono trovate le precedenti esperienze lavorative? Questioni commerciali o altro?
Grazie.
4 giugno 2010 alle 7:17 pm
…l’italiano scritto…questo sconosciuto…MA VI RENDETE CONTO DI QUANTI ORRORI GRAMMATICALI CI SONO IN QUESTA PAGINA????
21 luglio 2010 alle 2:36 pm
A Ottavia..le agenzie per il lavoro ti chiedono informazioni riguardo ad altre agenzie per il lavoro con le quali hai lavorato semplicemente per avere informazioni riguardo a quali aziende si affidano a quali loro diretti competitor..e quindi per poter indirizzare il commerciale di filiale verso quelle stesse aziende (predisposte a lavorare con agenzie) e per potergli offrire condizioni economiche migliori….non riguarda te, riguarda le informazioni sul loro possibile “mercato”
21 luglio 2010 alle 2:41 pm
@Alessia
Grazie mille per l’informazione. Un saluto.
23 luglio 2010 alle 3:44 pm
[...] ulteriori consigli su come affrontare al meglio un colloquio di lavoro vi consigliamo di leggere questo post sul blog di Miriam Bertoli. blog comments powered by Disqus var disqus_url = [...]
23 luglio 2010 alle 5:46 pm
Ciao,
ho trovato questo post molto interessante per questo l’ho citato su http://blog.bakeca.it/blog/colloquio-di-lavoro-cosa-si-chiedono-le-aziende-per-la-scelta/
9 agosto 2010 alle 2:00 pm
Molte teorie esposte qui sono discutibili, la realtà è che i selezionatori sono persone ignoranti e inesperte, messe lì perchè nella vita non saprebbero cosa fare. Addirittura le aziende italiane subiscono un’involuzione: si da più importanza alla forma che alla sostanza, le capacità relazionali sono diventate più importanti deglia aspetti operativi. Se un dipendente in qualunque ruolo o mansione sa fare il suo lavoro meglio e più di chiunque altro che importanza ha se snobba e magari offende i colleghi più lavativi??? ll lavoro è competizione prima di tutto, se due colleghi si scornano agli altri non gliene frega nulla, altro che armonia che si rovina! Al massimo si fanno 4 risate …
9 agosto 2010 alle 5:29 pm
Onestamente, Emiliano, essere bravi secondo me non autorizza a snobbare e offendere gli altri.
Il fatto che la gente si scorni, in aziende, rende invivibile l’ambiente a tutti. Altro che farsi quattro risate.
Per quanto mi riguarda, preferisco un ambiente sereno.
19 agosto 2010 alle 1:16 pm
sono tutte buffonate, i selezionatori spesso sono degli incapaci e purtroppo coloro che si presentano per un impiego, devono avere titoli di studio, conoscenze linguistiche, esperienza e quant’altro, nessuno però dice che sovente se il selezionatore è un emerito….., assumerà in automatico un suo simile, poi ovviamente te ne accorgi quando entri in certi uffici, oppure vai in certi negozi, o quando ricevi lettere indirizzate ad un uomo, con scritto Gentile Signor, ma come siamo messi???? Gentile si usa per una signora mentre per un uomo si usa Egregio, oppure si possono evitare certe forme iniziano con Signor…
Basta con queste bufale su come ci si deve presentare…..
19 agosto 2010 alle 1:21 pm
tempo fa, per una ricerca mi sono presentato presso quelle agenzie di “risorse umane”, che già di per se usano la formula risorse umane come se le persone fossero rifiuti.
Le tre ragazzine che sembrava succhiassero ancora il latte dal seno della mamma, con esperienza ZERO, cercavano di collocare persone più grandi di loro, con esperienza, naturalmente si capiva che erano delle povere inette…come puoi cercare lavoro per una persona che parla 4 lingue, con diplomi e certificati vari + esperienze lavorative in giro per il mondo, quando tu alla sera torni ancora a casa dalla mamma e non sei in grado di mantenerti e non hai mai avuto un’esperienza lavorativa al di fuori dei tuoi 5km di tragitto casa-lavoro
19 agosto 2010 alle 1:44 pm
Secondo la mia personale esperienza, sicuramente non ci si deve mai presentare in ritardo ad un incontro di lavoro..essere nervosi è accettabile e, sta al selezionatore mettere a proprio agio l’intervistato.
Inoltre è vero che la prima impressione fa molto ma, a me è capitato spesso di scegliere proprio le persone che al primo impatto davano un idea di insicurezza e poi con pochi giorni di prova, si sono mostrate persone precise sul lavoro, mentre i cosiddetti soggetti che si presentano con mano asciutta, e troppo sicuri, sul posto di lavoro ci hanno creato una marea di disastri.
Quindi ragazzi, la cosa più importante è non essere arroganti, e non fare ritardo per il resto se il selezionatore è un buon lavoratore già di suo saprà scegliere altrimenti sarà un disastro solenne…in Italia di idioti che lavorano nelle varie aziende ne abbiamo molti proprio grazie a questi test cervellotici che non servono a nulla.
Credo che tutti voi siate entrati almeno una volta in un negozio di scarpe o vestiti, ok la prima cosa che ti capita, è un commesso o una commessa invasiva che ti vuole seguire per tutto il percorso, facendoti acquistare quello che piace a lei, di principio io quando trovo quel tipo di commessi, dico che per spendere il mio denaro non ho bisogno di una venditrice..e già così gli spacco le gambe…Questo accade perché hanno insegnato loro che i clienti devono essere aggrediti..sbagliato anzi sbagliatissimo perché è appurato che un cliente non tornerà una seconda volta in quel negozio, mentre è comprovato che dove gli viene lasciato spazio di manovra, il cliente farà sicuramente degli acquisti e sarà lui a chiedere aiuto se ne ha bisogno…ma gli esperti in materia continuano a perseverare…
Dei bravi commessi, devono salutare il cliente, e proporgli di guardare e se ha bisogno di interpellarli…Non sono migliori i bancari, io ho vissuto molto tempo fuori Italia e quando ho dovuto fare rientro perché mi hanno trasferito qui, ho dovuto aprire il conto corrente e via dicendo, in banca altri inetti, che ti chiedi in base a quale formula siano stati assunti, molti non sapevano che l’IBAN va usato per tutti i pagamenti e oggi anche all’interno dell’Italia, ma allo sportello di parlano ancora di BIC e SWIFT e spesso non sanno neppure come muoversi con le comunicazioni all’estero…tutto questo grazie sempre a quelli che selezionano il personale…
Per un paio di anni ho fatto il tagliatore di teste negli Stati Uniti, ho goduto il quel periodo, in quanto il mio compito era quello di licenziare le persone inutili…mi piacerebbe tanto farlo in Italia, sai quanta gente fare rimanere a casa….e mi veniva richiesto di valutare le persone e quindi, licenziarle…in maggioranza ho licenziato quelle persone che, avevano il sorriso acido, quelle che rispondevano con aria da saputelli, e soprattutto quelli che facevano gli sgambetti agli altri…molto spesso la direzione mi chiedeva perché proprio quelli, semplice, perché quel tipo di persone all’interno di un’azienda creano troppe tensioni e antipatie, rendendo l’ambiente di lavoro un campo di concentramento, con poco rendimento…in effetti nel giro di 3 mesi dal licenziamento di quel tipo di persone, i fatturati e il rendimento erano aumentati del 50%, mica barzellette….
28 agosto 2010 alle 12:32 am
Ciao ragazzi! E’ vero, purtroppo a selezionare il personale ci sono autentici incompetenti! Mi è capitato in un colloquio per uno stage nell’ufficio legale di un’assicurazione. Ad intervistarmi si è presentata una giovane “HR specialist” che sembrava una suorina, falsa, e faceva domande da asilo (ad es. “qual è il suo sogno nel cassetto?”). Mi stava davvero sul cazzo! Per fortuna non mi hanno chiamato, anche perché ho avuto l’impressione che in quell’azienda fossero tutti come lei!
Non a caso, quell’azienda negli ultimi anni sta avendo un calo del fatturato.
P.S.: ragazzi, imparate a scrivere l’italiano! In questo blog ci sono un sacco di errori e frasi incomprensibili!