Content marketing: una definizione non scontata

Content marketing

Che cosa significa fare content marketing? Associamo spesso a questa attività due aggettivi:

  • utile, per le persone: perché il contenuto risolve un bisogno, semplifica un percorso di scelta, dà un momento di intrattenimento (sul concetto di utilità, qui non c’è spazio per posizioni radical chic; un meme che strappa un sorriso al momento giusto è utile)
  • rispettoso: ovvero quando faccio content marketing non interrompo, non spammo, rispetto i bisogni delle persone e il loro tempo.

Insomma, un marketing basato sui contenuti si definisce tale perché risolve un problema e lo fa rispettando e coinvolgendo i destinatari. Basta questo? No, non sarebbe marketing.

Perché un buon content marketing risolve problemi:

  • alle persone giuste: il contenuto è progettato, creato e distribuito pensando a chi davvero farà poi un’azione di valore per voi? Se vendete farine biologiche esclusivamente a pizzerie e ristoranti e le vostre ricette raggiungono solo consumatori privati, nella migliore delle ipotesi avrete tutta una serie di richieste che non potrete soddisfare. Dunque la definizione corretta di content marketing prevede che la strategia miri a portare utilità alle persone giuste
  • facendo raggiungere all’azienda/al professionista uno o più obiettivi: prima di partire con l’esecuzione della content strategy, devo avere chiari gli obiettivi. Anzi, decido se, quanto e perché fare content marketing partendo proprio dagli obiettivi di business che voglio raggiungere. Ho bisogno di raggiungere costantemente nuovi contatti (lead) perché il servizio/prodotto che offro viene acquistato una sola volta nella vita di una persona (salvo illuminate eccezioni, pensiamo a un master di primo livello)? O abbiamo invece una base storica di clienti acquisiti, a cui dobbiamo far sapere che abbiamo ampliato la gamma di prodotti? Due scenari completamente diversi, due obiettivi che richiedono strategie differenti
  • generando un ROI (Ritorno sull’investimento) positivo: se è marketing e non un’attività di creazione di contenuto fine a se stessa, l’utilità del contenuto per le persone è vincolata a un positivo ritorno dell’investimento per l’azienda. Quanto mi costa? Quanto mi genera – direttamente o indirettamente – in termini di ricavi?

Insomma, ecco una mia definizione completa di content marketing:

“Con content marketing si intendono la strategia e l’insieme delle azioni di progettazione, produzione e distribuzione con cui un singolo o un’organizzazione usano la leva del contenuto per interagire con le persone giuste, soddisfare i loro bisogni e contribuire a raggiungere gli obiettivi di marketing, generando un ROI positivo.”

Cosa ne pensi?

3 commenti

  • Matteo Gasparello

    Ciao Miriam, ottima definizione. Io penso che non si dia abbastanza importanza ed attenzione al ROI. Deve essere presente nella testa del content marketer fin dall'inizio l'obiettivo finale. Perchè stiamo facendo content? Cosa vogliamo ottenere? E' un progetto a somma zero o riusciamo a quantificare e spiegare che i nostri sforzi stanno aiutando l'azienda, ad esempio, a crescere o a ottenere più brand awareness?

  • Miriam Bertoli

    Ciao Mauro, sì in questa definizione per me la parola "interagire" tiene insieme diversi obiettivi/relazioni da quelle più leggere - raggiungo e genero un interesse - a quelle più strette - uno scambio, una transazione ecc. Grazie per il tuo contributo!

  • Mauro Lupi

    Cara Miriam, aggiungerei solo il tema della visibilità e dell'attenzione, nel senso che per arrivare ad interagire occorre conquistare prima tempo e fiducia dei destinatari. Quindi suggerisco un'integrazione di questo tipo "...usano la leva del contenuto per interessare ed interagire con...". Oppure, in luogo di "interessare", potrebbe essere "raggiungere". My 2c :)

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