Un po' di arretrati: InnovAction II + Evento IIR su nuove forme di marketing (e annessi crucci etici)

Un po’ di arretrati: InnovAction II + Evento IIR su nuove forme di marketing (e annessi crucci etici)

Un mix

Ho un po’ di cose lasciate indietro:

– il post sulla seconda parte del sabato mattina a InnovAction, la fiera dell’innovazione (qui la prima parte della mattinata). Perso il momento, la cronaca postuma non mi sembra molto utile. Fisso solo un’idea che mi sembra importante e che è mi tornata in mente nel secondo post arretrato (vedi sotto): parlando di innovazione, Andrea Pezzi ha chiesto agli imprenditori e manager presenti una cosa molto semplice. In apparenza. Perché invece in sostanza ha dovuto ripetere più volte la domanda. Va bene, innovare ed essere creativi è bello, nuovi prodotti sempre più belli e intelligenti, più tecnologia, più semplicità d’uso. Ma che ne è dei rifiuti? Dei lettori mp3 che dopo sei mesi sono vecchi? Delle cucine che è meglio cambiarle spesso, quella nuova ha un design migliore? RISPOSTA: i manager di Electrolux e Whirlpool hanno saltato a piè pari la domanda, il paron di Cucine Snaidero ha glissato parlando di un progetto per migliorare la qualità di vita delle famiglie. Biagini di Apple Italia ha timidamente fatto presente che loro fanno molta ricerca sui materiali. Responsabilità sociale dell’impresa vs. incremento del fatturato, mica poco!

– martedì scorso a Milano ho partecipato ai due giorni su Nuove forme di marketing attraverso il web e i canali non convenzionali organizzati dall’Istituto Internazionale di Ricerca. Una sessantina di persone, molti responsabili marketing e web marketing di grandi aziende. Ben organizzato, ben riuscito. Ho avuto il piacere di conoscere finalmente Alex e Mirko di Ninjamarketing, e di fare loro i complimenti per le idee che stanno portando in Italia attraverso il blog e le altre attività.

Per TSW ho parlato di marketing nei motori di ricerca e branding, nei prossimi giorni metteremo a disposizione sul sito le slide della presentazione.

Tra gli incontri di valore, ho apprezzato la presentazione della attività di marketing non convenzionale presentate dai ragazzi di Manfrotto, che produce accessori di alta gamma per fotografia. In particolare mi è piaciuta l’idea di spiegare ai turisti nelle principali città d’arte l’uso del treppiedi, facendo così conoscere il prodotto. O di far girare le hostess in fiera con le t-shirt con schermo LCD, che proiettano video sull’azienda e i prodotti principali. Come a dire: è facile fare del marketing non convenzionale quando produco birra o videogiochi. Ma per farlo con dei treppiedi ci vogliono veramente delle buone idee!

Molto interessanti anche le esperienze di marketing non convenzionale presentate da Eastpak, gli zainetti che fanno quello che gli Invicta facevano nei miei anni :). Per esempio hanno portato in Italia il fenomeno dei flashmob, organizzando le gare di cuscinate a Milano, lo scambio di vestiti fuori al Pitti di Firenze e i bacio-raduni in altre città.

Ora mi chiedo due cose. Scrupoli morali? Bhè ormai ho 33 anni! 🙂

1) l’azienda X fa marketing non convenzionale e riempie la città di piume, adesivi, palloncini, cartellini ecc ecc ecc; l’azienda X conta di avere ritorni d’immagine ed economici positivi da queste attività. Chi paga per pulire?

2) l’azienda X non mi impone il suo brand come il migliore, sa che ormai alzo il sopracciglio e passo oltre. Allora mi chiede come sta mia figlia, entra nella mia vita privata, mi manda gli auguri, entra nel mio tempo libero, mi vuole bene. Per vendermi la stessa carrozzina con lo stesso brand di cui sopra. Ipocrisia?

Insomma io ci arrivo a capire che – cavoli – non mi vogliono bene veramente, ma mia figlia no! Ecco, per questo mi torna in mente il discorso della responsabilità sociale dell’impresa.

Basta?

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5 commenti

  • Andrea

    >Ciao Miriam. Sono contento che anche tu ti ponga delle domande critiche sul mondo della pubblicità. Effettivamente i conti spesso non tornano. Più di quanto noi, io per primo, non ce ne rendiamo conto.

  • Simone Ramaccini

    >Condivido e sottoscrivo quanto espresso. Sta a noi insegnare ai nostri figli quando le attenzioni sono interessate o sentite.
    Il marketing, come qualsiasi attività o settore della nostra vita, ha sempre una base etica e sociale.
    Quindi, buon principio a tutti! :-)

  • Miriam

    >Grazie ragazzi, allora viva il nuovo!

  • Ninja

    >Miriam, è stao un piacere conoscere te! Anche se non c'è stato molto tempo per approfondire, e anche se...ho dovuto farti correre durante la tua ottima relazione. Mi perdoni? Per quanto riguarda le tue osservazioni, ti posso confessare un segreto: che stiamo già lavorando al futuro del marketing, che non si chiamerà più marketing e che avrà nel suo DNA la responsabilità sociale come base di tutte le attività. Ricordiamoci che le aziende sono fatte di persone, che sono in grado - se vogliono e se tengono alto lo spirito critico - di cambiare, di farsi domande, di amare... Miriam sei dei nostri in questa battaglia! Un abbraccio. Kiko

  • Gaia

    >Quando nacque il cinema gli spettatori scapparono dalla sala pensando che la locomotiva fosse vera.
    Immagino che i nostri figli sapranno che le aziende non ci vogliono bene e che le persone conosciute in chat a volte mentono.
    Anzi ci prenderanno in giro perchè andiamo sempre a prenderci il regalo di compleanno Ikea.
    ...Spero.