Search Engine Strategies New York 2008, 2-3-4

Search Engine Strategies New York 2008, 2-3-4

Eventi

Insomma ho interrotto le trasmissioni da New York al giorno 1 e le riprendo ora, al rientro. In verità sono continuate sul blog TSW. Le giornate quest’anno sono state più piene del solito, con il lavoro e qualche bella cena ad attenderci a fine giornata, di New York abbiamo visto veramente poco e la carta di credito bloccata (grazie ad una geniale idea dell’hotel che non linko ma recensirò con veleno) non mi ha permesso di scatenarmi con lo shopping!

Ma parliamo del SES. Credo che per l’edizione di New York gli organizzatori abbiano fatto una scelta molto intelligente: sessioni di scenario e keynote (raddoppiato il terzo giorno con Gordon McLeod, presidente del The Wall Street Journal Digital Network e quel “sottile” provocatore Jason Calacanis, fondatore di Mahalo.com) + molte sessioni di base e poco tecniche per chi si sta avvicinando a questo settore o comunque non ne conosce tutte le componenti. E poi relazioni – ogni sera drink, cene e aperitivi, nel caso non ci si fosse parlati durante il giorno – e molta attenzione a Universal Search e social media optimization.

Mi è piaciuta la sessione su widget e gadget (soprannominati per l’occasione wadget; o ‘stuff in a rectangle’) e Google con i suoi Google Gadgets e i Gadget Ads come prevedibile ha monopolizzato la discussione. Interessante, non lo sapevo, Google fornisce una directory di sviluppatori specializzati in Gadget Ads, fai un giro se non sai che cosa sono i gadget o se cerchi ispirazione per svilupparne uno.

Affluenza record alle sessioni sulla web analytics, sia generali che di prodotti specifici. Sarà merito del potere di divulgazione di Google Analytics o necessità, davanti ad investimenti in crescita, è certo che se fino allo scorso anno questo tema era seguito da pochi, ora interessa una platea vasta e in crescita. Certamente, come dice Avinash, la web analytics è destinata a cambiare moltissimo nel prossimo anno e mezzo: tanto per citare uno dei fenomeni che attivano questo cambiamento, ora ci concentriamo sul sito, ma sempre di più i contenuti escono dal sito (vedi i gadget di cui sopra) e le azioni di conversione possono essere compiute sulla pagina del motore (per esempio con la possibilità di vedere alcuni video direttamente sulla SERP in Google.com o il reperimento del numero di telefono di un ristorante grazie alle mappe tra i risultati, senza andare sul sito).

E il motore diventa punto di arrivo della ricerca, non più passaggio verso. Pensiamoci.

Ma anche i motori cambiano finalmente, dopo anni di elenchi di link blu. Se vincerà il modello Universal Search + personalizzazione alla Google, quello umano di Mahalo o quello dei rich abstracts ottenuto grazie all’adozione diffusa di standard condivisi disegnata da Andrew Tomkins di Yahoo! o, ancora, quello proposto da una start-up geniale che nascerà domani [condizione necessaria: start-up che Google non riuscirà a comprarsi] lo vedremo in corso d’opera.

Ho notato con un po’ di sorpresa il calo di presenze rispetto agli anni scorsi di colleghi di aziende o professionisti in-house italiani, quando il trend di crescita del settore dovrebbe invece specchiarsi in un aumento dei connazionali presenti.

Concordo con Marco quando dice che l’assenza di Danny Sullivan si è sentita ma neanche troppo, di certo non ha compromesso la riuscita dell’evento. Buona edizione!

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