Propositi per la giornata della lentezza

Propositi per la giornata della lentezza

Un mix

A metà settimana, non ricordo se prima o dopo la potente missiva della Vero, la stampa italiana parlava della Giornata di San Va-lentino, prevista per lunedì 19 febbraio.
Una giornata per rallentare e riprendersi il piacere del tempo, il lusso di fare una cosa per volta, di essere lenti ma non indolenti.

Il promotore dell’iniziativa è un’associazione, L’Arte del Vivere con Lentezza, nata a Pavia a fine 2005.
Dallo statuto (non linkabile direttamente, è uno di quei bei siti a frame che si vedevano una volta; comunque ci si arriva dalla sezione Chi siamo, il link è a fine pagina), si legge:

L’associazione L’arte del vivere con lentezza si propone di:

·far acquisire dignità culturale alle tematiche legate a una corretta gestione del tempo come strumento per vivere meglio, nell’era della velocità

· individuare le attività e le modalità che consentano di scoprire come la lentezza aiuti a vivere, lavorare, pensare, studiare e giocare meglio;

· elevare la cultura del benessere psicofisico e di una migliore qualità della vita, legata al rispetto dei tempi della natura e delle persone;

· ricercare il giusto ritmo e la giusta velocità per ogni azione, individuo e momento;

· recuperare tempo e tranquillità necessari ad instaurare legami significativi: con gli individui, la cultura, il lavoro, la natura, il nostro corpo e la nostra mente.

· sensibilizzare l’attenzione delle persone sul fatto che molti disagi individuali derivano da ritmi di vita troppo veloci,o dall’incapacità degli individui di godere il presente, perché costantemente proiettati nell’attimo successivo;

Dopo averlo letto, già mi sento meglio… Sarà che sono nata campagnola e pigra, che vivo in una città sospesa nel tempo, ma i ritmi frenetici mi disgustano. Soprattutto quando nel lavoro sono portati a status symbol. “Corro perché c’ho molto da fare, ti passo sopra e non ti saluto perché il tempo è denaro.” Prooot!

Insomma credo proprio che aderirò, butto lì le prime idee:

– arrivare al treno dieci minuti prima invece di prenderlo in corsa
– non più di una chat contemporaneamente
– non più di due finestre/tab del browser aperte
– dedicare ad ogni risposta il giusto tempo, non il minimo possibile
– pranzare con calma e senza parlare di lavoro
– un thè
– fare al ritorno una strada diversa e non sempre la più breve
– fermarsi a fotografare quello che piace
– niente TV la sera, musica bassa e chiacchiere

Per ora mi viene questo, che ne dite? Ci riprendiamo un po’ di tempo?

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5 commenti

  • Miriam

    >Che bello Chiara, anch'io ricordo il post esame come un momento di vero relax di lusso. Intanto il San Va-lentino si avvicina, facciamolo sapere a chi ci sta intorno!

  • Chiara

    >MI ASSOCIO A MIRIAM E A TUTTI COLORO CHE, NON SPESSO, MA ALMENO OGNI TANTO, SOGNANO UNA GIORNATA I CUI PRENDERSELA CALMA;LEGGENDO IL POST CON I VARI COMMENTI SONO RITORNATA MENTALMENTE AI TEMPI DELL'UNIVERSITA', AL GIORNO (NORMALMENTE ERA SOLO 1!!!!) POST ESAME, QUANDO NON MI SENTIVO IN COLPA A LASCARMI TRAVOLGERE DALLE ATTIVITA' MENO FRUTTUOSE...
    ADESSO CREDO CHE ALL'APICE DELLA MIA TOP TEN PER LA GIORNATA DELLA LENTEZZA CI SAREBBE:

    FARE PROTRARRE LA COLAZIONE PER ALMENO 1 ORA (STILE BRUCH...SOLO CHE DOPO ANDREI ANCHE A PRANZO)

    DEDICARMI PER IL RESTO DELLA GIORNATA A LEGGERE QUALCOSA CHE DAVVERO MI INTERESSA E A VEDERE QUALCHE BEL FILM, CHE STAZIONE DA TROPPO IN VIDEOTECA.

  • Sante J.

    >Brava Miriam,
    ti ringrazio per avermi offerto questo spunto per una riflessione più attenta alla gestione del mio tempo.

    Sante

  • Salvatore

    >Ciao Miriam,
    questa mattina mi hai ricordato il cartello che regnava sovrano nel mio bar universitario a Salerno.
    Proprio dietro le spalle del barista, visibile mentre sorseggiavi il caffè, potevi ammirare la scritta:
    "Uagliù affrettatevi lentamente!" :-)

  • Andrea Cappello

    >Non male. Ricordarsi che il lavoro è soprattutto un mezzo e non un fine per godersi la vita è cosa rara. E ricordarcelo ogni tanto non fa mai male. Buon san-va-lentino!