Listening-Centered Marketing

Listening-Centered Marketing

Un mix

Come al solito l’inglese rende bene. Parto da un post di Pete Blackshaw sul blog Consumergeneratedmedia.com per una riflessione alla quale da giorni sto cercando di dare forma.

Dice Blackshaw
‘My thesis is straightforward and simple: active, continuous listening to the consumer is the most important source of competitive advantage for brands today.’

Metterei l’accento su continuous listening e competitive advantage.

E poi:
This doesn’t mean we can’t “market” to consumers (keep in mind that I very deliberately kept the word “marketing” in the LCM label), but it does imply that listening is a de facto measurement exercise that informs, guides, and shapes marketing behavior.

Qui credo metta a fuoco un punto importante. Mi capita a volte di rimanere perplessa davanti a considerazioni – utopistiche a mio avviso – su aziende, blog e CGM. Un’azienda che apre un blog fa marketing, in modo non tradizionale ma lavorando su una relazione più complessa e adulta (Caro brand, per piacermi devi affascinarmi; anche con l’implicazione etimologica di ‘perdita di giudizio’ che la parola affascinare ha). Un AD che apre un blog personale, diventa collettore e diffusore di valori aziendali (insomma, l’AD blogger unisce in sè la forza centrifuga e centripeta del brand) e fa marketing.

Allo stesso modo, ascoltare le conversazioni è anche definire il prodotto.
Applichiamolo ad un caso concreto. In queste ultime settimane si sono tenuti due importanti momenti di aggregazione per il web e il marketing on line in Italia: il BzaarCamp di Milano e lo Smau 2006. Chi ha in progetto di organizzare futuri momenti di aggregazione, ascoltando le conversazioni on line, può capire che cosa è piaciuto, le innovazioni, gli spunti per migliorare. Può ascoltare i blogger influenti che hanno promosso e partecipato, tutti gli altri che hanno commentato.

E poi
‘…we need to be thinking about the implications of a new “listening renaissance” holistically, and across the entire enterprise.’

L’ascolto delle conversazioni non è un accessorio. E va pensato in modo diffuso, coinvolgendo tutte le componenti aziendali.
Direi che si passa da ‘La soddisfazione del consumatore’ al centro a ‘Le conversazioni tra i consumatori’ al centro. Uso il termine consumatore volutamente. Mi piace pensare che l’io on line abbia uno spazio privato e che il marketing lo rispetti. Quindi si interessi solo alla parte di ‘io’ che è consumatore. O forse sono io che adesso rincorro un’utopia. (dev’essere perché ho visto luccicare l’ingordigia negli occhi di Confalonieri mentre parlava di comunità on line e pubblicità, l’altro giorno dall’Annunziata).

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2 commenti

  • Miriam

    >Effettivamente immagino che chi produce grondaie non possa ancora contare su tanto buzz...almeno on line. Ma diamo tempo al tempo. (e magari anche Telecom a Google, che così prendiamo due piccioni con una fava)

    Ok per il feed integrale, ciao Gianluca

  • gluca

    >Sto pensando pero' a tutti quei product manager, dei cui prodotti nessuno conversa mai... :)
    PS: mica potresti mettere i feed con il testo integrale?