I pensieri “digeriti” e quelli volanti

Il punto è, il contenuto sostanzioso, quello ragionato e “digerito”, può viaggiare nella status-sfera? O, in questo modo, lo andiamo disperdendo? Oppure ancora: competenze e identità digitali si stanno reinventando, senza perdere consistenza ma solo cambiando tempi e strumenti, nell’equilibrio tra frammentazione estrema e ricomposizione fluida?

Per segnalare un link, condividere uno stato (d’animo, geografico, ecc), un’immagine o un’opinione più o meno veloce, vanno bene Twitter, Facebook & co. Ma per esporre un ragionamento, un punto di vista argomentato, una riflessione con una premessa e delle conclusioni servono i tempi, i rituali e lo spazio fisico di un post. Poi la discussione può continuare in giro per la rete. O no?