I pensieri "digeriti" e quelli volanti

I pensieri “digeriti” e quelli volanti

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Il punto è, il contenuto sostanzioso, quello ragionato e “digerito”, può viaggiare nella status-sfera? O, in questo modo, lo andiamo disperdendo? Oppure ancora: competenze e identità digitali si stanno reinventando, senza perdere consistenza ma solo cambiando tempi e strumenti, nell’equilibrio tra frammentazione estrema e ricomposizione fluida?

Per segnalare un link, condividere uno stato (d’animo, geografico, ecc), un’immagine o un’opinione più o meno veloce, vanno bene Twitter, Facebook & co. Ma per esporre un ragionamento, un punto di vista argomentato, una riflessione con una premessa e delle conclusioni servono i tempi, i rituali e lo spazio fisico di un post. Poi la discussione può continuare in giro per la rete. O no?

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6 commenti

  • outdoor lighting manufacturers

    Marketing sui motori di ricerca vuole un buon motore di ricerca piano di ottimizzazione . Semplicemente certamente uno di questi metodi potrebbe fare una distinzione gigante nella tua posizione siti web e ferma il tuo sito web ti porta .

  • Miriam

    @ Andrea Ma non e' che alla fine ci perdiamo qualcosa? @ Johnnie bel paragone! E poi ogni tanto si puo' anche andare a far festa a casa degli amici!

  • Johnnie Maneiro

    E non solo, anche per avere una propria identità (no come su myspace per carità :D). Twitter & FB sono dei flyer, degli inviti, poi, a casa tua... Inizia la festa come piace a te!! :)

  • 4EveRYounG

    i pensieri “digeriti” e quelli volanti http://is.gd/f8awW ( via @miriambertoli ) #longliveblogging #denseconversation

    This comment was originally posted on Twitter

  • andrea

    Nel 2007 uscì la polemica che si può riassumere con "I blog vanno bene per condividere un'opinione più o meno veloce, mentre per esporre un argomento serve un articolo" http://www.useit.com/alertbox/articles-not-blogs.html . Nel 2010 i blog sono diventati sinonimo di contenuto poco dinamico e troppo lento da costruire per essere al passo con il "real time" dei vari strumenti social e quindi stanno diventato gli "articoli" del 2007. Attendo il post del 2013: "Per condividere uno stato va bene una emoticon ma per esporre un ragionamento, un punto di vista argomentato, una riflessione con una premessa e delle conclusioni servono i tempi, i rituali e lo spazio fisico di un tweet".

  • miriambertoli

    Un nuovo post: I pensieri “digeriti” e quelli volanti http://www.miriambertoli.com/blog/blog/i-pensieri-digeriti-e-quelli-volanti/

    This comment was originally posted on Twitter