Dove farsi trovare: la motivazione del navigatore prima di tutto

Dove farsi trovare: la motivazione del navigatore prima di tutto

Un mix


The golden triangle

E’ dal SES di New York, dove la ricerca di Enquiro,Did-it e Eyetools è stata presentata, che questa immagine mi fa riflettere. Riportando un po’ di cifre dal sito di Enquiro, l’occhio dei navigatori – in questo caso i 50 che hanno partecipato alla ricerca – vede nell’ordine:

Per i risultati del posizionamento organico:
Rank 1 – 100%
Rank 2 – 100%
Rank 3 – 100%
Rank 4 – 85%
Rank 5 – 60%
Rank 6 – 50%
Rank 7 – 50%
Rank 8 – 30%
Rank 9 – 30%
Rank 10 – 20%

Per i risultati del PPC:
1 – 50%
2 – 40%
3 – 30%
4 – 20%
5 – 10%
6 – 10%
7 – 10%
8 – 10%

Per chi si occupa di usabilità credo non ci siano novità assolute. La porzione di pagina in alto a sinistra non casualmente contiene spesso il logo aziendale – ‘chi sono’, spesso completato da ‘cosa faccio’ – e scendendo nella pagina, scende la rilevanza dei contenuti presentati.

Quello che però terrei in maggiore considerazione è la motivazione dell’utente reale, che si rivolge al motore di ricerca per un bisogno reale e non simulato: se, come succede ai navigatori interessanti per chi investe sui motori, la motivazione alla ricerca di informazioni, soluzioni, fornitori, ecc. a trovare risposta soddisfacente è molto alta, la lettura della pagina ‘a F’ (scorro in verticale i primi risultati, alla ricerca di elementi che attirino l’attenzione; poi passo alla lettura orizzontale) vede allungarsi il gambo della F, e come altri studi hanno presentato, si arriva alla seconda pagina di risultati e a volte alla terza.

Insomma credo che se la ricerca venisse condotta con 50 persone con bisogni reali – scegliere una macchina nuova, comprare un lettore DVD, prenotare le vacanze, ecc. – i risultati cambierebbero, almeno in parte.

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