De Mauro, Sofri e Reichenstein al Festival di Internazionale

De Mauro, Sofri e Reichenstein al Festival di Internazionale

Eventi

Venerdi’, sabato e domenica scorsi a Ferrara c’era il Festival di Internazionale (Internazionale è IMHO l’unico settimanale che valga ancora la pena comprare).

Sabato ho approfittato per partecipare all’incontro “Frontiere digitali. I giornali tra carta, web, tablet e smartphone” con Giavanni De Mauro (GdM), direttore di Internazionale, Luca Sofri (LS) de Il Post e Oliver Reichenstein (OR) di Information architects. Due ore piacevoli di chiacchierata seduti in Piazza Municipale.

Reichenstein, in particolare, ha una gran conoscenza dello scenario dei giornali online, ed una altrettanto grande semplicita’ nel trasmetterla. Tra l’altro, in ottimo italiano.

E’ mancato a mio avviso un confronto sui temi piu’ attuali, ma vi riporto a braccio un po’ degli appunti/spunti che ho raccolto:

L’oggettività per i giornalisti oggi si chiama trasparenza. I giornali tradizionalmente sono fondati sulla non trasparenza, in quanto si basano sulla pubblicita’. (OR)

I settimanali incassano mediamente il 70% dei loro introiti dalla pubblicita’. Il restante 30% dalle vendite. Per Internazionale questa proporzione e’ ribaltatata, con l’80% degli introiti dalle vendite. Questo comporta di dover rispondere ai lettori ed innovare per loro. (GdM)

Parlando di informazione di carta, i quotidiani sono in una situazione piu’ difficile rispetto ai settimanali. Sui siti, infatti, non si vede la differenza tra quotidiano e settimanale.

Il sito del Newsweek è un buon esempio di equilibrio tra pulizia e necessita’ di riempire la pagina di informazioni. Poche notizie di qualita’, presentate con font grandi. (OR)

Buona parte delle difficolta’ di lettura a schermo si possono ridurrre di molto con font grandi e un buon layout. (OR)

Molti contenuti e molta interazione sono fuori dal sito di Internazionale, sui social media e in particolare su Facebook. Sul sito, commenti e articoli diventano un corpo unico. Su Facebook pero’ si interviene con nome e cognome, non con utenti o nickname. Questo, almeno per l’Internazionale, significa maggiore qualita’nelle discussioni. (GdM)

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