Chatbot e content strategy: due usi smart e due strumenti utili

Chatbot e content strategy: due usi smart e due strumenti utili

Marketing

L’anno scorso ho avuto la fortuna di intervistare Carolijn Hauwert, la responsabile del social media hub mondiale della compagnia aerea KLM. Rispondendo a una mia domanda su cosa avesse guidato la loro decisione di vendere biglietti aerei anche su Facebook Messenger la sua risposta è stata: “Dobbiamo essere dove sono i nostri clienti. Se i nostri clienti sono su Messenger, perché costringerli ad andare sul sito per prenotare un volo?” Chiaro, no?

Da più parti i bot sono stati proclamati il nuovo marketing trend, già l’anno scorso. Diciamoci la verità, non tutti hanno la potenza di KLM per investire in sviluppo e intelligenza artificiale e, fatte le dovute distinzioni, i chatbot che mi capita di provare mi ricordano i primi motori di ricerca: naive e decisamente poco brillanti. Funzionano le interazioni che stanno dentro a un flusso guidato e con opzioni di risposta predefinite, per esempio: scegli tra queste due varianti di prodotto; se (if) scegli la prima allora (then) puoi personalizzarla con questi tre colori disponibili. Il chatbot che supporta l’e-commerce di Burberry su Messenger, per citarne uno, funziona così. Quando si passa a domande aperte o si avvia una conversazione non incanalata in flussi definiti, con molti chatbot ci si perde facilmente in scambi demenziali. Per evitare questa esperienza non soddisfacente, sempre Burberry per rimanere nel buon esempio, propone di passare a una conversazione con un essere umano, live o con scambi di messaggi successivi.

Pur con questi limiti e con la necessità – sacra – di avere le idee chiare sul perché investire in un chatbot e quali flussi prevedere, ci sono già un paio di usi molto interessanti connessi al content marketing.

Distribuire contenuti provenienti da un blog

Immaginiamocelo come un feed rss (cosa d’altri tempi, eh) ma più versatile e intelligente. Ho un contenitore editoriale, come consegno i nuovi articoli ai miei lettori? Oggi questa distribuzione avviene via e-mail o social media (pubblico l’articolo sulla Pagina Facebook, l’account Twitter, LinkedIn, ecc). Benissimo, in questo caso il chatbot diventa un canale di distribuzione che si affianca alla newsletter e alla condivisione nei social media. In alcuni casi, naturalmente, può anche sostituirli.
Un esempio è il chatbot di Techcrunch – il blog americano dedicato a tecnologia, informatica e start-up -su Messenger, che permette di personalizzare diversi aspetti tra cui: quali news ricevere, la frequenza, l’orario.

Il chatbot di Techcrunch permette di scegliere quali notizie ricevere: le notizie più lette, le più recenti o di impostare le preferenze in dettaglio.

 

Scegliendo di impostare le preferenze nel dettaglio e di ricevere in particolare il meglio delle notizie del giorno (Daily digest),
puoi selezionare l’orario di ricevimento a seconda delle tue preferenze.

 

Rimanendo in Italia, un uso simile è quello che fanno MailUp e Gianluca Diegoli che permettono di ricevere gli ultimi post dal blog anche via Facebook Messenger.

Gianluca Diegoli promuove la possibilità di ricevere i nuovi post via Facebook Messenger con un pop up sul suo minimarketing.

 

Rendere ricercabili risorse pubblicate su un contenitore editoriale

Immaginiamocela come una modalità di ricerca di informazioni alternativa/complementare a Google. Ho bisogno di un’informazione – metodologie per mappare il customer journey dei clienti, per esempio – e la cerco facendo una domanda al bot di una fonte che ritengo autorevole su quel tema, Hubspot nel mio caso. Come puoi vedere nell’esempio qui sotto, il bot di Hubspot su Messenger permette tra le altre cose di cercare tra i post presenti sul loro blog.

Dopo il messaggio di presentazione delle funzionalità, una serie di bottoni guidano le azioni successive

 

Alla mia richiesta di contenuti sul “Customer journey mapping” il bot mi presenta una serie di articoli su questo tema.

Bot fai da te

In questi giorni sto giocando un po’ con ManyChat, una delle piattaforme che permette di creare bot con percorsi guidati (una specie di MailChimp per i bot, per capirci). Il modello è il solito freemium e nella versione free c’è già modo di familiarizzare con molti elementi della costruzione di un chatbot. Il pannello di ManyChat prevede anche una serie di statistiche sull’utilizzo.

Di ManyChat segnalo anche il blog, pieni di articoli utili e comprensibili per markettari e a chi si sta avvicinando a questo tema.

Dove trovo un elenco dei bot disponibili?

Sono disponibili online diverse directory a cui è possibile iscrivere il proprio bot e scoprire bot sui temi più disparati.

Tra i più conosciuti c’è Botlist.co. Botlist presenta una raccolta di centinaia di bot, ricercabili per ricerca libera, per piattaforma (i bot su Amazon Echo, quelli su Facebook Messenger, quelli su Slack, su Telegram, ecc) e anche per nome dello sviluppatore del bot.
Su Botlist è possibile consultare e creare (nella versione a pagamento) anche collezioni tematiche.

 

E tu stai sperimentando come integrare i chatbot nella tua strategia di content marketing? Grazie in anticipo se hai esperienze da condividere o chatbot da consigliare 🙂

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  • Long-form content, chatbot per Facebook Messenger, risotti buonissimi e creatività | Digital Update

    […] dei nuovi strumenti: i chatbot. Qualche giorno fa ho scritto un post sul mio blog proprio su come come usare Facebook Messenger per distribuire contenuti editoriali. Nel post segnalo ManyChat, una piattaforma per sviluppare bot fai da […]