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	<title>Colore Rosso &#187; Un mix</title>
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	<description>Novità e ri-flessioni sul mondo dei motori di ricerca, sulla comunicazione e sul web. E anche altro, si sa.</description>
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		<title>Social media e vite raccontate. Ispirazione per un romanzo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 11:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena cancellato il mio account in Plaxo, perché non lo usavo ormai da mesi. E mi è venuto in mente quel sogno, che ho fatto settimane fa. &#8220;Una vita al giorno, per settimane. Ho unito puntini, incrociato informazioni, seguito tag,  guardato foto, disegnato persone. O, forse, personaggi. La crisi ha fatto chiudere l&#8217;azienda per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena cancellato il mio account in <a href="http://www.plaxo.com/" target="_blank">Plaxo</a>, perché non lo usavo ormai da mesi.</p>
<p>E mi è venuto in mente quel sogno, che ho fatto settimane fa.</p>
<p>&#8220;Una vita al giorno, per settimane. Ho unito puntini, incrociato informazioni, seguito tag,  guardato foto, disegnato persone.</p>
<p>O, forse, personaggi.</p>
<p>La crisi ha fatto chiudere l&#8217;azienda per la quale lavoravo, che avevo fondato insieme a Mark. TechCrunch aveva dedicato qualche riga al nostro necrologio, eravamo stati, io e Mark, una promessa. La START UP 2.0 DELL&#8217;ANNO!, avevano scritto blog e quotidiani locali dopo l&#8217;esplosione degli iscritti, che in quattro giorni erano passati da 27 a 12.348.</p>
<p>Ora, da un giorno all&#8217;altro, niente più soldi, niente più fondi per la manutenzione dei server, niente stipendi ai dipendenti. Ciao ragazzi, grazie per averci creduto insieme a noi.</p>
<p>Avevamo scherzato quando era successo a <a href="http://ma.gnolia.com/" target="_blank">Ma.gnolia</a>, addio all&#8217;improvviso. Ma Mark  soprattutto sembrava turbato, &#8220;Anche noi siamo fragili&#8221;,  aveva borbottato mentre prendeva la borsa e scendeva dalla macchina.</p>
<p>Ora ero rimasto io. Uffici vuoti, telefoni muti. Il giorno prima avevamo venduto su Ebay le poltrone rosse e la grande lavagna della sala riunioni. Camminavo nel silenzio.</p>
<p>Solo nella zona server sembrava esserci ancora vita.</p>
<p>Vite. Storie tratteggiate e congelate.</p>
<p>Quelle dei 275.432 utenti che avevano aperto un account con noi.</p>
<p><strong>Giorno 1</strong></p>
<p>Martha ha 24 anni e studia a Brooklyn, ha un cane, un maltese di nome Flox e tutte le mattine lo porta a passeggio a Prospect Park. Dalle foto direi che si tinge i capelli da sola. Ha caricato molti video, ma preferisco non guardarli per ora, lo farò dopo la visita del ragazzo dell&#8217;assicurazione.<br />
Verso le quattro del pomeriggio, leggendo tra i messaggi privati, ho scoperto che quando aveva 14 anni perse il padre,  in un incidente d&#8217;auto. Ne aveva parlato il giorno prima con Sarah, la sua migliore amica.  Quel giorno, esattamente 10 anni fa, per lei era cambiato tutto.</p>
<p><strong>Giorno 2</strong></p>
<p>Luis ha 39 anni e abita ad Alcalá de Henares, vicino  a Madrid.&#8221;</p>
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		<title>Personal branding, come scegliere la proprio foto per i social media</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/personal-branding-come-scegliere-la-proprio-foto-per-i-social-media/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 09:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa le ragazze della Girl Geek Dinners milanese mi hanno chiesto di parlare di identità online e personal branding, se non avete ancora visto la presentazione la trovate qui sotto. La tua Identità online da Miriam Bertoli View more presentations from Ggd Milano. Oggi sto srotolando un po&#8217; di feed e segnalo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa le ragazze della Girl Geek Dinners milanese mi hanno chiesto di parlare di identità online e personal branding, se non avete ancora visto la presentazione la trovate qui sotto.</p>
<div id="__ss_1058518" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="La tua Identità online da Miriam Bertoli" href="http://www.slideshare.net/girlgeekdinnersitalia/03-miriam-bertoli-ggd-milano200209?type=powerpoint">La tua Identità online da Miriam Bertoli</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=03_MiriamBertoli_GGDMilano200209-090223011532-phpapp01&amp;stripped_title=03-miriam-bertoli-ggd-milano200209" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=03_MiriamBertoli_GGDMilano200209-090223011532-phpapp01&amp;stripped_title=03-miriam-bertoli-ggd-milano200209" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/girlgeekdinnersitalia">Ggd Milano</a>.</div>
</div>
<p>Oggi sto srotolando un po&#8217; di feed e segnalo i consigli di Seth Godin su come <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/04/the-power-of-a-tiny-picture-how-to-improve-your-social-network-brand.html" target="_blank">scegliere la foto</a> che ci rappresenta nei social network. O più di una, importante essere riconoscibili. Consiglio lettura.</p>
<p>E&#8217; sempre per Seth Godin e foto, l&#8217;altro giorno ero in libreria con mia sorella e proprio vicino alla cassa c&#8217;era alcune copie di Tribes,  tradotto in italiano da Sperling e Kupfer, <a title="Tribù - Seth Godin" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788820046910/Tribu/Seth_Godin.html?prkw=aziendale&amp;srch=9&amp;cat1=1" target="_blank">Tribù</a>. Mi sono cercata nell&#8217;interno della copertina, dove ci sono centinaia di piccole foto che Seth raccolse circa un anno fa attraverso questo <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/05/a-chance-to-be.html" target="_blank">post</a>. Sto vicino all&#8217;asta della T, lato destro. Mia sorella, certo sorpresa, mi chiede: ma chi è questo? Un guru del marketing. Mah. Come per dire, è tutto relativo.</p>
<p>E per dire, il link sopra al titolo del libro va a LaFeltrinelli.it perché è il primo risultato su Google per &#8216;tribu seth godin&#8217; e propone una scheda fatta molto bene. Benefici indiretti di un buon posizionamento, che fa aumentare la link popularity.  Per dire.</p>
<p>Buona Pasquetta.</p>
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		<title>Gli ingredienti per il cambiamento</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/gli-ingredienti-per-il-cambiamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 11:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Sergio Maistrello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.humanitech.it/wp-uploads/2008/07/cambiamento.jpg" alt="" /></p>
<p>Via <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2008/07/22/che-ci-manca/" target="_blank">Sergio Maistrello</a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/gli-ingredienti-per-il-cambiamento/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=0&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Prima di mandare una mail, i consigli di Seth Godin</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/prima-di-mandare-una-mail-i-consigli-di-seth-godin/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 18:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Seth Godin non ne sbaglia una, nel senso che i suoi post sono sempre interessanti, mai banali. Di qualche giorno fa è un post con una bella checklist da seguire prima di mandare una mail. Riporto solo tre dei punti, ma vale una letta. Could I do this note better with a phone call? Do [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seth Godin non ne sbaglia una, nel senso che i suoi post sono sempre interessanti, mai banali. Di qualche giorno fa è un <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/06/email-checklist.html" target="_blank">post</a> con una bella checklist da seguire prima di mandare una mail.</p>
<p>Riporto solo tre dei punti, ma vale una letta.</p>
<p><strong><em>Could I do this note better with a phone call?</em></strong></p>
<p><strong><em>Do I have my contact info at the bottom? (If not, consider adding it).</em></strong></p>
<p><strong><em>Could this email be shorter?</em></strong></p>
<p><em>Update della notte</em>: ho appena visto che anche <a href="http://mestierediscrivere.splinder.com/post/17394312#17394312" target="_blank">Luisa</a> oggi ne ha scritto <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E da questa meravigliosa opera d&#8217;arte di gruppo che è il web, eccoti <a href="http://ottavotasto.blogspot.com/2008/06/email-for-dummies-translated.html" target="_blank">la traduzione in italiano della checklist</a>.</p>
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		<title>Cosa diavolo ci fai lassù???</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 22:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/colorerosso/2512563990/sizes/m/" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3184/2512563990_88c852cfa1.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
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		<title>Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/dieci-consigli-per-un-buon-colloquio-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 23:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio. giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/decaloghi/dieci-consigli-per-chi-cerca-lavoro/" target="_blank">post</a> con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.</p>
<ol>
<li><strong>giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento</strong>:  il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l&#8217;appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti,  ecc)</li>
<li><strong>arriva puntuale</strong>: non credo serva dire altro. Se per imprevisti &#8211; che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All&#8217;arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all&#8217;ora concordata</li>
<li><strong>presentati &#8220;a viso aperto&#8221;</strong>: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie)  e sorridi a chi hai di fronte. Un po&#8217; di emozione c&#8217;è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n&#8217;è troppa,  piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d&#8217;acqua</li>
<li><strong>vestiti e preparati per l&#8217;occasione</strong>: quale sia l&#8217;abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall&#8217;azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d&#8217;obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell&#8217;azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)</li>
<li><strong>metti tutto in positivo, anche le critiche</strong>: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti&#8230; Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell&#8217;esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue  possibilità di crescita. &#8220;<em>Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione</em>&#8221; suona molto meno promettente di &#8220;<em>Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità, che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.</em>&#8221; O ancora &#8220;<em>Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto</em>&#8221; dovrebbe diventare &#8220;<em>Credo che l&#8217;unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi</em>&#8220;</li>
<li><strong>tieniti pronto le risposte per le domande più classiche</strong>: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. &#8220;<em>Perché vorrebbe lavorare qui?</em>&#8220;. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. &#8220;<em>Quale è l&#8217;attività che ha gestito con meno successo e perché?</em>&#8220;</li>
<li><strong>studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale</strong>: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l&#8217;azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura</li>
<li><strong>non contraddirti</strong>: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All&#8217;interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri</li>
<li><strong>se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che &#8211; se tutto va bene &#8211; toccherà a te imparare in fretta: </strong>la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Essere brillanti e &#8216;vendersi&#8217; un po&#8217; meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova &#8211; per esempio con un breve test &#8211; o se il colloquio è l&#8217;inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti</li>
<li><strong>parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti&#8230;</strong>: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l&#8217;argomento principale dell&#8217;incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.</li>
</ol>
<p><em>Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un&#8217;esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle </em><em><a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/02/marketing-hr.html" target="_blank">Seth Godin</a></em><em>), per questo i dieci punti sono &#8216;consigli&#8217;. Ci metto un po&#8217; di buon senso e un po&#8217; di esperienza, fammi sapere se funzionano <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>In partenza per Barcellona</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/in-partenza-per-barcellona/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno di vacanza da amici nella città  che adoro. Ci sentiamo al ritorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno di vacanza da amici nella <a href="http://www.bcn.cat/castella/ehome.htm" target="_blank">città</a>  che adoro. Ci sentiamo al ritorno.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/in-partenza-per-barcellona/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=0&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>La differenza tra saper fare e saper divulgare</title>
		<link>http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/la-differenza-tra-saper-fare-e-saper-divulgare/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono professionisti veramente in gamba, che dedicano tutto il loro tempo al fare. Nella loro materia sono dei mostri sacri: preparati, affidabili, aggiornati, precisi. Portano risultati, i loro clienti sono soddisfatti, i colleghi li stimano. Però queste persone non scrivono, non partecipano, non si fanno vedere: non divulgano il loro sapere e sé stessi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono professionisti veramente in gamba, che dedicano tutto il loro tempo al <strong>fare</strong>.  Nella loro materia sono dei mostri sacri: preparati, affidabili, aggiornati, precisi. Portano risultati, i loro clienti sono soddisfatti, i colleghi li stimano.<br />
Però queste persone non scrivono, non partecipano, non si fanno vedere: non divulgano il loro sapere e sé stessi, in quanto portatori di sapere.<br />
Quando divulgano, ottengono risultati che vanno dal discreto al pessimo, non certo all&#8217;altezza della qualità di quello che fanno. Non è detto che non condividano, ma spesso lo fanno con le poche persone che hanno attorno.<br />
Il perché, varia: non sto parlando qui di chi decide di non divulgare o non lo mette tra le sue priorità. Ma di chi non ha le abilità necessarie per saper divulgare. Per esempio ha poca propensione a mettersi in mostra, è dotato di scarse abilità nella scrittura/oratorie, non raggiunge una organizzazione ottimale del suo tempo, in modo da averne a disposizione anche per divulgare.</p>
<p>Ci sono professionisti che fanno della <strong>divulgazione del sapere</strong> il loro punto di forza. Con uno spunto molto semplice riescono a costruire un articolo, un post, un intervento eccellenti. Costruiscono reti di relazioni fatte di grande stima, hanno i loro fan pronti a complimentarsi e a sostenerli ad ogni nuova pillola di sapere diffuso. Sanno conquistare con le parole, fanno gli esempi giusti, intervengono nelle discussioni al momento giusto, riescono a trasmettere con passione il loro sapere.<br />
Ma non è detto che sappiano fare.<br />
A volte, se si va a scavare, si scopre che poi mettono in pratica ciò di cui parlano con risultati scarsi o discontinui. Non dedicano al fare il tempo necessario, non hanno tenacia, sono superficiali, non sanno lavorare in gruppo o si perdono a lavorare da soli.<br />
Questi sono naturalmente i due opposti, ho tirato molto agli estremi. In mezzo ci sono professionisti che sanno fare alla grande entrambe le cose, professionisti che non sanno fare bene nessuna delle due, e poi molti che fanno bene soprattutto una o l&#8217;altra.</p>
<p>Ho la fortuna di lavorare o avere lavorato con entrambi gli opposti e con molte persone che si collocano tra i due estremi descritti qui sopra.</p>
<p>Ma penso che il saper divulgare debba sempre più entrare a far parte del saper fare. Nella divulgazione ci vedo la collaborazione. Se non condividi, non ti confronti. Se non ti confronti, come fai a continuare ad imparare?</p>
<p><em>In bocca al lupo a <a href="http://www.yoyoformazione.it/2008/01/articoli-web-marketing-yoyo.php">FradeFra che decide di scrivere solo sul suo blog</a> e grazie a <a href="http://blog.tambuweb.it/" target="_blank">Tambu</a> per avermi fatto tirare fuori dal cassetto questo post che ho in mente da tempo.</em></p>
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		<title>Consigli per una Venezia &#8220;no frills&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 17:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, da usare all&#8217;occorrenza. Se vuoi godertela, arriva a Venezia in treno. Con il treno arrivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, da usare all&#8217;occorrenza.</p>
<ol>
<li>Se vuoi godertela, <strong>arriva a Venezia in treno</strong>. Con il treno arrivi in città e non hai pensieri. Se decidi comunque di venire in macchina, sappi che i parcheggi in città sono pochi e cari. Potresti lasciarla a Mestre, ma il mio consiglio è: non complicarti la vita e vieni in treno</li>
<li>Sempre parlando di trasporti, una volta in città <strong>usa le tue gambe</strong>. Bellissime, inutilizzate per la maggior parte dell&#8217;anno, possono darti grandi soddisfazioni quando le metti alla prova per ore e ore. Quindi scarpe comode e occhi bene aperti (sia per le bellezze sorprendenti ad ogni angolo che per la poca educazione di alcuni veneziani proprietari di cani). L&#8217;alternativa sono i <a href="http://www.actv.it/" target="_blank">vaporetti</a>. Il taxi solo se sei ricco o veramente sfinito. La gondola se proprio non resisti e dici &#8216;Almeno una volta nella vita&#8230;&#8217;</li>
<li>Se non ami fare a botte con i tuoi simili o vuoi vedere la città senza fare code per ogni cosa, evita di visitare Venezia durante feste comandate, Ponti, l&#8217;apertura della Biennale e la Mostra del Cinema (avvisato!)</li>
<li>Per <strong>pranzare e cenare</strong>, evita in generale: i ristoranti attorno a Piazza San Marco, con pesce in vista. Sempre, prima di sederti chiedi di leggere un menù e verifica i prezzi, compresi servizio e coperto. Quelli buoni sono spesso imbucati e piccoli, quindi prenota. Se ce la fai, prenota passando di persona così puoi anche vedere come sono disposti i tavoli e scegliere quello che preferisci (soprattutto d&#8217;estate con i tavoli all&#8217;aperto, la posizione può fare la differenza). Di buoni ce ne sono diversi, di solito mi sbilancio a consigliarne due, perché sono quelli che mi piacciono di più: <a href="http://www.lazucca.it/" target="_blank">La Zucca</a> e <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=anice+stellato&amp;near=Venezia+(Veneto)&amp;fb=1&amp;view=text&amp;latlng=45446347,12328556,1067661170179288472#" target="_blank">L&#8217;Anice Stellato </a></li>
<li>Per altri consigli, soprattutto per dove mangiare e dormire, <strong>adotta un veneziano</strong>. Forse non ti sorprende sapere che ci sono spesso prezzi diversi per i residenti, dichiarati o concordati al momento di pagare e in base all&#8217;accento del pagante. O che spesso il turista a Venezia, in quanto essere di passaggio e disponibile in grande quantità, viene spennato oltre ogni ragionevole limite. Se tutto questo ti sorprende, occhio ai prezzi, ovunque.</li>
<li><strong>I veneziani sono affabili e disponibili</strong>. Alcuni sono esasperati dalla presenza dei turisti in ogni momento dell&#8217;anno. Se chiedi aiuto per trovare la strada, difficilmente ricevi risposte rudi. Se per farlo fermi una signora carica di borse della spesa o ti pianti in mezzo ad una calle bloccandola o ti piazzi su un ponte e contemporaneamente cerchi di fare una foto della tua morosa/del tuo moroso, occhio che volano insulti (e certe vecchiette sono tremende)</li>
<li>Per capire un po&#8217; di più della città vera, <strong>lascia perdere le mete solite</strong>, prendi una cartina e vai nelle zone più periferiche, imbucati per le callette dei sestieri di Castello e Cannaregio. Se proprio vuoi divertirti, metti via la cartina e perditi. E&#8217; incredibile quante cose si possono scoprire, sempre nuove</li>
<li>Per <strong>dormire, l&#8217;offerta è praticamente illimitata e per ogni gusto</strong>. Qui non do consigli in generale, la scelta migliore dipende molto dalle aspettative e da quanto si conosce già della città</li>
<li>Per conoscere un po&#8217; di più dei veneziani e di come vivono la loro città, <strong>visita <a href="http://www.venessia.com/" target="_blank">Venessia.com</a></strong>, un portale dal quale puoi veramente imparare qualcosa di nuovo sulla città più bella del mondo. Veramente consigliato</li>
<li>Se non è la prima volta che visiti la città, costruisciti un itinerario a tema. Due libri ispiratori sono <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=674079" target="_blank">&#8216;Venezia è un pesce&#8217;</a> di Tiziano Scarpa e <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788811665571/matvejevic-predrag/altra-venezia.html" target="_blank">&#8216;L&#8217;altra Venezia&#8217;</a> di Predrag Matvejevic</li>
</ol>
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		<title>Ci sono giorni</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 16:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui vorrei trovare Danny Sullivan in cucina che mi prepara il caffè e mentre stringe la moka, chiedergli a bruciapelo &#8220;Ma Danny, tu riesci veramente a seguire ogni giorno tutto quello che pubblicate in SearchCap, The Day In Search?&#8221; Ci sono giorni che mi ricordo quando il title si scriveva tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giorni in cui vorrei trovare Danny Sullivan in cucina che mi prepara il caffè e mentre stringe la moka, chiedergli a bruciapelo &#8220;Ma Danny, tu riesci veramente a seguire ogni giorno tutto quello che pubblicate in <a href="http://searchengineland.com/searchcap.php" target="_blank"><em>SearchCap, The Day In Search</em></a>?&#8221;</p>
<p>Ci sono giorni che mi ricordo quando il title si scriveva tutto in maiuscolo, ma a me sembrava poco elegante, allora scrivevo maiuscole solo le iniziali</p>
<p>Ci sono giorni in cui vorrei un&#8217;ora per un post, poi salto il pranzo e allora mi ricordo che nei bisogni c&#8217;è una scala di priorità, quelli digitali vengono dopo</p>
<p>Ci sono giorni in cui mi dico, ma fra dieci (?) anni saremo ancora così innocenti e spassionatamente devoti a Grande G?</p>
<p>Ci sono giorni in cui vorrei cercare un asilo e trovare nel sito del Comune la mappa con gli asili segnati e per ogni struttura tutte le informazioni necessarie, compresa la faccia delle maestre</p>
<p>Ci sono giorni in cui srotolo <strike>il blogroll</strike> l&#8217;aggregatore e vorrei cambiare paese, andarmene. Bla bla bla</p>
<p>Ci sono giorni in cui mi dico quanto sono stata fortunata e lungimirante ad appassionarmi al web, al momento giusto. Potevo finire nell&#8217;ufficio amministrativo o commerciale di un import-export, non so se rendo l&#8217;idea</p>
<p>Poi ci sono anni, in cui i giorni raccolgono sorrisi e incazzature e speranze e progetti.</p>
<p>Intanto ti faccio tanti auguri di buone feste, soprattutto di un 2008 pieno di giorni da scriverci!</p>
<p><em>(questo post è chiaramente catalogabile come &#8216;Ligabue mood&#8217;) </em></p>
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