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	<title>Miriam Bertoli &#187; Un mix</title>
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	<description>Il marketing digitale: riflessioni, consulenza, formazione. Con garbo.</description>
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		<title>Sul Glamour di questo mese per parlare di foto e social media</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 05:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Glamour di ottobre, verso pagina 220, c&#8217;è una mia breve intervista con i consigli su come scegliere la foto/le foto da usare nei nostri profili sui social media. Sono una lettrice e abbonata di Glamour da tempo immemore, quindi &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/sul-glamour-di-questo-mese-per-parlare-di-foto-e-social-media">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.style.it/" target="_blank">Glamour</a> di ottobre, verso pagina 220, c&#8217;è una mia breve intervista con i consigli su come scegliere la foto/le foto da usare nei nostri profili sui social media.</p>
<p>Sono una lettrice e abbonata di Glamour da tempo immemore, quindi per me è un grande piacere! Grazie alla giornalista Chiara Oltolini e buona lettura <img src='http://www.miriambertoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4088/5031875705_6d6a11d67f_z.jpg" alt="" width="429" height="640" /></p>
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		<title>Social media e vite raccontate. Ispirazione per un romanzo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 11:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho appena cancellato il mio account in Plaxo, perché non lo usavo ormai da mesi. E mi è venuto in mente quel sogno, che ho fatto settimane fa. &#8220;Una vita al giorno, per settimane. Ho unito puntini, incrociato informazioni, seguito &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/106">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena cancellato il mio account in <a href="http://www.plaxo.com/" target="_blank">Plaxo</a>, perché non lo usavo ormai da mesi.</p>
<p>E mi è venuto in mente quel sogno, che ho fatto settimane fa.</p>
<p>&#8220;Una vita al giorno, per settimane. Ho unito puntini, incrociato informazioni, seguito tag,  guardato foto, disegnato persone.</p>
<p>O, forse, personaggi.</p>
<p>La crisi ha fatto chiudere l&#8217;azienda per la quale lavoravo, che avevo fondato insieme a Mark. TechCrunch aveva dedicato qualche riga al nostro necrologio, eravamo stati, io e Mark, una promessa. La START UP 2.0 DELL&#8217;ANNO!, avevano scritto blog e quotidiani locali dopo l&#8217;esplosione degli iscritti, che in quattro giorni erano passati da 27 a 12.348.</p>
<p>Ora, da un giorno all&#8217;altro, niente più soldi, niente più fondi per la manutenzione dei server, niente stipendi ai dipendenti. Ciao ragazzi, grazie per averci creduto insieme a noi.</p>
<p>Avevamo scherzato quando era successo a <a href="http://ma.gnolia.com/" target="_blank">Ma.gnolia</a>, addio all&#8217;improvviso. Ma Mark  soprattutto sembrava turbato, &#8220;Anche noi siamo fragili&#8221;,  aveva borbottato mentre prendeva la borsa e scendeva dalla macchina.</p>
<p>Ora ero rimasto io. Uffici vuoti, telefoni muti. Il giorno prima avevamo venduto su Ebay le poltrone rosse e la grande lavagna della sala riunioni. Camminavo nel silenzio.</p>
<p>Solo nella zona server sembrava esserci ancora vita.</p>
<p>Vite. Storie tratteggiate e congelate.</p>
<p>Quelle dei 275.432 utenti che avevano aperto un account con noi.</p>
<p><strong>Giorno 1</strong></p>
<p>Martha ha 24 anni e studia a Brooklyn, ha un cane, un maltese di nome Flox e tutte le mattine lo porta a passeggio a Prospect Park. Dalle foto direi che si tinge i capelli da sola. Ha caricato molti video, ma preferisco non guardarli per ora, lo farò dopo la visita del ragazzo dell&#8217;assicurazione.<br />
Verso le quattro del pomeriggio, leggendo tra i messaggi privati, ho scoperto che quando aveva 14 anni perse il padre,  in un incidente d&#8217;auto. Ne aveva parlato il giorno prima con Sarah, la sua migliore amica.  Quel giorno, esattamente 10 anni fa, per lei era cambiato tutto.</p>
<p><strong>Giorno 2</strong></p>
<p>Luis ha 39 anni e abita ad Alcalá de Henares, vicino  a Madrid.&#8221;</p>
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		<title>Personal branding, come scegliere la proprio foto per i social media</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 09:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa le ragazze della Girl Geek Dinners milanese mi hanno chiesto di parlare di identità online e personal branding, se non avete ancora visto la presentazione la trovate qui sotto. La tua Identità online da Miriam Bertoli View &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/personal-branding-come-scegliere-la-proprio-foto-per-i-social-media">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa le ragazze della Girl Geek Dinners milanese mi hanno chiesto di parlare di identità online e personal branding, se non avete ancora visto la presentazione la trovate qui sotto.</p>
<div id="__ss_1058518" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="La tua Identità online da Miriam Bertoli" href="http://www.slideshare.net/girlgeekdinnersitalia/03-miriam-bertoli-ggd-milano200209?type=powerpoint">La tua Identità online da Miriam Bertoli</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=03_MiriamBertoli_GGDMilano200209-090223011532-phpapp01&amp;stripped_title=03-miriam-bertoli-ggd-milano200209" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=03_MiriamBertoli_GGDMilano200209-090223011532-phpapp01&amp;stripped_title=03-miriam-bertoli-ggd-milano200209" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/girlgeekdinnersitalia">Ggd Milano</a>.</div>
</div>
<p>Oggi sto srotolando un po&#8217; di feed e segnalo i consigli di Seth Godin su come <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/04/the-power-of-a-tiny-picture-how-to-improve-your-social-network-brand.html" target="_blank">scegliere la foto</a> che ci rappresenta nei social network. O più di una, importante essere riconoscibili. Consiglio lettura.</p>
<p>E&#8217; sempre per Seth Godin e foto, l&#8217;altro giorno ero in libreria con mia sorella e proprio vicino alla cassa c&#8217;era alcune copie di Tribes,  tradotto in italiano da Sperling e Kupfer, <a title="Tribù - Seth Godin" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788820046910/Tribu/Seth_Godin.html?prkw=aziendale&amp;srch=9&amp;cat1=1" target="_blank">Tribù</a>. Mi sono cercata nell&#8217;interno della copertina, dove ci sono centinaia di piccole foto che Seth raccolse circa un anno fa attraverso questo <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/05/a-chance-to-be.html" target="_blank">post</a>. Sto vicino all&#8217;asta della T, lato destro. Mia sorella, certo sorpresa, mi chiede: ma chi è questo? Un guru del marketing. Mah. Come per dire, è tutto relativo.</p>
<p>E per dire, il link sopra al titolo del libro va a LaFeltrinelli.it perché è il primo risultato su Google per &#8216;tribu seth godin&#8217; e propone una scheda fatta molto bene. Benefici indiretti di un buon posizionamento, che fa aumentare la link popularity.  Per dire.</p>
<p>Buona Pasquetta.</p>
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		<title>Gli ingredienti per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 11:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Sergio Maistrello Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.humanitech.it/wp-uploads/2008/07/cambiamento.jpg" alt="" /></p>
<p>Via <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2008/07/22/che-ci-manca/" target="_blank">Sergio Maistrello</a></p>
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			<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/gli-ingredienti-per-il-cambiamento"  data-text="Gli ingredienti per il cambiamento" data-count="horizontal">Tweet</a>
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		<title>Prima di mandare una mail, i consigli di Seth Godin</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 18:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Seth Godin non ne sbaglia una, nel senso che i suoi post sono sempre interessanti, mai banali. Di qualche giorno fa è un post con una bella checklist da seguire prima di mandare una mail. Riporto solo tre dei punti, &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/prima-di-mandare-una-mail-i-consigli-di-seth-godin">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seth Godin non ne sbaglia una, nel senso che i suoi post sono sempre interessanti, mai banali. Di qualche giorno fa è un <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/06/email-checklist.html" target="_blank">post</a> con una bella checklist da seguire prima di mandare una mail.</p>
<p>Riporto solo tre dei punti, ma vale una letta.</p>
<p><strong><em>Could I do this note better with a phone call?</em></strong></p>
<p><strong><em>Do I have my contact info at the bottom? (If not, consider adding it).</em></strong></p>
<p><strong><em>Could this email be shorter?</em></strong></p>
<p><em>Update della notte</em>: ho appena visto che anche <a href="http://mestierediscrivere.splinder.com/post/17394312#17394312" target="_blank">Luisa</a> oggi ne ha scritto <img src='http://www.miriambertoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E da questa meravigliosa opera d&#8217;arte di gruppo che è il web, eccoti <a href="http://ottavotasto.blogspot.com/2008/06/email-for-dummies-translated.html" target="_blank">la traduzione in italiano della checklist</a>.</p>
<div class="bottomcontainerBox" style="">
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			<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/prima-di-mandare-una-mail-i-consigli-di-seth-godin"  data-text="Prima di mandare una mail, i consigli di Seth Godin" data-count="horizontal">Tweet</a>
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		<title>Cosa diavolo ci fai lassù???</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 22:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/colorerosso/2512563990/sizes/m/" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3184/2512563990_88c852cfa1.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
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		<title>Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 23:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio. giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/dieci-consigli-per-un-buon-colloquio-di-lavoro">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/decaloghi/dieci-consigli-per-chi-cerca-lavoro/" target="_blank">post</a> con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.</p>
<ol>
<li><strong>giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento</strong>:  il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l&#8217;appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti,  ecc)</li>
<li><strong>arriva puntuale</strong>: non credo serva dire altro. Se per imprevisti &#8211; che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto <img src='http://www.miriambertoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All&#8217;arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all&#8217;ora concordata</li>
<li><strong>presentati &#8220;a viso aperto&#8221;</strong>: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie)  e sorridi a chi hai di fronte. Un po&#8217; di emozione c&#8217;è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n&#8217;è troppa,  piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d&#8217;acqua</li>
<li><strong>vestiti e preparati per l&#8217;occasione</strong>: quale sia l&#8217;abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall&#8217;azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d&#8217;obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell&#8217;azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)</li>
<li><strong>metti tutto in positivo, anche le critiche</strong>: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti&#8230; Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell&#8217;esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue  possibilità di crescita. &#8220;<em>Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione</em>&#8221; suona molto meno promettente di &#8220;<em>Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità, che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.</em>&#8221; O ancora &#8220;<em>Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto</em>&#8221; dovrebbe diventare &#8220;<em>Credo che l&#8217;unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi</em>&#8220;</li>
<li><strong>tieniti pronto le risposte per le domande più classiche</strong>: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. &#8220;<em>Perché vorrebbe lavorare qui?</em>&#8220;. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. &#8220;<em>Quale è l&#8217;attività che ha gestito con meno successo e perché?</em>&#8220;</li>
<li><strong>studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale</strong>: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l&#8217;azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura</li>
<li><strong>non contraddirti</strong>: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All&#8217;interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri</li>
<li><strong>se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che &#8211; se tutto va bene &#8211; toccherà a te imparare in fretta: </strong>la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Essere brillanti e &#8216;vendersi&#8217; un po&#8217; meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova &#8211; per esempio con un breve test &#8211; o se il colloquio è l&#8217;inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti</li>
<li><strong>parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti&#8230;</strong>: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l&#8217;argomento principale dell&#8217;incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.</li>
</ol>
<p><em>Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un&#8217;esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle </em><em><a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/02/marketing-hr.html" target="_blank">Seth Godin</a></em><em>), per questo i dieci punti sono &#8216;consigli&#8217;. Ci metto un po&#8217; di buon senso e un po&#8217; di esperienza, fammi sapere se funzionano <img src='http://www.miriambertoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>In partenza per Barcellona</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno di vacanza da amici nella città  che adoro. Ci sentiamo al ritorno. Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno di vacanza da amici nella <a href="http://www.bcn.cat/castella/ehome.htm" target="_blank">città</a>  che adoro. Ci sentiamo al ritorno.</p>
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		<title>La differenza tra saper fare e saper divulgare</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono professionisti veramente in gamba, che dedicano tutto il loro tempo al fare. Nella loro materia sono dei mostri sacri: preparati, affidabili, aggiornati, precisi. Portano risultati, i loro clienti sono soddisfatti, i colleghi li stimano. Però queste persone non &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/la-differenza-tra-saper-fare-e-saper-divulgare">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono professionisti veramente in gamba, che dedicano tutto il loro tempo al <strong>fare</strong>.  Nella loro materia sono dei mostri sacri: preparati, affidabili, aggiornati, precisi. Portano risultati, i loro clienti sono soddisfatti, i colleghi li stimano.<br />
Però queste persone non scrivono, non partecipano, non si fanno vedere: non divulgano il loro sapere e sé stessi, in quanto portatori di sapere.<br />
Quando divulgano, ottengono risultati che vanno dal discreto al pessimo, non certo all&#8217;altezza della qualità di quello che fanno. Non è detto che non condividano, ma spesso lo fanno con le poche persone che hanno attorno.<br />
Il perché, varia: non sto parlando qui di chi decide di non divulgare o non lo mette tra le sue priorità. Ma di chi non ha le abilità necessarie per saper divulgare. Per esempio ha poca propensione a mettersi in mostra, è dotato di scarse abilità nella scrittura/oratorie, non raggiunge una organizzazione ottimale del suo tempo, in modo da averne a disposizione anche per divulgare.</p>
<p>Ci sono professionisti che fanno della <strong>divulgazione del sapere</strong> il loro punto di forza. Con uno spunto molto semplice riescono a costruire un articolo, un post, un intervento eccellenti. Costruiscono reti di relazioni fatte di grande stima, hanno i loro fan pronti a complimentarsi e a sostenerli ad ogni nuova pillola di sapere diffuso. Sanno conquistare con le parole, fanno gli esempi giusti, intervengono nelle discussioni al momento giusto, riescono a trasmettere con passione il loro sapere.<br />
Ma non è detto che sappiano fare.<br />
A volte, se si va a scavare, si scopre che poi mettono in pratica ciò di cui parlano con risultati scarsi o discontinui. Non dedicano al fare il tempo necessario, non hanno tenacia, sono superficiali, non sanno lavorare in gruppo o si perdono a lavorare da soli.<br />
Questi sono naturalmente i due opposti, ho tirato molto agli estremi. In mezzo ci sono professionisti che sanno fare alla grande entrambe le cose, professionisti che non sanno fare bene nessuna delle due, e poi molti che fanno bene soprattutto una o l&#8217;altra.</p>
<p>Ho la fortuna di lavorare o avere lavorato con entrambi gli opposti e con molte persone che si collocano tra i due estremi descritti qui sopra.</p>
<p>Ma penso che il saper divulgare debba sempre più entrare a far parte del saper fare. Nella divulgazione ci vedo la collaborazione. Se non condividi, non ti confronti. Se non ti confronti, come fai a continuare ad imparare?</p>
<p><em>In bocca al lupo a <a href="http://www.yoyoformazione.it/2008/01/articoli-web-marketing-yoyo.php">FradeFra che decide di scrivere solo sul suo blog</a> e grazie a <a href="http://blog.tambuweb.it/" target="_blank">Tambu</a> per avermi fatto tirare fuori dal cassetto questo post che ho in mente da tempo.</em></p>
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		<title>Consigli per una Venezia &#8220;no frills&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 17:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, &#8230; <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/un-mix/consigli-per-una-venezia-no-frills">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, da usare all&#8217;occorrenza.</p>
<ol>
<li>Se vuoi godertela, <strong>arriva a Venezia in treno</strong>. Con il treno arrivi in città e non hai pensieri. Se decidi comunque di venire in macchina, sappi che i parcheggi in città sono pochi e cari. Potresti lasciarla a Mestre, ma il mio consiglio è: non complicarti la vita e vieni in treno</li>
<li>Sempre parlando di trasporti, una volta in città <strong>usa le tue gambe</strong>. Bellissime, inutilizzate per la maggior parte dell&#8217;anno, possono darti grandi soddisfazioni quando le metti alla prova per ore e ore. Quindi scarpe comode e occhi bene aperti (sia per le bellezze sorprendenti ad ogni angolo che per la poca educazione di alcuni veneziani proprietari di cani). L&#8217;alternativa sono i <a href="http://www.actv.it/" target="_blank">vaporetti</a>. Il taxi solo se sei ricco o veramente sfinito. La gondola se proprio non resisti e dici &#8216;Almeno una volta nella vita&#8230;&#8217;</li>
<li>Se non ami fare a botte con i tuoi simili o vuoi vedere la città senza fare code per ogni cosa, evita di visitare Venezia durante feste comandate, Ponti, l&#8217;apertura della Biennale e la Mostra del Cinema (avvisato!)</li>
<li>Per <strong>pranzare e cenare</strong>, evita in generale: i ristoranti attorno a Piazza San Marco, con pesce in vista. Sempre, prima di sederti chiedi di leggere un menù e verifica i prezzi, compresi servizio e coperto. Quelli buoni sono spesso imbucati e piccoli, quindi prenota. Se ce la fai, prenota passando di persona così puoi anche vedere come sono disposti i tavoli e scegliere quello che preferisci (soprattutto d&#8217;estate con i tavoli all&#8217;aperto, la posizione può fare la differenza). Di buoni ce ne sono diversi, di solito mi sbilancio a consigliarne due, perché sono quelli che mi piacciono di più: <a href="http://www.lazucca.it/" target="_blank">La Zucca</a> e <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=anice+stellato&amp;near=Venezia+(Veneto)&amp;fb=1&amp;view=text&amp;latlng=45446347,12328556,1067661170179288472#" target="_blank">L&#8217;Anice Stellato </a></li>
<li>Per altri consigli, soprattutto per dove mangiare e dormire, <strong>adotta un veneziano</strong>. Forse non ti sorprende sapere che ci sono spesso prezzi diversi per i residenti, dichiarati o concordati al momento di pagare e in base all&#8217;accento del pagante. O che spesso il turista a Venezia, in quanto essere di passaggio e disponibile in grande quantità, viene spennato oltre ogni ragionevole limite. Se tutto questo ti sorprende, occhio ai prezzi, ovunque.</li>
<li><strong>I veneziani sono affabili e disponibili</strong>. Alcuni sono esasperati dalla presenza dei turisti in ogni momento dell&#8217;anno. Se chiedi aiuto per trovare la strada, difficilmente ricevi risposte rudi. Se per farlo fermi una signora carica di borse della spesa o ti pianti in mezzo ad una calle bloccandola o ti piazzi su un ponte e contemporaneamente cerchi di fare una foto della tua morosa/del tuo moroso, occhio che volano insulti (e certe vecchiette sono tremende)</li>
<li>Per capire un po&#8217; di più della città vera, <strong>lascia perdere le mete solite</strong>, prendi una cartina e vai nelle zone più periferiche, imbucati per le callette dei sestieri di Castello e Cannaregio. Se proprio vuoi divertirti, metti via la cartina e perditi. E&#8217; incredibile quante cose si possono scoprire, sempre nuove</li>
<li>Per <strong>dormire, l&#8217;offerta è praticamente illimitata e per ogni gusto</strong>. Qui non do consigli in generale, la scelta migliore dipende molto dalle aspettative e da quanto si conosce già della città</li>
<li>Per conoscere un po&#8217; di più dei veneziani e di come vivono la loro città, <strong>visita <a href="http://www.venessia.com/" target="_blank">Venessia.com</a></strong>, un portale dal quale puoi veramente imparare qualcosa di nuovo sulla città più bella del mondo. Veramente consigliato</li>
<li>Se non è la prima volta che visiti la città, costruisciti un itinerario a tema. Due libri ispiratori sono <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=674079" target="_blank">&#8216;Venezia è un pesce&#8217;</a> di Tiziano Scarpa e <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788811665571/matvejevic-predrag/altra-venezia.html" target="_blank">&#8216;L&#8217;altra Venezia&#8217;</a> di Predrag Matvejevic</li>
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