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Search Engine Strategies Milano rimandato da fine maggio a data da definirsi

Mercoledì 2 Aprile 2008

Volevo pubblicare questo post qulche giorno fa, poi mi sono trattenuta perché ho pensato che sparare addosso all’unico evento interamente dedicato al search marketing in Italia alla fine non faccia bene a chi di search marketing si occupa. Ma credo anche che parlarne possa servire a migliorare.

Lascio l’analisi al post di Marco (poi basta link che è il secondo di fila! :) ) e al commento di Mauro allo stesso post, dico solo che ho chiesto informazioni per l’SMX di Madrid a fine maggio - organizzato per la Spagna e l’America Latina da OME - e mi hanno risposto nel giro di mezz’ora, con gentilezza e competenza.

Invece se provi a segnalare a Incisive - organizzatori del SES - che le traduzioni del sito in italiano fanno RI-DE-RE - un assaggio, corsivo mio “La sponsorizzazione di incontri tra operatori prevede l’opportunità di ospitare in veste di anfitrioni UNO tra i seguenti:” - secondo te qualcuno si scomoda a sistemarle? Che credibilità può avere l’evento se presentato così?

Poi ognuno fa la parte che è incaricato di fare - certo criticare è facile, ma per avanzare certe critiche non serve essere delle serpi, sono veramente mancanze palesi - e per l’ottima riuscita dell’evento dovrebbe farla bene.

Ecco, auspico che l’edizione del SES Milano 2008 sia un successo e che veramente il posticipo serva a riunire le forze per arrivare a un bell’evento che dia l’immagine di un settore che va a gonfie vele, anche in Italia.

Search Engine Strategies New York 2008, 2-3-4

Venerdì 21 Marzo 2008

Insomma ho interrotto le trasmissioni da New York al giorno 1 e le riprendo ora, al rientro. In verità sono continuate sul blog TSW. Le giornate quest’anno sono state più piene del solito, con il lavoro e qualche bella cena ad attenderci a fine giornata, di New York abbiamo visto veramente poco e la carta di credito bloccata (grazie ad una geniale idea dell’hotel che non linko ma recensirò con veleno) non mi ha permesso di scatenarmi con lo shopping!

Ma parliamo del SES. Credo che per l’edizione di New York gli organizzatori abbiano fatto una scelta molto intelligente: sessioni di scenario e keynote (raddoppiato il terzo giorno con Gordon McLeod, presidente del The Wall Street Journal Digital Network e quel “sottile” provocatore Jason Calacanis, fondatore di Mahalo.com) + molte sessioni di base e poco tecniche per chi si sta avvicinando a questo settore o comunque non ne conosce tutte le componenti. E poi relazioni - ogni sera drink, cene e aperitivi, nel caso non ci si fosse parlati durante il giorno - e molta attenzione a Universal Search e social media optimization.

Mi è piaciuta la sessione su widget e gadget (soprannominati per l’occasione wadget; o ’stuff in a rectangle’) e Google con i suoi Google Gadgets e i Gadget Ads come prevedibile ha monopolizzato la discussione. Interessante, non lo sapevo, Google fornisce una directory di sviluppatori specializzati in Gadget Ads, fai un giro se non sai che cosa sono i gadget o se cerchi ispirazione per svilupparne uno.

Affluenza record alle sessioni sulla web analytics, sia generali che di prodotti specifici. Sarà merito del potere di divulgazione di Google Analytics o necessità, davanti ad investimenti in crescita, è certo che se fino allo scorso anno questo tema era seguito da pochi, ora interessa una platea vasta e in crescita. Certamente, come dice Avinash, la web analytics è destinata a cambiare moltissimo nel prossimo anno e mezzo: tanto per citare uno dei fenomeni che attivano questo cambiamento, ora ci concentriamo sul sito, ma sempre di più i contenuti escono dal sito (vedi i gadget di cui sopra) e le azioni di conversione possono essere compiute sulla pagina del motore (per esempio con la possibilità di vedere alcuni video direttamente sulla SERP in Google.com o il reperimento del numero di telefono di un ristorante grazie alle mappe tra i risultati, senza andare sul sito).

E il motore diventa punto di arrivo della ricerca, non più passaggio verso. Pensiamoci.

Ma anche i motori cambiano finalmente, dopo anni di elenchi di link blu. Se vincerà il modello Universal Search + personalizzazione alla Google, quello umano di Mahalo o quello dei rich abstracts ottenuto grazie all’adozione diffusa di standard condivisi disegnata da Andrew Tomkins di Yahoo! o, ancora, quello proposto da una start-up geniale che nascerà domani [condizione necessaria: start-up che Google non riuscirà a comprarsi] lo vedremo in corso d’opera.

Ho notato con un po’ di sorpresa il calo di presenze rispetto agli anni scorsi di colleghi di aziende o professionisti in-house italiani, quando il trend di crescita del settore dovrebbe invece specchiarsi in un aumento dei connazionali presenti.

Concordo con Marco quando dice che l’assenza di Danny Sullivan si è sentita ma neanche troppo, di certo non ha compromesso la riuscita dell’evento. Buona edizione!

Search Engine Strategies New York 2008, 1

Martedì 18 Marzo 2008

Starbucks breakfast

Sun!

freezing air

Green, green shamrocks everywhere, it’s Saint Patrick’s day!

Hilton hotel.

Badge, SES bag

Session 1, new customer, Future Now, Inc (see blog)

Livingrooms are different: participants, not recipients

we are all connected

experience vs. advertising

spontaneous/humanistic/methodical/competitive

scent
of information

from sales function to attention function

TEA

Lucia, Avinash, John, Marco

Session 2, viral campaigns

content (you/your customers)

free, give away products or services

exclusive

microsites vs. corporate sites

the new, now

the network economy is a culture

browse –> search –>share

humans = social animals

- Telefonata in ufficio -

LUNCH. lunch? food? mmmm

Session 3, web analytics, success

room-full!!

entire-user-experience

not-just-traffic

So I think maybe we could call it ‘ONLINE EXPERIENCE ANALYTICS’? Avinash says yes, it could be

Avinash –> PPC

Integrate or die

Measure bounce rate

Go beyond ego bidding

Experiment or go home!

analytics _ action

segment

test, test, test

value proposition

24-36 months –> WA will change (data collection will be different)

AFTERNOON BREAK

Vertical search = service
structured, organized data
human_powered_search_engines_are_here_to_stay

Drinks

SEMPO Reception (Beer)

Crazy Russian Hairdresser

Indian Restaurant

Hotel, laptop

E-mails, work

Blog, posts, this one and this_one.

A volte succede: social pacco

Domenica 2 Dicembre 2007

Sto lavorando tanto. TANTO. E poi, il resto delle cose che uno normalmente dovrebbe fare nella vita, tanto per dire?

Dovevo essere il prossimo fine settimana al Convegno del Forum GT a Firenze, per parlare di web analytics e scrittura per i motori.

Lo scorso anno è andata benissimo, mi sono divertita e ho imparato molto. Quindi, all’invito di Giorgio molte settimane fa ho detto subito sì con entusiasmo.

Ma a volte succede. Alla fine non ci potrò essere. Odio tirare pacchi, soprattutto all’ultimo e soprattutto quando so che le persone contano su di me. (Lo so che non mi credi Salvatore!)

Ma tant’è. A parlare di web analytics ci sarà il mio collega Enrico, in bocca al lupo Indio! :)

Buon divertimento se ci vai, alla prossima.

Vibrazioni IAB Forum

Giovedì 8 Novembre 2007

Partiamo dal business, direi bene. Anzi, molto bene. Lo speech su search marketing e test utenti con eye tracking sarà disponibile tra pochi giorni dal blog TSW, come sempre. E adesso, a lavorare! Ho come l’impressione che le prossime settimane saranno intense, ma mooolto intense… (Toh, che novità).

Persone
Le più belle conversazioni le ho avute con ‘amici di blog’ e affini. Insomma non linko e non faccio elenchi, ma se stai leggendo e sai che parlo di te, grazie per le idee e la compagnia.

Schizofrenia
Soprattutto durante il primo giorno ho avuto la sensazione che i contenuti di mattina e pomeriggio viaggiassero su due binari diversi. Ma allora ’sti utenti li coinvolgiamo in ammalianti ed aperte conversazioni - e siamo tutti d’accordo, mi pare - o li stordiamo di banner? Li rispettiamo o li intortiamo con un po’ di fuffa ben accomodata? Non solamente uno e non solamente l’altro. Gianluca unisce qui altre riflessioni sull’argomento. E allora, che si fa?

Energia
“Conversations for their own sake”, “No dead ends”, “Honor the conversation”. David Weinberger lo ascolterei da capo, in questo momento. Evviva i pensatori come lui, sono energia per la mente. Thanks for your inspiring speech, Mr. Weinberger. Your words are spring blossoms, keep on guiding us through the smell of new flowers!

Gadget
Il premio per i gadget quest’anno va a Yahoo! E ci metterei anche quello per lo stand. Accogliente e ben fornito per libagioni in compagnia :)

Che cosa me ne farò delle poltroncine? E dei cosini per pulire il monitor? Sinceramente, non lo so. Ma sono viola e mi piacciono. Per ora le poltrone le ho messe sul Ponte delle Guglie, pronte per sedersi lì, ascoltare vibrazioni e fare due parole nella pace veneziana. Ma, detto tra noi, vorrei che tutti i servizi e prodotti Yahoo! fossero così ben pensati ;)

E per finire, la parola di questi due giorni è… non lo so, questa volta non lo so :) L’anno scorso il tormentone era web2.0. “Cosa bevi?” “Un web2.0 macchiato, grazie”. Quest’anno non saprei indicare un tema prevalente, credo sia un buon segno.

IAB Forum 2007

Venerdì 2 Novembre 2007

Se lo scorso anno è stato un successo, l’appuntamento della prossima settimana secondo me diventerà una ‘pietra miliare’ negli eventi dedicati al marketing digitale in Italia. Perché è il marketing digitale che comincia veramente a trovare spazi, budget e attenzione.

L’organizzazione - almeno per quanto posso vedere da speaker - è precisa e molto attenta. Il programma e i partecipanti alle tavole rotonde delle due mattine sono di ottimo livello, con un mix di presenze istituzionali, aziendali e… David Weinberger, che non ha bisogno di presentazioni.

Ci si vede lì.

Il filo di Google

Giovedì 9 Agosto 2007

Ci sono alcune cose che mi stanno interessando in queste settimane, che sto imparando o che seguo per capire che lavoro farò tra un paio d’anni… E puntualmente, in un post, una notizia, un cip su Twitter leggo che Google ci sta lavorando.

- I microformati, che Andrea ha usato per alcune informazioni personali in questo blog. In pratica, nel codice delle pagine inserisco delle informazioni, usando dei marcatori condivisi (etichetto i contenuti, credo si possa spiegare così). Non cambio l’aspetto finale della pagina, ma se tutti convenzionalmente decidiamo di anteporre “tel” alla parte di codice che precede i numeri di telefono, stiamo dando uniformità alle informazioni presenti sul web, rendendolo comunque più fruibile. (che brivido di spiegazione, eh, esperto programmatore che stai leggendo. Come prendere un tamarro da spiaggia e fargli spiegare cos’è La Divina Commedia). Comunque. Leggo che da fine luglio Google Maps supporta il microformato hCard - per le informazioni sui contatti come URL personali, indirizzi, IM, ecc. C’è da scommetterci che contribuirà non poco alla loro diffusione.

- Il ‘destino’ delle notizie, dal momento in cui il giornalista le pubblica. Con la carta stampata, la notizia viene pubblicata, l’idea è fissata, si può rettificare a posteriori (giornalisti), commentare a voce (giornalisti e non), riprendere e discutere in altri articoli (solitamente giornalisti). Passando all’online, chiunque può prenderla e commentarla, ampliarla, completarla. Ma è probabile che nella maggior parte dei casi la news rivista non abbia la diffusione dell’articolo originale. Il 7 agosto Google News ha annunciato di voler aprire in via sperimentale i commenti alle news in home page. Ma quali commenti?

“We’ll be trying out a mechanism for publishing comments from a special subset of readers: those people or organizations who were actual participants in the story in question. Our long-term vision is that any participant will be able to send in their comments, and we’ll show them next to the articles about the story. Comments will be published in full, without any edits, but marked as “comments” so readers know it’s the individual’s perspective, rather than part of a journalist’s report. “

Insomma, se Google riprende la notizia dalla fonte X (e già qui ci sono due passaggi non da poco, soprattutto per il panorama italiano; la prima è che la fonte X abbia una presenza online; la seconda, che Google fa da notiziario con notizie non proprie, nel senso tradizionale del termine) e io vengo citata, posso commentare con il mio punto di vista. Se il giornalista sta dando una versione parziale, posso completarla. Se voglio aggiungere elementi utili per i lettori, posso farlo. Quindi, dopo la pubblicazione, la notizia viene impacchettata in Google News, poi di nuovo scartata per essere rivista, confutata, ampliata. Mi sembra dirompente.

- A completare questa visione del mio micromondo online così Googlecentrico, ieri via Read/WriteWeb ho trovato questo video, in cui Eric Schmidt, CEO di Google, rispondendo ad una domanda dal pubblico al Seoul Digital Forum, definisce il Web 3.0. Da vedere.

Questo per dire, credo che fra un paio d’anni non penseremo più al search marketing come lo vediamo oggi, perché la ricerca di informazioni (e notizie) e i motori di ricerca stessi non saranno la stessa cosa. Cool!

PS, bigliettino sul frigo: Scrivo questo post in preda ad un’insolita ansia da prestazione, l’accoglienza che avete riservato al nuovo Colore Rosso mi ha praticamente imbarazzato! :)