Archivio della Categoria 'Riflessioni'

Social media e vite raccontate. Ispirazione per un romanzo

domenica 24 maggio 2009

Ho appena cancellato il mio account in Plaxo, perché non lo usavo ormai da mesi.

E mi è venuto in mente quel sogno, che ho fatto settimane fa.

“Una vita al giorno, per settimane. Ho unito puntini, incrociato informazioni, seguito tag,  guardato foto, disegnato persone.

O, forse, personaggi.

La crisi ha fatto chiudere l’azienda per la quale lavoravo, che avevo fondato insieme a Mark. TechCrunch aveva dedicato qualche riga al nostro necrologio, eravamo stati, io e Mark, una promessa. La START UP 2.0 DELL’ANNO!, avevano scritto blog e quotidiani locali dopo l’esplosione degli iscritti, che in quattro giorni erano passati da 27 a 12.348.

Ora, da un giorno all’altro, niente più soldi, niente più fondi per la manutenzione dei server, niente stipendi ai dipendenti. Ciao ragazzi, grazie per averci creduto insieme a noi.

Avevamo scherzato quando era successo a Ma.gnolia, addio all’improvviso. Ma Mark  soprattutto sembrava turbato, “Anche noi siamo fragili”,  aveva borbottato mentre prendeva la borsa e scendeva dalla macchina.

Ora ero rimasto io. Uffici vuoti, telefoni muti. Il giorno prima avevamo venduto su Ebay le poltrone rosse e la grande lavagna della sala riunioni. Camminavo nel silenzio.

Solo nella zona server sembrava esserci ancora vita.

Vite. Storie tratteggiate e congelate.

Quelle dei 275.432 utenti che avevano aperto un account con noi.

Giorno 1

Martha ha 24 anni e studia a Brooklyn, ha un cane, un maltese di nome Flox e tutte le mattine lo porta a passeggio a Prospect Park. Dalle foto direi che si tinge i capelli da sola. Ha caricato molti video, ma preferisco non guardarli per ora, lo farò dopo la visita del ragazzo dell’assicurazione.
Verso le quattro del pomeriggio, leggendo tra i messaggi privati, ho scoperto che quando aveva 14 anni perse il padre,  in un incidente d’auto. Ne aveva parlato il giorno prima con Sarah, la sua migliore amica.  Quel giorno, esattamente 10 anni fa, per lei era cambiato tutto.

Giorno 2

Luis ha 39 anni e abita ad Alcalá de Henares, vicino  a Madrid.”

Personal branding, come scegliere la proprio foto per i social media

lunedì 13 aprile 2009

Qualche settimana fa le ragazze della Girl Geek Dinners milanese mi hanno chiesto di parlare di identità online e personal branding, se non avete ancora visto la presentazione la trovate qui sotto.

Oggi sto srotolando un po’ di feed e segnalo i consigli di Seth Godin su come scegliere la foto che ci rappresenta nei social network. O più di una, importante essere riconoscibili. Consiglio lettura.

E’ sempre per Seth Godin e foto, l’altro giorno ero in libreria con mia sorella e proprio vicino alla cassa c’era alcune copie di Tribes,  tradotto in italiano da Sperling e Kupfer, Tribù. Mi sono cercata nell’interno della copertina, dove ci sono centinaia di piccole foto che Seth raccolse circa un anno fa attraverso questo post. Sto vicino all’asta della T, lato destro. Mia sorella, certo sorpresa, mi chiede: ma chi è questo? Un guru del marketing. Mah. Come per dire, è tutto relativo.

E per dire, il link sopra al titolo del libro va a LaFeltrinelli.it perché è il primo risultato su Google per ‘tribu seth godin’ e propone una scheda fatta molto bene. Benefici indiretti di un buon posizionamento, che fa aumentare la link popularity.  Per dire.

Buona Pasquetta.

Chi l’ha detto che la pubblicità in TV non funziona?

martedì 6 gennaio 2009

Stamattina mia figlia era piuttosto contrariata perché nella calza della Befana non c’erano i tic tac

Per questo 2009…

venerdì 2 gennaio 2009

Buoni propositi, scritti. Tanto per renderli più buoni e meno propositi li ho scritti sul libro che raccoglie l’ultima lezione di Randy Pausch.

L’augurio che ti faccio - considerando che l’anno appena aperto viene da più parti descritto come un anno non proprio semplice e positivo, diciamo così - è quello di essere veloce e flessibile.

E di avere tanta energia, che serve sempre! :)

Traduzioni all’italiana: “to engage” e il libro di Carr

sabato 20 settembre 2008

Mi è capitato diverse settimane fa durante un seminario 2.0 yeah di sentir tradotto il verbo “to engage” con il nostrano “ingaggiare”.

Alla voce ‘ingaggiare‘ sul De Mauro online troviamo

v.tr.
1 CO assumere alle proprie dipendenze con un contratto e dietro compenso: i. degli operai, i. una guida per la spedizione; i. un attore, un artista, scritturarlo | assoldare: i. truppe mercenarie
2a TS mar., arruolare per equipaggiare una nave: i. marittimi, i. un equipaggio
2b TS sport, impegnare per un dato periodo di tempo in una squadra o in una società sportiva: i. un calciatore, i. un atleta
3 CO provocare, cominciare: i. battaglia, i. una discussione, una lite con qcn.
4 OB dare in pegno

Ogni volta che sento il verbo “ingaggiare” mi ricordo di quando mi sono capitati in mano – a scopo consiglio per traduzione in spagnolo – due contratti di giocatori di serie A.

Forse meglio se lo traduciamo con “coinvolgere”. Oppure?

Ah, a proposito di traduzioni. Da Mantellini ho lette della traduzione del titolo del libro di Nicholas Carr “The Big Switch: Rewiring the World, from Edison to Google. Carr nel libro – omaggio ricevuto durante l’ultimo Search Engine Strategies di New York – fa un’analisi delle trasformazioni economiche e sociali introdotte dalla produzione centralizzata di energia elettrica e le mette in parallelo con quelle possibili, e in parte già in atto, grazie all’aumento dei servizi disponibili in rete (invece che installati sul proprio pc) e soprattutto alla concentrazione della potenza di calcolo all’esterno delle aziende invece che all’interno (aka “cloud computing”). Nella seconda parte del testo mette in luce i rischi di questa concentrazione, passando dal controllo dell’accesso da parte di poche aziende private, ai problemi legati alla privacy.

La traduzione in italiano? “Il lato oscuro della rete. Liberta’, sicurezza, privacy”. Robe da matti.

Il nuovo marketing per un mondo migliore?

domenica 24 agosto 2008

Le aziende devono partecipare, conversare, condividere, dialogare. E’ il nuovo marketing, baby. O il societing (io non l’ho ancora letto, consiglio Mauro per una buona recensione in tre parti).

La Rete, per le sue caratteristiche congenite e gli strumenti che mette a disposizione, è il territorio ideale.

In Rete le bugie hanno le gambe corte. Non funziona mentire. Siate trasparenti.

Ma allora:

1) il nuovo marketing contribuirà a rendere il mondo un posto migliore

oppure

2) vincerà chi sa mentire meglio?

(La lettura sotto l’ombrellone quest’anno è stata ‘Internet P.R. Il dialogo in Rete tra aziende e consumatori‘ di Marco Massarotto, che consiglio anche a chi non ci troverà tantissime nozioni nuove. Ma Marco ha seminato tra le pagine di un libro piacevole da leggere molte riflessioni saggie, utili a tutti).

Gli ingredienti per il cambiamento

domenica 17 agosto 2008

Via Sergio Maistrello

Editori e motori di ricerca, prove di convivenza

mercoledì 9 luglio 2008

Leggo su Pubblicità Italia che il quotidiano La Repubblica, dopo aver aperto gli archivi pochi mesi fa, adesso li rende disponibili ai motori di ricerca. Secondo l’articolo, anche La Repubblica sceglie di aderire allo standard ACAP, un robots.txt avanzato e fortemente voluto dagli editori per regolare i rapporti con i motori di ricerca.

Che per ora dicono: grazie, ma il robots.txt per noi è sufficiente.

Sull’argomento:

Il sito dell’ACAP, da cui la presentazione e finalità del protocollo

“ACAP (Automated Content Access Protocol) is a non-proprietary, global permissions tool that puts content owners in control of their online content in a way that is conducive to developing new online business models, putting new, high-quality content on the net and to maximizing the benefits of the relationship with search engines.”

Un elenco aggiornato delle testate che hanno segnalato ad ACAP la loro adesione allo standard.

La notizia del rifiuto di Google ad applicare lo standard previsto dall’ACAP. (12 marzo 2008)

La risposta di Gavin O’ Reilly, presidente della World Association of Newspapers a Rob Jonas, head of media and publishing partnerships for Europe di Google. (13 marzo 2008)

E tu che ne pensi? Stai dalla parte di Google o da quella degli editori?

PS: Grazie a Mauro di Tesionline che mi ha segnalato la notizia.

Ognuno ha il sindaco che si merita :)

martedì 10 giugno 2008

E il migliore ce l’abbiamo noi!

Nel manifesto della nuova campagna per la promozione dell’Acqua Veritas – ovvero l’acqua di rubinetto, comunemente chiamata acqua del sindaco – il sindaco di Venezia Massimo Cacciari fa la parte del testimonial. Il messaggio di fondo è “Bevete l’acqua di rubinetto, non quella in bottiglia” ma il testimonial d’eccezione rende la campagna tutt’altro che noiosa. :)

L\'acqua del sindaco Cacciari.

In volo verso Madrid

lunedì 19 maggio 2008

In volo distribuivano i quotidiani. Ho chiesto El País. L’accoglienza della prima pagina è stata:

- fotona di Napoli sommersa di rifiuti, una montagna

- intervista allarmata/allarmante all’eurodeputata ungherese inviata dal Parlamento Europeo per analizzare le condizioni delle comunità Rom in Italia.

Ora, magari il dentino un po’ avvelenato dal risultato elettorale e dai colpi di fioretto dei Ministri dei giorni scorsi da queste parti c’è. Ma è bello sapere che non ci facciamo mancare niente. Due pezzi in prima pagina. Meritati, non c’è che dire.

Comunque. Sono qui per l’SMX, con grandi aspettative. Domani mattina intervengono Danny Sullivan e Rand Fishkin. Ma sono curiosa soprattutto di vedere le dimensioni e ‘il mood’ dell’evento, in generale.

Hasta mañana :)