Traduzioni all’italiana: “to engage” e il libro di Carr

Mi è capitato diverse settimane fa durante un seminario 2.0 yeah di sentir tradotto il verbo “to engage” con il nostrano “ingaggiare”.

Alla voce ‘ingaggiare‘ sul De Mauro online troviamo

v.tr.
1 CO assumere alle proprie dipendenze con un contratto e dietro compenso: i. degli operai, i. una guida per la spedizione; i. un attore, un artista, scritturarlo | assoldare: i. truppe mercenarie
2a TS mar., arruolare per equipaggiare una nave: i. marittimi, i. un equipaggio
2b TS sport, impegnare per un dato periodo di tempo in una squadra o in una società sportiva: i. un calciatore, i. un atleta
3 CO provocare, cominciare: i. battaglia, i. una discussione, una lite con qcn.
4 OB dare in pegno

Ogni volta che sento il verbo “ingaggiare” mi ricordo di quando mi sono capitati in mano – a scopo consiglio per traduzione in spagnolo – due contratti di giocatori di serie A.

Forse meglio se lo traduciamo con “coinvolgere”. Oppure?

Ah, a proposito di traduzioni. Da Mantellini ho lette della traduzione del titolo del libro di Nicholas Carr “The Big Switch: Rewiring the World, from Edison to Google. Carr nel libro – omaggio ricevuto durante l’ultimo Search Engine Strategies di New York – fa un’analisi delle trasformazioni economiche e sociali introdotte dalla produzione centralizzata di energia elettrica e le mette in parallelo con quelle possibili, e in parte già in atto, grazie all’aumento dei servizi disponibili in rete (invece che installati sul proprio pc) e soprattutto alla concentrazione della potenza di calcolo all’esterno delle aziende invece che all’interno (aka “cloud computing”). Nella seconda parte del testo mette in luce i rischi di questa concentrazione, passando dal controllo dell’accesso da parte di poche aziende private, ai problemi legati alla privacy.

La traduzione in italiano? “Il lato oscuro della rete. Liberta’, sicurezza, privacy”. Robe da matti.

Il nuovo marketing per un mondo migliore?

Le aziende devono partecipare, conversare, condividere, dialogare. E’ il nuovo marketing, baby. O il societing (io non l’ho ancora letto, consiglio Mauro per una buona recensione in tre parti).

La Rete, per le sue caratteristiche congenite e gli strumenti che mette a disposizione, è il territorio ideale.

In Rete le bugie hanno le gambe corte. Non funziona mentire. Siate trasparenti.

Ma allora:

1) il nuovo marketing contribuirà a rendere il mondo un posto migliore

oppure

2) vincerà chi sa mentire meglio?

(La lettura sotto l’ombrellone quest’anno è stata ‘Internet P.R. Il dialogo in Rete tra aziende e consumatori‘ di Marco Massarotto, che consiglio anche a chi non ci troverà tantissime nozioni nuove. Ma Marco ha seminato tra le pagine di un libro piacevole da leggere molte riflessioni saggie, utili a tutti).

Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web

Dal 7 febbraio è in libreria il nuovo libro di Luisa Carrada sulla scrittura professionale. Il titolo è quello che trovi qui sopra, l’editore è Apogeo.

Quando ho aperto il pacchetto di Apogeo con una copia tutta per me, con una bella dedica, non ti nascondo di averlo fatto con una certa emozione: ho avuto la fortuna di dare una mano – o meglio, alcune parole – a Luisa durante la preparazione del libro, per le parti che riguardano la scrittura e i motori di ricerca.

L’ho sfogliato e ho letto avidamente alcuni paragrafi. Complimenti Luisa :)

Credo che “Il mestiere di scrivere” dovrebbe stare sulla scrivania di tutte quelle persone che in azienda scrivono parole: e-mail piuttosto che case studies o testi per una brochure, tanto per fare alcuni esempi dei tipi di testi trattati.
Intanto l’ho fotografato sulla mia :)

Il mestiere di scrivere, il nuovo libro di Luisa Carrada