Google a Ferragosto: Panda in Italia + l’acquisizione di Motorola Mobility

Lagoa Paraiso

La foto è di @Dania

Mentre su Facebook scorrono foto di lune piene sull’acqua, mari azzurri luminosi, alberi maestri e infinite colazioni da vacanza.

Mentre su Skype ci sono pochi sparuti puntini verdi e tanti sonnolenti grigi.

Mentre nella timeline di Twitter scorrono le considerazione e le imprecazioni per la manovra bis del 13 agosto.

In questi giorni, Google tiene banco. Da un lato con l’arrivo anche per l’Italia di Panda, un aggiornamento dell’algoritmo che premia i risultati di qualità nelle ricerche del motore. Per capire quali siti vengono sfavoriti da questa innovazione all’algoritmo, in questo post abbiamo le prime evidenze dal mercato tedesco: tra i nomi noti anche in Italia, troviamo in grande calo ciao.de, doyoo.de, kelkoo.de, 123people.de. Non mi risultano ancora dati strutturati disponibili per l’Italia, se ci sono please commenta.

Update: ecco il post con l’analisi degli effetti di Google Panda per Italia e Spagna (in tedesco, ma i numeri si capiscono ;) )

Dall’altro con la notizia dell’acquisizione di Motorola Mobility, la divisione di Motorola che si occupa principalmente di progettare e produrre device mobili (la sezione consumer dal sito italiano). Le considerazioni qui sono tante, certamente avere anche il “braccio hardware” darà ulteriore slancio alla diffusione di Android.

Buon proseguimento di estate :)

 

 
 

Editori e motori di ricerca, prove di convivenza

Leggo su Pubblicità Italia che il quotidiano La Repubblica, dopo aver aperto gli archivi pochi mesi fa, adesso li rende disponibili ai motori di ricerca. Secondo l’articolo, anche La Repubblica sceglie di aderire allo standard ACAP, un robots.txt avanzato e fortemente voluto dagli editori per regolare i rapporti con i motori di ricerca.

Che per ora dicono: grazie, ma il robots.txt per noi è sufficiente.

Sull’argomento:

Il sito dell’ACAP, da cui la presentazione e finalità del protocollo

“ACAP (Automated Content Access Protocol) is a non-proprietary, global permissions tool that puts content owners in control of their online content in a way that is conducive to developing new online business models, putting new, high-quality content on the net and to maximizing the benefits of the relationship with search engines.”

Un elenco aggiornato delle testate che hanno segnalato ad ACAP la loro adesione allo standard.

La notizia del rifiuto di Google ad applicare lo standard previsto dall’ACAP. (12 marzo 2008)

La risposta di Gavin O’ Reilly, presidente della World Association of Newspapers a Rob Jonas, head of media and publishing partnerships for Europe di Google. (13 marzo 2008)

E tu che ne pensi? Stai dalla parte di Google o da quella degli editori?

PS: Grazie a Mauro di Tesionline che mi ha segnalato la notizia.

Riflessione sulle abilità retoriche della Google people

Mi piacerebbe sapere se la Google people che partecipa alle conferenze SEM riceve training preparatori dedicati.
Credo di sì.
In particolare, rimango sempre affascinata dalla capacità di rispondere alle domande ‘scomode’ non dando una risposta. Non parlo con sarcasmo, sono veramente ammirata e c’è da imparare.
Grande esempio a Madrid è stata Luisella Mazza, italiana plurilingue, squisita, preparata e molto disponibile, che come da tradizione ha dribblato le domande con grande G-abilità.

Per capirci, hai presente le domande classiche su quali siano i fattori che influenzano il posizionamento? Risposta Google, fino alla nausea: pensiamo al bene dell’utente e lavoriamo ogni giorno per presentare buoni risultati agli utenti. Sviluppate siti che piacciano agli utenti e pensate a contenuti interessanti per i vostri utenti. Amen.

Mi sono fatta un’idea, dimmi se la condividi.

  • Ogni presentazione ha un tema chiave e non più di uno
  • Il tema chiave ha alcune tesi a supporto, coerenti e supportate dai valori della marca, che prevalentemente si inseriscono nell’alone angelicato del “Don’t be evil”. Una delle tesi a supporto è la principale
  • La tesi principale diventa un mantra. Quale che sia l’oggetto specifico della domanda, quando tocca un’area ‘scomoda’, parte il mantra.

Bene, il mantra della sessione su Universal Search a Madrid è stato: Universal Search dà maggiori opportunità ai webmaster – rendere visibili diversi tipi di contenuti – e agli utenti – trovare contenuti più rilevanti per la propria ricerca. Che la domanda sollevasse il problema dell’interesse diretto di Google in questi contenuti (vedi Youtube) o investigasse la diversa velocità di indicizzazione dei vari tipi di contenuti, la risposta-non-risposta era una manovra abilissima, serena, molto controllata e riuscita di avvicinamento e ripetizione del mantra. Con generale soddisfazione del pubblico.

Chapeau.