Buy Tourism Online: appunti sparsi (e stagionati)

Giovedì e venerdì 1 e 2 dicembre a Firenze ho partecipato/twittato/imparato all’edizione 2011 di BTO, Buy Tourism Online: due giorni su turismo e internet, concentrati e ricchi di storie e contenuti.

(A proposito, questo post è in bozza semilavorato da diversi giorni, pigiato tra trasferte e impegni. Forse odora di post passito ma lo completo e lo pubblico comunque, approfittando di questo semiponte dell’Immacolata.)

Giovedì, dicevo, ho partecipato a un panel assieme a Roberta Milano e moderato da Gianluca Diegoli. L’occasione era la presentazione da parte di Alessandra Basilari dell’agenzia FutureBrand dell’edizione 2011 del Country Brand Index, la classifica sui paesi. Abbiamo parlato di brand territoriali, ascolto della rete, chi dovrebbe fare cosa per promuovere una destinazione, in un incontro pieno di spunti. Consiglio di leggere il report del Country Brand Index, è disponibile da scaricare sul sito di FutureBrand.

Ora, giocando con BTO (what?), i miei appunti stagionati.

Bravura: gli organizzatori del BTO sono bravi – non perfetti ma bravi, che è diverso – e si vede dai dettagli. Anche essere accolti al guardaroba della Leopolda da ragazzi sorridenti e gentili – e non da mummie da fiera (con tutto il rispetto) – rende Bello l’evento. Una sola nota, per la prossima edizione credo che cambieranno fornitore per il wifi :)

Unicità: comunicare una destinazione, un luogo, una città significa raccontarlo e farlo emergere nei suoi tratti di unicità e non appiattirlo su stereotipi da cartolina. Senza necessariamente investire milioni di euro in campagne tv e testimonial. Per approfondire, Basilicata Digital Diary

Youth: ok, qui non mi veniva una parola sensata :D Ma approfitto per una considerazione sulla presenza di tanti ragazzi giovani e di un buon numero di donne tra gli speaker (la comparazione è sempre con altri eventi digital italiani). Questo tweet rende l’esempio (parlando di Dominique Guinard) e questo tweet raccoglie alcune professioniste presenti al BTO

Turisti: o viaggiatori? Portare loro a raccontare il nostro hotel/destinazione, metterli nelle condizioni di diventare i nostri ambasciatori. Anche intrecciando le loro storie con quelle di chi nei paesi/località ci vive. Per approfondire: la presentazione di Mafe e Gallizio su content curation e storytelling e le iniziative della Scuola del Viaggio. E da Gallizio linko pure la foto che accompagna questo post, che mi piace assai

Off topic: fuori tema, secondo me, la solita polemica sulle presunte false recensioni che parte ogni volta che sul palco c’è un rappresentante di Tripadvisor

Ubiquità: sarebbe servita, come dono s’intende, per poter seguire tutti i seminari interessanti che si tenevano in contemporanea. Per esempio, mi sono persa Creative Bomb di Paolo Iabichino, su creatività e turismo

Roberta: Milano. Sono di parte perché ci conosciamo da tanto e c’è quel certo feeling per cui non posso essere considerata fonte di giudizio oggettiva. Ma la sua professionalità e quel “tocco di Roberta Milano” rende quello che organizza/scrive/discute/partecipa sempre meritevole di essere condiviso

Incontri: quello che questi appuntamenti portano come bonus sono le persone nuove che incontriamo, amici che rivediamo, volti che diamo a following e follower su Twitter. Sempre un piacere!

Statistiche: dati, numeri. Ne sono stati presentati tanti nei due giorni. Tutti interessantissimi. Segnalo il keynote di PhoCusWright in apertura della prima giornata, disponibile nel video dello streaming al minuto 45 e 15” e la ricerca sul social commerce presentata da Lidia Marongiu, sempre nel video al minuto 12

Monitorare: ovvero ascoltare la rete. Ne abbiamo parlato durante il panel sui brand territoriali, reputazione e rilevanza erano tra argomenti cardine dell’edizione 2011 di BTO. Fondamentale per attivare tutto ciò che viene dopo

ONLINE: il resto del BTO 2011 è in buona parte raccontato online. Nei post, nei video, nelle presentazioni, nelle immagini, su Twitter, …

Per il BTO 2012 le date sono il 29 e 30 novembre, da non perdere!

 

 
 

Un sabato al RomagnaCamp

Ieri ho passato la giornata al RomagnaCamp (hashtag ufficiale #romagnacamp), il barcamp di Marina Romea. Mancavo da un po’ dai barcamp ed è stata come sempre una bella esperienza, incontri e condivisione di conoscenze con ambiente informale. Mettiamoci pure che questo barcamp ha due alleati che lo rendono speciale, il mare e la spiaggia di fine estate.

Insieme ad un gruppo di impavidi e bravissimi amanti della velocità, ho presentato un Ignite. Il tema dell’Ignite è stato “Donne, reti, modelli di relazione”, un’idea nata unendo i puntini di libri letti, persone incontrate, esperienze personali, per arrivare ad una tesi che è più o meno questa: sta emergendo in diversi settori – dall’economia con le reti d’impresa, alla comunicazione interpersonale con i social network, alle relazioni con il passaggio da leader vecchio stile a guide – un modello di interazione basato su strutture a rete, più che su strutture piramidali. Visto che storicamente alle donne viene richiesto di fare/fanno “un passo indietro”, “di stare un gradino in basso”, queste nuove dinamiche di rete possono essere un’opportunità per colmare l’attuale svantaggio? Io credo di sì. E ho concluso con una proposta: vedere che cosa succede al prossimo TEDxWomen il primo dicembre e, attivando la rete di persone presenti ieri al RomagnaCamp e quelle che si attiveranno nelle prossime settimane, organizzare nel 2012 un TEDxWomen in Italia. Chi c’è, signore e signori, si faccia avanti :)

Ecco il video

 

E la presentazione

Una nota sulla formula della presentazione. L’Ignite consiste in presentazioni da 5 minuti, 20 slide, 15 secondi per ogni slide. Transizione automatica, ovvero nessun controllo dei tempi. E’ stato il mio primo Ignite, mi sono divertita molto a prepararlo e a presentarlo, ma è davvero impegnativo. Ho smesso di respirare per 5 minuti. Ho trovato non-nella-mia-natura il fatto di non avere il controllo dell’interazione, il non poter spendere una parola in più o una in meno guardando le facce di chi ascolta. Comunque ci vogliono ritmo e allenamento, fino a che voce, corpo e slide danzano come le nuotatrici di una squadra di nuoto sincronizzato.

Grazie ad Alessandra e Luca per l’organizzazione perfetta, alle mie compagne di viaggio, a chi ha condiviso conoscenze e interventi di alto livello (mi sono goduta in particolare quella di Piero Tagliapietra su “Etologia e social media: quello che gli animali ci possono insegnare sulle reti sociali”, dove ho ritrovato tante considerazioni complementari alle mie nell’Ignite) e a tutti gli amici vecchi e nuovi che è sempre un piacere incontrare.

 
 

Alla seconda conferenza dei sindaci di Foursquare

Sabato pomeriggio Mimulus ha organizzato a Bologna la seconda conferenza italiana dei sindaci di Foursquare e mentre a Venezia impazzavano i preparativi per il Redentore, con una decisione last minute ho passato un bel sabato pomeriggio bolognese a parlare di social media, geolocalizzazione, gamification. E a rivedere amici e conoscere epidermicamente persone con cui da anni sono in contatto digitale.

L’organizzazione è stata impeccabile, Roberto, Francesca e Tommaso presenti e cordialissimi, la location Frassinagodiciotto bella e fresca.

I contenuti

Ho apprezzato particolarmente il dibattimento tra Vincenzo Cosenza Vincos vs. Gianluca Diegoli Gluca, accusa e difesa dell’”imputato” Foursquare.

A loro la parola, con i due post in cui riassumo la linea sostenuta nella verdeggiante aula, pro e contro :)

Il mio punto di vista sul futuro di Foursquare

Con eccellente tempismo, ieri Foursquare ha inviato una newsletter molto ricca, dal titolo “So far, 2011 has been bananatown on foursquare!” con le novità degli ultimi mesi e una bella infografica animata, per festeggiare i dieci milioni di iscritti.

Secondo me c’è da intendersi sulle aspettative per il numero di iscritti e iscritti attivi. Vedo la frammentazione dell’identità digitale e delle relazioni in tante piattaforme diverse, specializzate per tipo di contenuti o di interazioni, come il segnale di un “mercato fanciullo”. Verso la sua maturità, certamente emergeranno periodicamente social meteore e continueranno ad esistere luoghi di incontro specializzati, i bar in cui si bevono solo frullati e i negozi in cui tutto è a ricavato dalla canapa. Che però resteranno delle nicchie. Le persone “normali” – qui intendo: non addetti ai lavori o social media addicted e semi-addicted – passeranno la maggior parte del loro tempo in un social media centro commerciale, con tutte le principali funzioni di interazione e condivisione integrate, à la Facebook. Contenitori di tutto che si andranno arricchendo di nuove funzionalità, mutuandole da o comprandosi le social meteore. Parto dall’idea che sia la funzione (geolocalizzazione, gaming) ad essere utile o meno, non una specifica piattaforma di social networking. E che le persone considerino rilevante il rapporto tra tempo dedicato (che è il bene più finito che c’è) e benefici ricavati, tempi di apprendimento e creazione della rete sociale di contatti. Ma, come dire, we’ll see!

Per chiudere, un video prodotto dai Mimuli assolutamento da vedere, che riassume quello che è successo nel mondo Foursquare negli ultimi 12 mesi e le foto della seconda conferenza italiana dei sindaci.