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	<title>Colore Rosso &#187; Decaloghi</title>
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	<description>Novità e ri-flessioni sul mondo dei motori di ricerca, sulla comunicazione e sul web. E anche altro, si sa.</description>
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		<title>Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 23:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio. giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="http://www.miriambertoli.com/blog/decaloghi/dieci-consigli-per-chi-cerca-lavoro/" target="_blank">post</a> con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.</p>
<ol>
<li><strong>giocati bene la telefonata per l&#8217;appuntamento</strong>:  il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l&#8217;appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti,  ecc)</li>
<li><strong>arriva puntuale</strong>: non credo serva dire altro. Se per imprevisti &#8211; che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All&#8217;arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all&#8217;ora concordata</li>
<li><strong>presentati &#8220;a viso aperto&#8221;</strong>: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie)  e sorridi a chi hai di fronte. Un po&#8217; di emozione c&#8217;è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n&#8217;è troppa,  piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d&#8217;acqua</li>
<li><strong>vestiti e preparati per l&#8217;occasione</strong>: quale sia l&#8217;abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall&#8217;azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d&#8217;obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell&#8217;azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)</li>
<li><strong>metti tutto in positivo, anche le critiche</strong>: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti&#8230; Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell&#8217;esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue  possibilità di crescita. &#8220;<em>Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione</em>&#8221; suona molto meno promettente di &#8220;<em>Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità, che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.</em>&#8221; O ancora &#8220;<em>Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto</em>&#8221; dovrebbe diventare &#8220;<em>Credo che l&#8217;unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi</em>&#8220;</li>
<li><strong>tieniti pronto le risposte per le domande più classiche</strong>: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. &#8220;<em>Perché vorrebbe lavorare qui?</em>&#8220;. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. &#8220;<em>Quale è l&#8217;attività che ha gestito con meno successo e perché?</em>&#8220;</li>
<li><strong>studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale</strong>: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l&#8217;azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura</li>
<li><strong>non contraddirti</strong>: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All&#8217;interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri</li>
<li><strong>se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che &#8211; se tutto va bene &#8211; toccherà a te imparare in fretta: </strong>la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Essere brillanti e &#8216;vendersi&#8217; un po&#8217; meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova &#8211; per esempio con un breve test &#8211; o se il colloquio è l&#8217;inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti</li>
<li><strong>parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti&#8230;</strong>: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l&#8217;argomento principale dell&#8217;incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.</li>
</ol>
<p><em>Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un&#8217;esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle </em><em><a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/02/marketing-hr.html" target="_blank">Seth Godin</a></em><em>), per questo i dieci punti sono &#8216;consigli&#8217;. Ci metto un po&#8217; di buon senso e un po&#8217; di esperienza, fammi sapere se funzionano <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>Consigli per una Venezia &#8220;no frills&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 17:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Un mix]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, da usare all&#8217;occorrenza. Se vuoi godertela, arriva a Venezia in treno. Con il treno arrivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po&#8217; disordinato, ma efficace, spero, da usare all&#8217;occorrenza.</p>
<ol>
<li>Se vuoi godertela, <strong>arriva a Venezia in treno</strong>. Con il treno arrivi in città e non hai pensieri. Se decidi comunque di venire in macchina, sappi che i parcheggi in città sono pochi e cari. Potresti lasciarla a Mestre, ma il mio consiglio è: non complicarti la vita e vieni in treno</li>
<li>Sempre parlando di trasporti, una volta in città <strong>usa le tue gambe</strong>. Bellissime, inutilizzate per la maggior parte dell&#8217;anno, possono darti grandi soddisfazioni quando le metti alla prova per ore e ore. Quindi scarpe comode e occhi bene aperti (sia per le bellezze sorprendenti ad ogni angolo che per la poca educazione di alcuni veneziani proprietari di cani). L&#8217;alternativa sono i <a href="http://www.actv.it/" target="_blank">vaporetti</a>. Il taxi solo se sei ricco o veramente sfinito. La gondola se proprio non resisti e dici &#8216;Almeno una volta nella vita&#8230;&#8217;</li>
<li>Se non ami fare a botte con i tuoi simili o vuoi vedere la città senza fare code per ogni cosa, evita di visitare Venezia durante feste comandate, Ponti, l&#8217;apertura della Biennale e la Mostra del Cinema (avvisato!)</li>
<li>Per <strong>pranzare e cenare</strong>, evita in generale: i ristoranti attorno a Piazza San Marco, con pesce in vista. Sempre, prima di sederti chiedi di leggere un menù e verifica i prezzi, compresi servizio e coperto. Quelli buoni sono spesso imbucati e piccoli, quindi prenota. Se ce la fai, prenota passando di persona così puoi anche vedere come sono disposti i tavoli e scegliere quello che preferisci (soprattutto d&#8217;estate con i tavoli all&#8217;aperto, la posizione può fare la differenza). Di buoni ce ne sono diversi, di solito mi sbilancio a consigliarne due, perché sono quelli che mi piacciono di più: <a href="http://www.lazucca.it/" target="_blank">La Zucca</a> e <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=anice+stellato&amp;near=Venezia+(Veneto)&amp;fb=1&amp;view=text&amp;latlng=45446347,12328556,1067661170179288472#" target="_blank">L&#8217;Anice Stellato </a></li>
<li>Per altri consigli, soprattutto per dove mangiare e dormire, <strong>adotta un veneziano</strong>. Forse non ti sorprende sapere che ci sono spesso prezzi diversi per i residenti, dichiarati o concordati al momento di pagare e in base all&#8217;accento del pagante. O che spesso il turista a Venezia, in quanto essere di passaggio e disponibile in grande quantità, viene spennato oltre ogni ragionevole limite. Se tutto questo ti sorprende, occhio ai prezzi, ovunque.</li>
<li><strong>I veneziani sono affabili e disponibili</strong>. Alcuni sono esasperati dalla presenza dei turisti in ogni momento dell&#8217;anno. Se chiedi aiuto per trovare la strada, difficilmente ricevi risposte rudi. Se per farlo fermi una signora carica di borse della spesa o ti pianti in mezzo ad una calle bloccandola o ti piazzi su un ponte e contemporaneamente cerchi di fare una foto della tua morosa/del tuo moroso, occhio che volano insulti (e certe vecchiette sono tremende)</li>
<li>Per capire un po&#8217; di più della città vera, <strong>lascia perdere le mete solite</strong>, prendi una cartina e vai nelle zone più periferiche, imbucati per le callette dei sestieri di Castello e Cannaregio. Se proprio vuoi divertirti, metti via la cartina e perditi. E&#8217; incredibile quante cose si possono scoprire, sempre nuove</li>
<li>Per <strong>dormire, l&#8217;offerta è praticamente illimitata e per ogni gusto</strong>. Qui non do consigli in generale, la scelta migliore dipende molto dalle aspettative e da quanto si conosce già della città</li>
<li>Per conoscere un po&#8217; di più dei veneziani e di come vivono la loro città, <strong>visita <a href="http://www.venessia.com/" target="_blank">Venessia.com</a></strong>, un portale dal quale puoi veramente imparare qualcosa di nuovo sulla città più bella del mondo. Veramente consigliato</li>
<li>Se non è la prima volta che visiti la città, costruisciti un itinerario a tema. Due libri ispiratori sono <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=674079" target="_blank">&#8216;Venezia è un pesce&#8217;</a> di Tiziano Scarpa e <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788811665571/matvejevic-predrag/altra-venezia.html" target="_blank">&#8216;L&#8217;altra Venezia&#8217;</a> di Predrag Matvejevic</li>
</ol>
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		<title>Dieci consigli per chi cerca lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 04:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decaloghi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro cv]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottobre, mese di colloqui. Come una brava zia ho preparato un decalogo per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Eccolo di seguito: niente volantinaggio, meglio il one-to-one. Sei molto interessato al posto o all&#8217;azienda alla quale stai inviando il CV? Evita di essere uno dei tanti che semplicemente spediscono una mail all&#8217;indirizzo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre, mese di colloqui. Come una brava zia ho preparato un decalogo per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Eccolo di seguito:</p>
<ol>
<li><strong>niente volantinaggio, meglio il one-to-one</strong>. Sei molto interessato al posto o all&#8217;azienda alla quale stai inviando il CV? Evita di essere uno dei tanti che semplicemente spediscono una mail all&#8217;indirizzo che si trova nella sezione del sito &#8220;Lavora con noi&#8221; o compilando un form. Passa almeno un&#8217;ora a fare ricerca (Google ne sa di cose!), trova altre persone che lavorano per la stessa azienda e vedi se avete contatti in comune, studiati il sito e tutte le informazioni che trovi disponibili, se partecipi ad eventi in cui ci sono persone dell&#8217;azienda, cogli l&#8217;occasione per conoscerle, se le dimensioni dell&#8217;azienda lo permettono fai prima una telefonata cercando di parlare con il responsabile del personale. Presentati e anticipa l&#8217;invio del CV. Se riesci ad essere una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Purple_Cow:_Transform_Your_Business_by_Being_Remarkable" target="_blank">mucca viola</a> (non un rompimaroni, sono due cose diverse) senz&#8217;altro la tua candidatura parte con una marcia in più</li>
<li>tieni un <strong>CV sempre aggiornato</strong> ma prima di inviarlo <strong>personalizzalo</strong>. Dettaglia meglio una certa esperienza o corso di formazione, approfondisci i risultati raggiungi in un certo ruolo, cita o meno il titolo della tesi, a seconda del destinatario</li>
<li>controlla l&#8217;<strong>indirizzo di e-mail</strong> dal quale mandi il curriculum vitae: se è quello dell&#8217;azienda per la quale lavori non ci fai una grande figura, se è cipollina85, nemmeno; se usi servizi di mail gratuita, evita quelli che lasciano a fine mail elefantini animati e simili</li>
<li><strong>la mail che accompagna il CV è importante</strong>; non ripetere le stesse cose che dici nel CV, fai uscire la tua voce mettendo soprattutto in rilievo motivazioni e aspettative. Scontato, ma neanche tanto: cura la forma. Niente errori di battitura o mail che si aprono senza saluto e si chiudono senza firma</li>
<li><strong>cura la tua presenza in rete</strong>. Vale per chi cerca un lavoro che abbia a che fare con il web e la comunicazione. Altrimenti in Italia campi ancora bene con l&#8217;e-mail (o senza).<br />
La dotazione minima è un sito con informazioni che ti riguardano, curato e completo, possibilmente su un dominio tuo, con nome e cognome. Dice senz&#8217;altro di più di un CV tradizionale, a volte può sostituirlo. A sostituzione del sito o comunque molto consigliato, tieni un blog nel quale parli dell&#8217;oggetto del tuo lavoro.  Serve in qualche modo a far capire quanto ne sai e comunque è una prima presentazione. Anche curare un blog sugli hobby o personale è un segnale di interesse per la rete; occhio agli effetti indesiderati: se parli di quanto hai vomitato sabato sera dopo aver bevuto l&#8217;impossibile, potrebbe non giocare a tuo favore <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> . Controlla comunque su Google che cosa esce tra i risultati cercando il tuo nome e cognome: dovrebbe essere esattamente quello che vuoi che l&#8217;azienda sappia di te</li>
<li><strong>cura la tua presenza sui social network</strong>. A seconda di ciò di cui ti occupi, ce ne sono di particolarmente adatti. In generale, penso a <a href="http://www.linkedin.com/" target="_blank">LinkedIn</a>; ma spendi un po&#8217; di tempo per individuare quelli frequentati dalle persone del tuo ambiente (o di quello nel quale vuoi entrare)</li>
<li><strong>cercare un lavoro è un processo, non un momento</strong>. Cura la tua rete di relazioni prima che ti sia assolutamente necessario avere una rete di relazioni. Investi tempo, partecipa attivamente ai forum di settore, prendi parte agli eventi e non isolarti. Allo stesso modo, chiediti periodicamente come sono le tue competenze rispetto a quello che in media chiede il mercato, per il ruolo che ti interessa</li>
<li><strong>non smettere di aggiornarti</strong>. Sfrutta ogni possibilità di formazione che ti viene offerta. Se il posto in cui lavori non ti permette di aggiornarti e migliorare le tue competenze e la tua formazione, fallo nel tuo tempo libero e a tue spese. Non ci sono scuse, è l&#8217;unico modo per non firmare un legame permanente con la mediocrità e l&#8217;insoddisfazione, ed è frustrante rendersene conto magari durante un colloquio</li>
<li><strong>sottoscrivi un feed con le offerte di lavoro</strong> (<a href="http://www.motorelavoro.it/" target="_blank">Motorelavoro</a>, per esempio, è utile da questo punto di vista)  e, se non è disponibile un aggiornamento automatico, visita periodicamente i siti che di annunci o aziende che ti interessano<br />
<strong><br />
</strong></li>
<li><strong> abbi fiducia nelle tue capacità</strong> e non avere paura di buttarti. La fiducia in sé e l&#8217;entusiasmo si trasmettono e rendono tutto più facile! <img src='http://www.miriambertoli.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
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