Archivio della Categoria 'Decaloghi'

Dieci consigli per un buon colloquio di lavoro

Domenica 9 Marzo 2008

Dopo il post con i consigli per chi è alla ricerca di lavoro, prosegue la rubrica della zia con i consigli per il colloquio.

  1. giocati bene la telefonata per l’appuntamento: il colloquio comincia da lì. Se ti trovi in una situazione poco opportuna per parlare, dillo francamente e proponi un altro momento. Evita di rispondere a monosillabi o di gridare per superare il rumore del traffico. Se l’appuntamento è concordato via e-mail, allo stesso modo sii puntuale nelle risposte e cura la comunicazione (apertura, saluti, ecc)
  2. arriva puntuale: non credo serva dire altro. Se per imprevisti - che i treni possano ritardare di venti minuti non è un imprevisto :) - sei in ritardo, avvisa chi ti sta aspettando. All’arrivo, scusati ma non dare a questa parte più spazio del necessario (se ti si è rotta la macchina non serve narrare per filo e per segno tutte le telefonate che hai fatto, quello che ti ha risposto il meccanico, ecc). Se sei in anticipo, individua il luogo del colloquio, fai un giro in zona e ritorna all’ora concordata
  3. presentati “a viso aperto”: guarda negli occhi la persone/le persone che ti accolgono, scambia la stretta di mano (niente mani di stracchino o tenaglie) e sorridi a chi hai di fronte. Un po’ di emozione c’è sempre. Se dopo le prime presentazioni ti rendi conto che ce n’è troppa, piuttosto che cominciare un colloquio con il batticuore, chiedi un bicchiere d’acqua
  4. vestiti e preparati per l’occasione: quale sia l’abbigliamento giusto dipende dal contesto, dall’azienda e dalla posizione per la quale ti proponi. In certi ambienti il vestito coordinato con cravatta è d’obbligo per i ragazzi, così come il completo per le ragazze. In quelli più creativi, un certo stile eccentrico è sempre apprezzato. Cerca di capire quale sia il livello di formalità dell’azienda alla quale ti proponi, e nel dubbio stai un gradino sopra. Non trascurare capelli, trucco, accessori e profumo (occhio alle scie mortali di vaniglia o vetiver)
  5. metti tutto in positivo, anche le critiche: non fai una grande impressione se srotoli critiche acide su colleghi, datori di lavoro, clienti… Questo non significa nascondere lati di insoddisfazione dell’esperienza in corso o di esperienze passate, ma ponili come tue possibilità di crescita. “Il mio capo non capisce che lavoriamo come dieci anni fa e non ne vuole sapere di spendere per corsi di formazione” suona molto meno promettente di “Cerco un ambiante più stimolante e aperto alle novità, che mi permetta di essere aggiornato e migliorare la qualità di quello che faccio.” O ancora “Tra i miei colleghi ce ne sono un paio che non sopporto, sembra che tutto quello che fanno loro sia un segreto” dovrebbe diventare “Credo che l’unico modo per crescere sia lavorare in modo trasparente e condividendo la conoscenza, soprattutto tra colleghi
  6. tieniti pronto le risposte per le domande più classiche: sono di solito quelle che riguardano la motivazione personale. “Perché vorrebbe lavorare qui?“. Tieniti pronto le risposte anche per le domande più scomode. “Quale è l’attività che ha gestito con meno successo e perché?
  7. studiati bene il sito web e il resto della comunicazione aziendale: ci sono dei dettagli che fanno subito entrare in sintonia. Usare lo stesso linguaggio, fare riferimento a un evento alla quale l’azienda ha partecipato da poco e così via. Insomma, essere già vicini fa percepire una buona intesa futura
  8. non contraddirti: molto probabilmente il colloquio non sarà uno solo, ma ci saranno almeno due incontri, magari con persone diverse. All’interno dello stesso colloquio, ci possono essere più domande per sondare lo stesso aspetto. Ricordati sempre di essere coerente con quanto hai scritto nel CV e di mantenere la stessa versione dei fatti nei diversi incontri
  9. se decidi di mentire su quello che sai, tieni conto che - se tutto va bene - toccherà a te imparare in fretta: la situazione del colloquio è simile a un gioco delle parti. Nessuno si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Essere brillanti e ‘vendersi’ un po’ meglio di quello che si è non è certo un punto a sfavore. Ma non esagerare. Se poi vieni messo alla prova - per esempio con un breve test - o se il colloquio è l’inizio di una collaborazione professionale, puoi compromettere subito la fiducia nei tuoi confronti o metterti in situazioni imbarazzanti
  10. parla di soldi, ma non nei primi dieci minuti…: anche qui dipende molto dal contesto aziendale, spesso ci sono stili diversi. Come regola generale, dai a questo aspetto il giusto spazio. Se hai delle aspettative, falle presenti e vai a fondo su tutti i punti che vuoi chiarire (contratto, benefit, piani di crescita, ecc). Ma non farne l’argomento principale dell’incontro o la prima domanda appena ti viene passata la palla.

Disclaimer: ci tengo a precisare che non sono un’esperta di Risorse Umane (o Talent, come propone di chiamarle Seth Godin), per questo i dieci punti sono ‘consigli’. Ci metto un po’ di buon senso e un po’ di esperienza, fammi sapere se funzionano ;)

Consigli per una Venezia “no frills”

Sabato 29 Dicembre 2007

Tempo di festività, brevi vacanze, gite di famiglia. Se hai in mente di venire a Venezia, mi fa molto piacere se mi scrivi/chiami. In ogni caso, ho preparato al volo questo decalogo magro e un po’ disordinato, ma efficace, spero, da usare all’occorrenza.

  1. Se vuoi godertela, arriva a Venezia in treno. Con il treno arrivi in città e non hai pensieri. Se decidi comunque di venire in macchina, sappi che i parcheggi in città sono pochi e cari. Potresti lasciarla a Mestre, ma il mio consiglio è: non complicarti la vita e vieni in treno
  2. Sempre parlando di trasporti, una volta in città usa le tue gambe. Bellissime, inutilizzate per la maggior parte dell’anno, possono darti grandi soddisfazioni quando le metti alla prova per ore e ore. Quindi scarpe comode e occhi bene aperti (sia per le bellezze sorprendenti ad ogni angolo che per la poca educazione di alcuni veneziani proprietari di cani). L’alternativa sono i vaporetti. Il taxi solo se sei ricco o veramente sfinito. La gondola se proprio non resisti e dici ‘Almeno una volta nella vita…’
  3. Se non ami fare a botte con i tuoi simili o vuoi vedere la città senza fare code per ogni cosa, evita di visitare Venezia durante feste comandate, Ponti, l’apertura della Biennale e la Mostra del Cinema (avvisato!)
  4. Per pranzare e cenare, evita in generale: i ristoranti attorno a Piazza San Marco, con pesce in vista. Sempre, prima di sederti chiedi di leggere un menù e verifica i prezzi, compresi servizio e coperto. Quelli buoni sono spesso imbucati e piccoli, quindi prenota. Se ce la fai, prenota passando di persona così puoi anche vedere come sono disposti i tavoli e scegliere quello che preferisci (soprattutto d’estate con i tavoli all’aperto, la posizione può fare la differenza). Di buoni ce ne sono diversi, di solito mi sbilancio a consigliarne due, perché sono quelli che mi piacciono di più: La Zucca e L’Anice Stellato
  5. Per altri consigli, soprattutto per dove mangiare e dormire, adotta un veneziano. Forse non ti sorprende sapere che ci sono spesso prezzi diversi per i residenti, dichiarati o concordati al momento di pagare e in base all’accento del pagante. O che spesso il turista a Venezia, in quanto essere di passaggio e disponibile in grande quantità, viene spennato oltre ogni ragionevole limite. Se tutto questo ti sorprende, occhio ai prezzi, ovunque.
  6. I veneziani sono affabili e disponibili. Alcuni sono esasperati dalla presenza dei turisti in ogni momento dell’anno. Se chiedi aiuto per trovare la strada, difficilmente ricevi risposte rudi. Se per farlo fermi una signora carica di borse della spesa o ti pianti in mezzo ad una calle bloccandola o ti piazzi su un ponte e contemporaneamente cerchi di fare una foto della tua morosa/del tuo moroso, occhio che volano insulti (e certe vecchiette sono tremende)
  7. Per capire un po’ di più della città vera, lascia perdere le mete solite, prendi una cartina e vai nelle zone più periferiche, imbucati per le callette dei sestieri di Castello e Cannaregio. Se proprio vuoi divertirti, metti via la cartina e perditi. E’ incredibile quante cose si possono scoprire, sempre nuove
  8. Per dormire, l’offerta è praticamente illimitata e per ogni gusto. Qui non do consigli in generale, la scelta migliore dipende molto dalle aspettative e da quanto si conosce già della città
  9. Per conoscere un po’ di più dei veneziani e di come vivono la loro città, visita Venessia.com, un portale dal quale puoi veramente imparare qualcosa di nuovo sulla città più bella del mondo. Veramente consigliato
  10. Se non è la prima volta che visiti la città, costruisciti un itinerario a tema. Due libri ispiratori sono ‘Venezia è un pesce’ di Tiziano Scarpa e ‘L’altra Venezia’ di Predrag Matvejevic

Dieci consigli per chi cerca lavoro

Giovedì 11 Ottobre 2007

Ottobre, mese di colloqui. Come una brava zia ho preparato un decalogo per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Eccolo di seguito:

  1. niente volantinaggio, meglio il one-to-one. Sei molto interessato al posto o all’azienda alla quale stai inviando il CV? Evita di essere uno dei tanti che semplicemente spediscono una mail all’indirizzo che si trova nella sezione del sito “Lavora con noi” o compilando un form. Passa almeno un’ora a fare ricerca (Google ne sa di cose!), trova altre persone che lavorano per la stessa azienda e vedi se avete contatti in comune, studiati il sito e tutte le informazioni che trovi disponibili, se partecipi ad eventi in cui ci sono persone dell’azienda, cogli l’occasione per conoscerle, se le dimensioni dell’azienda lo permettono fai prima una telefonata cercando di parlare con il responsabile del personale. Presentati e anticipa l’invio del CV. Se riesci ad essere una mucca viola (non un rompimaroni, sono due cose diverse) senz’altro la tua candidatura parte con una marcia in più
  2. tieni un CV sempre aggiornato ma prima di inviarlo personalizzalo. Dettaglia meglio una certa esperienza o corso di formazione, approfondisci i risultati raggiungi in un certo ruolo, cita o meno il titolo della tesi, a seconda del destinatario
  3. controlla l’indirizzo di e-mail dal quale mandi il curriculum vitae: se è quello dell’azienda per la quale lavori non ci fai una grande figura, se è cipollina85, nemmeno; se usi servizi di mail gratuita, evita quelli che lasciano a fine mail elefantini animati e simili
  4. la mail che accompagna il CV è importante; non ripetere le stesse cose che dici nel CV, fai uscire la tua voce mettendo soprattutto in rilievo motivazioni e aspettative. Scontato, ma neanche tanto: cura la forma. Niente errori di battitura o mail che si aprono senza saluto e si chiudono senza firma
  5. cura la tua presenza in rete. Vale per chi cerca un lavoro che abbia a che fare con il web e la comunicazione. Altrimenti in Italia campi ancora bene con l’e-mail (o senza).
    La dotazione minima è un sito con informazioni che ti riguardano, curato e completo, possibilmente su un dominio tuo, con nome e cognome. Dice senz’altro di più di un CV tradizionale, a volte può sostituirlo. A sostituzione del sito o comunque molto consigliato, tieni un blog nel quale parli dell’oggetto del tuo lavoro. Serve in qualche modo a far capire quanto ne sai e comunque è una prima presentazione. Anche curare un blog sugli hobby o personale è un segnale di interesse per la rete; occhio agli effetti indesiderati: se parli di quanto hai vomitato sabato sera dopo aver bevuto l’impossibile, potrebbe non giocare a tuo favore ;). Controlla comunque su Google che cosa esce tra i risultati cercando il tuo nome e cognome: dovrebbe essere esattamente quello che vuoi che l’azienda sappia di te
  6. cura la tua presenza sui social network. A seconda di ciò di cui ti occupi, ce ne sono di particolarmente adatti. In generale, penso a LinkedIn; ma spendi un po’ di tempo per individuare quelli frequentati dalle persone del tuo ambiente (o di quello nel quale vuoi entrare)
  7. cercare un lavoro è un processo, non un momento. Cura la tua rete di relazioni prima che ti sia assolutamente necessario avere una rete di relazioni. Investi tempo, partecipa attivamente ai forum di settore, prendi parte agli eventi e non isolarti. Allo stesso modo, chiediti periodicamente come sono le tue competenze rispetto a quello che in media chiede il mercato, per il ruolo che ti interessa
  8. non smettere di aggiornarti. Sfrutta ogni possibilità di formazione che ti viene offerta. Se il posto in cui lavori non ti permette di aggiornarti e migliorare le tue competenze e la tua formazione, fallo nel tuo tempo libero e a tue spese. Non ci sono scuse, è l’unico modo per non firmare un legame permanente con la mediocrità e l’insoddisfazione, ed è frustrante rendersene conto magari durante un colloquio
  9. sottoscrivi un feed con le offerte di lavoro (Motorelavoro, per esempio, è utile da questo punto di vista) e, se non è disponibile un aggiornamento automatico, visita periodicamente i siti che di annunci o aziende che ti interessano

  10. abbi fiducia nelle tue capacità e non avere paura di buttarti. La fiducia in sé e l’entusiasmo si trasmettono e rendono tutto più facile! :)