Colore Rosso e la febbre del js mutante

Da qualche giorno, sette per la precisione, per i risultati di questo blog su Google compare il fatidico avviso “Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer’. :(

Il sintomo è comparso il 13 maggio. Fin dal primo giorno di malattia il dottor Morandini ha diagnosticato e rimosso qualche centimetro di malware, questo nella fattispecie, arrivato, secondo la diagnosi, grazie a un pertugio sui server di Aruba. Il paziente e’ stato dunque curato e tenuto sotto osservazione, ad oggi e’ tutto in ordine. Ripeto, non c’e’ più alcun pericolo di contagio.

Se hai consigli su come accelerare la convalescenza su Google (per ora ho richiesto un controllino dal pannello Webmaster e da Stopbadware.org), sono più che graditi.

UPDATE: 20 maggio, alle 19.35 Stopbadware.org comunica che hanno controllato il sito e vericato che è tutto in ordine. Di conseguenza, anche la barriera di sacchi di sabbia in Google è sparita. Grazie a tutti coloro che mi hanno segnalato l’avviso :)

Perché un corporate blog? Perché un sito aziendale?

Mario Sundar, Community Evangelist di LinkedIn, sostiene che The Future of Corporate Blogging is the social media portal. E cita come esempio di corporate blog che ben risponde a questa missione Nuts about Southwest, della compagnia aerea Southwest Airlines.

“Before I continue, let’s step back a bit and understand that corporate blogging per se is NOT the end game in itself. It’s a tool to help users communicate effectively with the various elements of an organization.”

Il blog diventa dunque un luogo di aggregazione delle identità social-digitali dell’azienda: oltre ai post tipici di ogni blog aziendale, presenta anteprime di immagini e video – prodotti dall’azienda o dagli utenti – e contiene i link ai profili sui vari social media (Mario Sundar indica quali, secondo lui, saranno sempre più diffusi ed opportuni per la comunicazione corporate).

Ma quello che volevo dire è: se sempre di più le aziende si aprono alla conversazione, per quanto ancora ha senso il classico sito aziendale ‘io ti dico quanto sono bravo e bello, tu leggi e al massimo chiama il centralino o scrivimi una mail se vuoi informazioni?’

Bloggies, il concorso per i migliori blog in giro per il mondo

A inizio settimana sono stati resi noti i vincitori dell’ottavo Annual Weblog Award, Bloggies per gli amici, un concorso internazionale per premiare i migliori blog, divisi in categorie. Le nomination sono aperte a tutti, seguono poi due tornate di votazione, la prima a numero ristretto per arrivare ai finalisti e la successiva aperta a tutti, per arrivare ai vincitori per ogni categoria.

Fare un giro tra i blog finalisti e vincitori è un ottimo modo per scoprire le tendenze del momento e mettere qualche blog nuovo nell’aggregatore. Guardate per esempio il vincitore della categoria “Best Photography of a Weblog”, I Can Has Cheezburger?, particolarmente indicato per gli amanti dei gatti, o PostSecret, che ha vinto nella categoria “Best Community Weblog”.

Curiosità: il giorno della premiazione il sito era oscurato a causa di un attacco hacker.