Perché un corporate blog? Perché un sito aziendale?
10 maggio 2008Mario Sundar, Community Evangelist di LinkedIn, sostiene che The Future of Corporate Blogging is the social media portal. E cita come esempio di corporate blog che ben risponde a questa missione Nuts about Southwest, della compagnia aerea Southwest Airlines.
“Before I continue, let’s step back a bit and understand that corporate blogging per se is NOT the end game in itself. It’s a tool to help users communicate effectively with the various elements of an organization.”
Il blog diventa dunque un luogo di aggregazione delle identità social-digitali dell’azienda: oltre ai post tipici di ogni blog aziendale, presenta anteprime di immagini e video – prodotti dall’azienda o dagli utenti – e contiene i link ai profili sui vari social media (Mario Sundar indica quali, secondo lui, saranno sempre più diffusi ed opportuni per la comunicazione corporate).
Ma quello che volevo dire è: se sempre di più le aziende si aprono alla conversazione, per quanto ancora ha senso il classico sito aziendale ‘io ti dico quanto sono bravo e bello, tu leggi e al massimo chiama il centralino o scrivimi una mail se vuoi informazioni?’







12 maggio 2008 alle 9:17 am
Sicuramente le aziende non possono non cogliere le opportunità di interazione offerte dal Web (non solo per vendere di più ma anche per evolversi e crescere), ma una bella area istituzionale, in cui l’azienda si presenta e presenta i propri prodotti/servizi, dovra sempre esserci; perchè banalmente molti consumatori (io sono ad es. tra questi), in un’epoca in cui per molti il tempo è realmente la risorsa più preziosa, vogliono “andare al dunque” in tempi brevi, senza troppi preamboli.
Mi è capitato diverse volte, recentemente, di incappare in aziende che hanno sostituito il proprio sito con un bel blog. In alcuni di questi la vera interazione che è nata è stata il trovare la risposta alla mia domanda “bello ma… di preciso, voi, cosa fate?”:-)
13 maggio 2008 alle 7:25 am
Concordo con te sul fatto che il “fondamentalismo bloggante” renda difficile ricostruire l’identità aziendale, anche considerando che il blog richiede lo sforzo di una produzione continua di contenuti e a febbraio si rischia di accogliere il visitatore con gli auguri di Natale o le foto della nuova sede addobbata… ma esistono pur sempre le pagine statiche del Chi siamo, qualcuno all’ascolto ha esempi di questo “modello integrato”?
15 maggio 2008 alle 2:28 pm
dimmi che sono io la causa del tuo re-live di questo blog

Io credo (visionariamente eh) che anche il chisiamo sara’ sostituito da un profilo sul 2spaghi-qualcosa del settore pincopallo e che chi siamo ce lo diranno gli altri.
ma stavo proprio pensando a un post sulla cosa e non posso scoprirmi
ciao
gluca
16 maggio 2008 alle 4:14 pm
d’accordo, il sito aziendale-istituzionale è roba vecchia, ma il nuovo mi pare che ancora stenti a emergere, almeno qui in italia. a parte lo stracitato blog di ducati, qualcuno riesce a farmi qualche buon esempio di corporate blog in italiano?
ciao
zack
18 maggio 2008 alle 2:18 pm
Dico la mia: proporre ad un cliente un sito istituzionale “blog-only” mi risulta difficile da ipotizzare, visto poi che in Italia molti clienti hanno ancora poca elasticità per capire che avere un blog significa anche tenerlo aggiornato…
In molti casi è meglio creare un bel sito con contenuti statici che riflettano in maniera duratura quella che è l’immagine istituzionale di chi (o cosa) il sito rappresenta, facendo avvicinare il cliente al sistema del blog o del social come canale secondario per inserire contenuti più variabili nel tempo. Ovviamente gli si può far capire che il blog può rivelarsi molto utile anche in termini di visibilità , ma questa è un’altra storia.
ciao,
federico
16 luglio 2008 alle 10:33 am
Concordo con te Federico,
ritengo che un sito istituzionale dai contenuti chiari e accessibili siano ancora il miglior biglietto da visita per l’immagine professionale dell’azienda; se questo al suo interno sostituisce la classica area dinamica delle news con un bel blog dove raccogliere oltre che i comunicati e le novità dell’azienda anche il feedback dei clienti stabilendo con loro un rapporto più “amichevole”, allora oltre che professionali si trasmette anche la capacità di stare al passo con i tempi.
Quindi, si al blog aziendale ma come complemento e servizio aggiuntivo offerto…si al blog come strategia di promozione e indicizzazione…si al blog se si comprende che diventa parte degli strumenti di “lavoro”, quindi curato, professionale e aggiornato; diversamente può rivelarsi un’ arma a doppio taglio e ledere l’immagine aziendale…
La scelta dev’essere frutto dell’attenta analisi preliminare del progetto web dell’azienda, no?
PS: Brava Miriam…grazie per lo spazio!!!