In partenza per Barcellona
Sabato 12 Gennaio 2008Qualche giorno di vacanza da amici nella città  che adoro. Ci sentiamo al ritorno.
Qualche giorno di vacanza da amici nella città  che adoro. Ci sentiamo al ritorno.
Ci sono professionisti veramente in gamba, che dedicano tutto il loro tempo al fare. Nella loro materia sono dei mostri sacri: preparati, affidabili, aggiornati, precisi. Portano risultati, i loro clienti sono soddisfatti, i colleghi li stimano.
Però queste persone non scrivono, non partecipano, non si fanno vedere: non divulgano il loro sapere e sé stessi, in quanto portatori di sapere.
Quando divulgano, ottengono risultati che vanno dal discreto al pessimo, non certo all’altezza della qualità di quello che fanno. Non è detto che non condividano, ma spesso lo fanno con le poche persone che hanno attorno.
Il perché, varia: non sto parlando qui di chi decide di non divulgare o non lo mette tra le sue priorità . Ma di chi non ha le abilità necessarie per saper divulgare. Per esempio ha poca propensione a mettersi in mostra, è dotato di scarse abilità nella scrittura/oratorie, non raggiunge una organizzazione ottimale del suo tempo, in modo da averne a disposizione anche per divulgare.
Ci sono professionisti che fanno della divulgazione del sapere il loro punto di forza. Con uno spunto molto semplice riescono a costruire un articolo, un post, un intervento eccellenti. Costruiscono reti di relazioni fatte di grande stima, hanno i loro fan pronti a complimentarsi e a sostenerli ad ogni nuova pillola di sapere diffuso. Sanno conquistare con le parole, fanno gli esempi giusti, intervengono nelle discussioni al momento giusto, riescono a trasmettere con passione il loro sapere.
Ma non è detto che sappiano fare.
A volte, se si va a scavare, si scopre che poi mettono in pratica ciò di cui parlano con risultati scarsi o discontinui. Non dedicano al fare il tempo necessario, non hanno tenacia, sono superficiali, non sanno lavorare in gruppo o si perdono a lavorare da soli.
Questi sono naturalmente i due opposti, ho tirato molto agli estremi. In mezzo ci sono professionisti che sanno fare alla grande entrambe le cose, professionisti che non sanno fare bene nessuna delle due, e poi molti che fanno bene soprattutto una o l’altra.
Ho la fortuna di lavorare o avere lavorato con entrambi gli opposti e con molte persone che si collocano tra i due estremi descritti qui sopra.
Ma penso che il saper divulgare debba sempre più entrare a far parte del saper fare. Nella divulgazione ci vedo la collaborazione. Se non condividi, non ti confronti. Se non ti confronti, come fai a continuare ad imparare?
In bocca al lupo a FradeFra che decide di scrivere solo sul suo blog e grazie a Tambu per avermi fatto tirare fuori dal cassetto questo post che ho in mente da tempo.