Come lo chiamiamo, marketing (anti)virale?

Ieri ho trovato un preservativo nella cassetta della posta.
Rientro con borse e borsine, sbircio e vedo qualcosa di piccolo sul fondo della cassetta. Penso ad un biglietto da visita, maledizione, il tipo del Folletto non molla la presa.
Invece apro e ci trovo la bustina di un preservativo. Così, solitario, senza nemmeno la lettera del Responsabile Clienti che accompagna di solito gli omaggi con ali o senza.

La marca è Casanova – the condom of Venice, (il sito seppur spartano MERITA una visita) ricordo di aver visto tempo fa una loro pubblicità e di aver pensato ecco, un’altra estensione del marchio ‘Venezia’. Dopo i vetri, le maschere, i concerti di musica classica in chiese sconsacrate, i balli a palazzo stile ‘Eyes Wide Shut’, usiamo il mito di Casanova e facciamo contento qualche turista in più. Si sa, la città romantica, il grande amatore ecc ecc ecc. E come souvenir dà un bel po’di punti alle famiglie di animaletti di vetro.

Ma all’epoca mi sbagliavo, perché questa operazione di marketing anti-virale – il virus in questo caso è l’HIV – o forse di mailbox marketing include come target per i preservativi ‘colorati e trasparenti come il vetro di Murano’:

- anche residenti, non solo turisti; la zona in cui abitiamo è fuori dalle rotte turistiche principali
- anche privati, oltre che albergatori e commercianti
- anche ultrassessantenni, oltre che trentenni. Contravvenendo alle basilari regole di buon vicinato e rispetto della privacy, la bustina l’ho vista anche nella cassetta dei vicini, i Signori Penso, entrambi abbondantemente sopra i settanta

Se può servire alla diffusione di una cultura della prevenzione, anche il kitsch mi sta bene. Ma a questo punto sarebbe forse meglio chiamarlo, alla romana, n’do cojo cojo marketing?

‘foto di donne che piace alzare la gonna’

Misteri dei referrers. Il traffico da motori di ricerca su Colore Rosso è una coda lunghissima e folta (come quella della gatta della mia collega Roberta, una Main Coon, anche chiamato gatto procione), ma a volte si va oltre la più fervida immaginazione…

Caro Babbo Natale…

Non lo faccio da un po’, ma quest’anno a Babbo Natale chiederei…

* di portarmi un sacco pieno di tempo, tempo, tempo. Tempo sereno da passare con le persone care, tempo intenso per studiare e lavorare, tempo sornione per cazzeggiare

* di liberarmi da Microsoft Project, e regalarmi una lavagna magica che allinei risorse e tempi con una strizzata d’occhi

* di convincere Benigni a suonare al campanello di casa una sera, con una bottiglia di rosso per la cena

* di farmi leggere sul giornale almeno una notizia veramente buona al giorno

Ho ancora dieci giorni per pensarci, secondo voi cosa aggiungo? :)