Blog, diritti d'autore e...poesie

Blog, diritti d’autore e…poesie

Un mix

Partiamo da un post del primo aprile 2005, in cui su segnalazione di Francesco, un caro amico, racconto della scoperta di un nuovo poeta, Fosco Maraini. Fosco Maraini è padre della scrittrice Dacia Maraini e autore tra l’altro delle poesie metasemantiche.
Ma procediamo con la storia. Il 22 febbraio ricevo via e-mail da un’erede di Fosco Maraini, che per rispetto della privacy non nomino, la richiesta di rimuovere il testo della poesia, in quanto non sono autorizzata alla pubblicazione. Sorpresa. Nei giorni successivi mi sono consultata con alcuni amici, che considero esperti.

Dopo qualche verifica – ma confidando comunque nella buona fede di chi ha inviato l’e-mail – il primo marzo rispondo. Chiarendo che naturalmente il mio è un blog personale, che non c’è alcun fine di lucro nella mia pubblicazione (neanche qualche centesimo di AdSense!), che ho condiviso il testo per puro amore verso la poesia e la cultura.

Segue, circa una settimana fa, una mail di risposta molto cortese, con la quale questa persona ribadisce la necessità di rimuovere il testo. Comprende lo spirito ma non può fare differenze, questo è il senso.

Oggi ho rimosso a malincuore il testo de ‘Il lonfo’. Ma senza drammi, perché comunque la condivisione dell’opera di Fosco Maraini e in particolare de ‘Il lonfo’ in rete continua, basta una ricerca su Google.

Ma mi chiedo, quale futuro hanno progetti come Wikiquote?
C’è veramente un senso in questo diritto, che senza essere un avvocato credo senz’altro fondato, di “pulizia” della rete da ciò che non è esplicitamente autorizzato?

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1 commento

  • Anonymous

    >altrove intere biblioteche vengono informatizzate e basta essere un'istituzione accademica o meno per avere accesso a testi con copyright. qui mondadori non ti permette neanche di leggere una parola di d'annunzio. oh, scusa, ho scritto d'annunzio, non so se il cognome sia coperto da copyright. posso correggermi? il vate morto per ischemia celebrale al vittoriale. molti altri invece all'ischemia sopravvivono e purtroppo fanno carriera in politica. maledetta pennicillina e derivati...
    vate del sottosviluppo