Intervista a Eusebia Lupu di Oybo: calze sfasate, creatività e tanto web

[Questa è la prima di una serie di interviste a imprenditori di PMI che fanno davvero bene online]

eusebia

Chi sei e chi è Oybo?
Sono Eusebia Lupu, fondatrice insieme a Lionello Borean del brand di calze sfasate Oybo.

Fondata nell’ottobre 2011, vendiamo le nostre calze in tutto il mondo attraverso l’e-commerce e alcuni negozi selezionati.
Le calze Oybo sono eleganti e ironiche: che si tratti di un banchiere o di un rocker, di un boysh o di un dandy, Oybo è al crocevia di queste strade.
Stiamo non solo creando e vendendo calze sfasate, ma anche prestando attenzione a ciò che sta oltre e intorno a loro, questo è il nostro pensiero. Oybo è l’opportunità di raccontare una storia.
Alcuni modelli della nuova collezione Primavera 2014

Alcuni modelli della nuova collezione Primavera 2014

Perché hai scelto di investire in web marketing e quali sono le principali attività di Oybo online?
Investiamo in web marketing perché non si può pensare di esistere senza web marketing: Facebook, Instagram e Pinterest tutti i giorni con rispetto e costanza.
Utilizziamo la newsletter con parsimonia. Siamo sovraccarichi di informazioni e immagini, ragione per cui non abusiamo con invii troppo spesso e curiamo attentamente i contenuti a livello visivo, qualitativo e creativo. La newsletter di Oybo deve essere un breve momento di gioia. Tutte queste attenzioni generano un ritorno positivo in termine di vendite.
Parte della newsletter per la tribute collection Fab Four, dedicata ai Beatles.

Parte della newsletter per la tribute collection Fab Four, dedicata ai Beatles.

Personalmente sono una fan della prima ora di Instagram.
La comunità #oybofriends, che si è creata spontaneamente si è allargata considerevolmente grazie a Instagram e ciò genera un’eccellente passaparola e vendite.
Oybo su Instagram

Oybo su Instagram

Da domani mattina devi rinunciare a una delle attività di web marketing che stai facendo: chi butti dalla torre?
Non butto nessuno dalla torre, me ne guardo bene. Anzi, dovrei forse far salire qualcun altro.

Una informazione strepitosa su Oybo online che vuoi condividere!
Mi colpisce il desiderio delle persone (clienti Oybo) di condividere i loro scatti con indosso le calze; mi colpisce il fatto che le persone restino sorprese di fronte all’educazione, al rispetto e alla professionalità.

PS. A proposito di contenuti, questo video lo mostro spesso quando faccio formazione: guardate che cosa si può fare con zero budget – zero, davvero – e tanta creatività.

Polpo interlude from Oybō Untuned on Vimeo.

PMI italiane e web marketing: è ancora questione di cultura

Una parte consistente del mio lavoro, soprattutto in questo periodo dell’anno, è fatta di eventi, incontri di in-formazione, docenze in azienda o durante momenti formativi organizzati da associazioni di categoria. Insomma, diffondo il verbo del web marketing :)

CNAQualche settimana fa ero ospite e speaker durante l’incontro conclusivo del Lab con CNA Emilia Romagna, e in durante il rinfresco di fine serata Angelo Dottore, Presidente di CNA Comunicazione e Terziario Avanzato di Modena, ha detto una cosa che mi sono segnata perché rende bene l’idea e che nella sostanza è:

“spesso c’è più cura nel scegliere una bottiglia di vino da bere con gli amici che nella scelta del fornitore che si occuperà della comunicazione della nostra azienda.”

 

Il tema era quello, noto, del “cugino dell’amico” o in alternativa del “figlio del collega” che sviluppa il sito aziendale perché è bravo con il computer e perché tanto che cosa ci vuole. Costa poco ma, a parte rare e fortunate eccezioni, poco porta, anzi.

Qualche giorno dopo, ero a Trento per TravelNEXT e a cena ero seduta accanto a Bruno Tessadri, un garbato signore della Confcommercio di Rovereto, che di mestiere fa il fiorista e che tra un bicchiere di Traminer e l’altro mi ha raccontato come nei suoi 30 anni di mestiere ha visto arrivare il fax, poi gli ordini via mail, e adesso i fiori li compra online nei web shop.

“di innnovazione io non muoio, mi tuffo dentro come un pesce”

Che mi è piaciuto molto, perché per me l’innovazione è come l’acqua (ma questo è un altro post). Insomma ho riflettuto su due approcci così diversi, sulle storie che queste due citazioni raccontano. Perché alcuni imprenditori finiscono per affidare la loro comunicazione web a fornitori con scarse competenze o a non curarla per niente (la maggior parte delle aziende italiane non ha ancora un sito, ricordiamocelo) mentre altri abbracciano l’innovazione? Per un tema di cultura: le prime non conoscono le potenzialità di questi nuovi strumenti, nella maggior parte dei casi. Un’altra parte, pur cosciente di quello che il digitale può portare, non ha le competenze per avvicinarsi a questo mondo e soprattutto per valutare che cosa fare, che cosa chiedere ai fornitori, come valutare due proposte diverse che per lo stesso servizio – in apparenza – hanno nella fatidica ultima pagina un importo una il doppio dell’altra.

La soluzione dal mio punto di vista sta nel trasferimento di cultura in modo diffuso, scomposto in tanti rivoli che arrivino fino all’artigiano che produce sedie e che nel suo quotidiano deve far quadrare i conti, scegliere i materiali, star dietro ai fornitori, ai pagamenti, ai clienti. Fino al gestore dell’hotel di 30 camere che il sito meglio se non lo vediamo prima di scegliere dove soggiornare, perché ci darebbe una pessima immagine della struttura (non sto parlando di prenotare online, eh) ma insomma lui nel corso della sua giornata deve star dientro ai dipendenti, accogliere gli ospiti, fare la fila in Comune per un nuovo permesso. Insomma di mestiere fa altro, non si occupa di marketing e comunicazione.

In questo passaggio verso l’innovazione io ci vedo la necessità di un’azione di sistema che coinvolge la parte politica, professionisti e addetti ai lavori che devono farsi capire e non spaventare con tre parole in inglese e una in italiano e ci vedo soprattutto un ruolo determinante delle associazioni di categoria: diffondere innovazione e cultura digitale è il miglior servizio che possono fare ai loro associati.

 

Verso TravelNEXT, aggiornamenti sulla sharing economy

Tra gli appuntamenti di questa pimpante primavera, il prossimo 3 aprile sarò a Trento per TravelNEXT a parlare di sharing economy nel settore turistico.

sharingeconomyspring

E ci sono in questi giorni/settimane un po’ di notizie importanti sulla sharing economy. Le raccolgo e linko qui:

- partiamo dall’Italia, da oggi alla Fiera di Genova c’è la 45esima edizione di Primavera (28 marzo-6 aprile), con all’interno il Laboratorio delle Idee, dedicato alla sharing economy. Martedì pomeriggio e mercoledì ci sarà anche Marta Mainieri di Collaboriamo

- il 15 aprile 2014 a Milano ci sarà Sharexpo, una giornata di lavori per creare relazioni, cominciare a lavorare a proposte concrete e soprattutto avviare un processo per portare al meglio la sharing economy a Milano durante l’EXPO

- parlando nello specifico di travel, un po’ di aggiornamenti da Airbnb, invece. Il primo non è una notizia ma è il video che gira da qualche settimana e presenta AirWnC, il (finto) similAirbnb per la condivisione del bagno di casa :)

- passando alle notizie serie, Airbnb entra nel gruppo delle società che valgono oltre 10 miliardi di dollari e i suoi fondatori potrebbero così diventare i primi miliardari della sharing economy

- sul tema di quanto sia legale il modello Airbnb, due aggiornamenti importanti a livello europeo: Amsterdam a inizio febbraio detta regole chiare sull’affitto da parte di privati e la Francia proprio in questi giorni ha adottato una nuova legge, il Bill ALUR che chiarisce lo scenario per gli affitti di breve periodo: nessun permesso da richiedere se si affitta la propria abitazione principale, le obbligazioni possono essere definite dalle singole città – interessante la distinzione tra grandi e piccole città – se ad essere affittate sono seconde case o comunque non la casa in cui l’host abita.

Ci vediamo a Trento – programma completo e iscrizioni aperte – o in giro nella rete :)